18.11.14

Ti svegli e devi...

..un giorno
saprai tutto.


Intanto esplora, annusa, dubita, inciampa, desidera, colora, scrivi, fatica, urla, lavora, ricama, regala, riproduciti, raffredda, pedala, scalcia, offendi, difendi, pretendi, evacua, odia, prediligi,

S C E G L I !



Quando sarai GRANDE.


17.10.14

Il cerchio del desiderio

Corri, corri, è quasi tardi
salta e vola di nome in palla
La risata di cuore, nella pancia
leggerezza e figli del vento.

Eco di memoria e di futuro:
domani, vedrò.... il mare?


1.10.14

Inno ad Ermes, IV, 1 - 67

 Ἑρμῆς

Canta Ermes, Musa, di Zeus e Maia,il signore di Cillene e dell’Arcadia ricca di pecore,il supremo messaggero degli dei, il figlio di Maia, dico,- la venerabile ninfa dai bei capelli -, e di Zeus,lei che i beati fuggiva, dimorandonell’antro tutto ombra; qui, il Cronidealla ninfa soleva unirsia notte profonda,- mentre il sonno abbracciava Era dalle bianche braccia -, di nascosto dagli dei e dagli uomini.
Ma quando Zeus compì il suo piano,- e per lei il decimo mese era passato nel cielo -,da solo fece luce e illustre fu l’opera:ella generò un figlio astuto,  ingannatore, ladro, guida di buoi, padrone dei sogni,spia notturna, custode di porte, che prestoavrebbe compiuto imprese famose fra gli immortali.




Nato all’aurora, a mezzogiorno suonava la lira,a sera rubava i buoi di Apollo arciere,il quarto del mese generato da Maia padrona.
Egli, poi che schizzò fuori dalle cosce immortali della madre,non rimase a lungo nella culla,ma si alzò e andò a cercare i buoi di Apollo, oltrepassando la soglia dell’antro.
Là trovò una tartaruga, gioì, e quanto!Ermes, per primo, creò una tartaruga cantante. Se la trovò sulla porta del cortile, brucava erba, e lenta muoveva. Il veloce di mente la vide, rise e disse:“ Che fortuna!Salve, carissima, ti si batte quando si danza, sai?
Compagna di banchetto, felice bestiolina: chi ti porta qui, bel giocattolino?
Hai un guscio variopinto, tartarughina;ti prenderò, bella mia, e porterò a casa; mi servirai,e non ti disprezzerò; tu gioverai a me prima che ad altri
.A casa meglio stare, fuori, pericolo .Mi terrai lontano dal tristo maleficio, da viva; se poi tu morissi, ah come canteresti!”.


Sollevatala, subito andò verso casa, in mano l’amabile gingillo. Poi, premendo con un bulino di ferro,la perforò nel molle.Come quando un razzo pensiero penetrail cuore di un uomo assai afflitto,o quando lampi emettono gli occhi,così il luminoso Ermes meditava parola e azione. Tagliò con garbo delle canne e le ficcò nel gusciodella tartaruga entrando dal dorso.
Poi, l’ingegnoso, tese intorno una pelle di buee vi fissò due bracci, uniti da un ponte,e tirò sette corde sinfoniche di pecora.
E quando finì, in mano il bel giocattolino, provò col plettro una per una le corde:risuonò acutissimo; e il dio cantava- dolcemente improvvisando, come i giovanidurante la festa gareggiano chiodo a chiodo – di Zeus e di Maia dalle belle scarpe,come un tempo si accoppiavano,e così illuminava la sua nobile stirpe; in subbuglio le ancelle e la splendida dimora della ninfa, e i tripodi della casa e i perenni lebèti.

 
 
da Inni Omerici


6.9.14

L'onestà è la miglior politica.


"La libertà è uno dei doni più preziosi dal cielo concesso agli uomini: i tesori tutti che si trovano in terra o che stanno ricoperti dal mare non le si possono agguagliare: e per la libertà, come per l'onore, si può avventurare la vita, quando per lo contrario la schiavitù è il peggior male che possa arrivare agli uomini."



Cervantes - El ingenioso hidalgo don Quijote de la Mancha, 1605-1615

"Sii breve, che un discorso lungo non può mai dar piacere."

1.9.14

Pietra paziente

La 'syngué sabour' nella tradizione popolare afghana è la 'pietra paziente' cioè una pietra magica alla quale è possibile raccontare tutti i segreti, le sofferenze, le difficoltà. La pietra si carica di queste rivelazioni fino a quando si frantuma.