- Da quanto tempo, Madame?
- Da anni, non li conto più...
- Ogni quanto, Madame?
- Tutti i giorni, o quasi...
- Pentita?
- No, anzi...!
Anzi.
Perchè il BLOG è diventato uno strumento comunicativo indissolubile dalle mie abitudini;
un valore aggiunto ai miei contatti quotidiani,
ai pensieri sparsi nel vento, quello che sfuma più facilmente nella memoria.
Mi dà l'incentivo a crescere nella conoscenza, ad approfondire argomenti lontani e fuori dai circuiti comuni di informazione.
Il blog è il mondo delle parole, delle foto, dei video, delle vignette;
c'è il diario, l'opinione senza peli sulla lingua come difficilmente trovi nei giornali;
c'è l'approfondimento tematico e il mondo dei colori e dei widget dei templates.
Ma dietro un blog c'è soprattutto il BLOGGER, quello strano essere "coperto" da nickname (ma non per sempre), la sua anima, le sue lacrime o la sua ironia, la rabbia che prova, come la delusione, l'ottimismo o la sequela delle sue "sfighe" (ma non per sempre), i suoi valori etici ed il suo stile.
Il blogger che commenta;
quello che "se la tira";
quello che "lo scambio del link";
il purista, l'enigmatico o l'enigmista.
Una mission condivisa da milioni di appassionati, ognuno a modo suo.
La grande moda degli ultimi anni ma forse qualcosa sta accadendo?
Dopo gli anni '90, sono nati i social network, e il Web 2.0, che spostano dal singolo sito, statico e in assenza di interazione, alla grande rete, il flusso delle comunicazioni e degli scambi tra gli utenti.
Nasce Facebook, che la fa da padrone in questi ultimi tempi;
per i bloggers che si occupano di news, le piattaforme, nascono OKNOtizie o ZicZac , e tanti altri. Si allargano le possibilità di contatto, gli scambi, le letture,...
E i blog piangono!
Gli obiettivi si ampliano;
il raggiungimento delle vette di qualsivoglia classifica diviene un imperativo, fino a perdere la pazienza, l'entusiamo, l'umiltà, il contegno compassato, quando ci si sente esclusi, emarginati o discriminati da regole severe, non sempre logiche e d una licenza di "voto" lasciata con grande arbitrio ai singoli utenti-cloni-fake-falsi storici iscritti alla piattaforma.
Il numero di frequentatori del blog è divenuto un pass più potente della bella macchina e facoltoso conto in banca.
La cortesia del blogger rischia di estinguersi tra le liti, le chat e le volgarità della nuova politica e nuove forme di comunicazione.
La guerra dei numeri sbarca nel blog e si trasforma in possibilità di guadagno, con Adsense ed i vari giochini e banner pubblicitari che infastidiscono persino la scorrevolezza della lettura.
Per un link in più, venderemmo l'anima: compaiono, nei nostri template, gli "adesivi" che, senza nemmeno preamboli, invitano a premere il pulsante per ottenere lo scambio.
Marketing!
Insomma, "quando stiamo andando?"
Possiamo fondare il partito della Rifondazione dei Blog e recuperare l'identità e motivazioni spontanee e naif delle origini?
SALVA IL BLOGGER CHE STA IN TE:
arripjate!

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