30.5.08

NE' IN ITALIA, NE' SUI TRAM

Da qualche giorno i cittadini di Milano stanno denunciando controlli a tappeto sui mezzi pubblici, da parte di agenti che chiedono i documenti, fanno scendere gli immigrati non in regola e procedono al fermo e allontanamento con furgoni cellulari o addirittura autobus con grate ai finestrini. Quando il bus è pieno si dirige verso la Questura dove gli immigrati verrano ulteriormente controllati, schedati come clandestini. Per loro si apre la procedura che porterà al provvedimento di espulsione.

"A Milano inizia la politica delle retate di massa".


Una settantina, finora, le persone senza documenti che sarebbero state fatte scendere e controllate per strada.
L'iniziativa, voluta dal vicesindaco e assessore alla Sicurezza del capoluogo lombardo Riccardo De Corato che spiega che "erano tutti clandestini, ovvero persone che non solo non dovrebbero girare indisturbati per Milano e sui mezzi pubblici milanesi ma non dovrebbero trovarsi nemmeno sul territorio italiano".

Milano, caccia ai clandestini sul bus "Anticipa le norme del governo"

Non so voi, ma a me sale acidamente un'acredine infinita; e tanta tristezza per la meschinità, l'arroganza e la supponenza di costoro. Mi tornano alla mente, per condire la cronaca e per condividere il gaudio con altre Regioni, il cartello affisso nella bacheca di una fabbrica nel Trevigiano che comunicava "l'apertura della caccia, tutto l'anno, per la seguente selvaggina migratoria: rumeni, albanesi, kosovari, zingari, talebani, afgani ed extracomunitari in genere"

O il consigliere leghista Bettio che invitava ad "usare con gli immigrati lo stesso metodo delle SS: punirne dieci per ogni torto fatto a un nostro cittadino".



Dunque non mi sorprende che il Rapporto 2008 di Amnesty International condanni l'Italia definendola unPaese razzista, pericoloso».

Daniela Carboni ha sottolineato come «dichiarazioni discriminatorie da parte delle istituzioni e atti normativi approvati in modo affrettato e propagandistico» rischiano di aprire una vera e propria «caccia alle streghe».

28.5.08

Le piante, per esempio non bevono caffelatte

Aveva solo 27 anni quando con il suo primo romanzo, Un tram a s.p (‘‘SPrako tranbia’’) vinse nel 2002 il Premio Nacional de Narrativa istituito dal Ministero della Cultura spagnolo, con ampio successo di critica: il più giovane autore ad aver ricevuto tale premio.
L'autore si chiama Unai Elorriaga, nato a Algorta, Getxo, 1973, è uno dei principali autori in lingua basca: già, perchè scrive le sue opere in Euskara e non in castigliano, collocando le proprie opere in una particolarissimi dimensione.
Di formazione filologo, insegnante e traduttore di professione, collabora anche con la stampa e trasmissioni radio-televisive.

Pubblicazioni.
Un tram a s.p
2003

El pelo de Van't Hoff
2004


"e quando la zia Rosa dice che bisogna buttare via uno spillo, io ci resto male.
Perchè magari quello spillo è stato lì cento anni, nella stanza del cucito (..)
Per questo io salvo alcuni spilli. Allora quando trovo uno spillo molto arrugginiti, lo metto di nuovo nella fessura. E non dico niente alla zia Rosa e lei non se ne accorge. Così lo spillo sta tranquillo e vedo che è contento e che non vuole finire nell'Atlantico insieme agli altri rifiuti."



L'ultimo viaggio tra le parole poetiche di Elorriaga, tradotto in italiano, ‘Vredaman’ ovvero:
"LE PIANTE, PER ESEMPIO, NON BEVONO CAFFELATTE"
Editore: GRAN VIA
Numero di pagine: 160
Prezzo: € 13,50



La storia centrale è quella di Tomas che vuole catturare una libellula blu, perchè la cugina Iñes gli ha detto che così diventerà la persona più intelligente del mondo...
Le storie si moltiplicano dentro le storie, ma tutte finiscono, bene o male, perchè il vero piacere sta nel farsele raccontare"

Unai Elorriaga interpreta el mundo infantil en ‘Vredaman’


.... Simon e Gur si chiedono che senso abbiano i trattati di ornitologia, quando può darsi che il corvo che il corvo che si è osservato per mesi sia pazzo, e Beckett, che viene in mente leggendo molti dialoghi, diventa vittima della stessa assurdità che usava come arma.
"Poi Simon disse: come Samuel Beckett.
Gur: chi è Samuel Beckett?
Mateo: uno scrittore.
Gur: e allora?
Simon: anche lui aveva giocato a rugby. Poi gli hanno dato un Premio Nobel.
Gur: un altro pazzo.
Simon: un altro pazzo.
Gur: come noi.
Simon: come noi. Ma un po' più magro di te"

27.5.08

AZALAI: "separarsi per poi ricongiungersi di nuovo"

In epoca di revisionismo ed oscurantismo, subisco la tentazione di rifugiarmi in amene letture che mi portino lontano,
che alimentino il mio buon umore con storie di saggezza ed umanità.
Evito di commentare o pensare troppo alla cronaca del Belpaese, alle violenze fasciste che tornano, alle squadracce di ronde, agli abusi sui bambini, sui gay o alle donne.
Un'oasi di pace delle mente: per me e per gli occasionali lettori.

«Nel deserto le pietre sono parole»


"Il ritmo della vita
rallenta,
il silenzio scende,
il Sahara comincia".
Vanni Beltrami in "Breviario per nomadi" introduce, qua, per me, la parentesi sulle bellissime “donne blu” del deserto, dagli occhi neri allungati e dalla pelle del viso incredibilmente liscia.

Se vi capitasse d'incontrare una donna che non è velata, allora quasi sicuramente è una donna tuareg.
L'uomo tuareg invece porta il velo di cotone "taghelmust" sul volto.

Le donne tuareg sono molto libere e costituiscono il perno di una società in cui si vuole che tutti nascano dallo stesso ombelico e che la successione sia matrilineare.

La società è monogama e dona alle donne il diritto sulle questioni amorose e di portare le redini della casa, benchè ritardino il matrimonio il più possibile per mantenere la loro indipendenza.

"I giochi sessuali prematrimoniali sono ammessi da questo singolare popolo, e costituiscono uno dei tanti titoli di differenziazione.
Nella loro lingua, il ”Tamahak”, la parola verginità, non è mai stata coniata, quindi non esiste.
La ragazza Tuareg gode degli stessi diritti dei suoi coetanei maschili, che le concedono licenze addirittura impensabili in questo paese e la inducono a ritardare il più possibile il suo matrimonio proprio per avere la possibilità di vivere una vita ricca di esperienze. E’ molto difficile infatti che le donne si sposino prima d’avere compiuti i trent’anni. E vivere intensamente la vita significa, per loro, soprattutto concedersi a tutti i giovani che dimostrino per loro un certo interesse.
Il matrimonio solo segnerà la fine della sua dissolutezza, ma non della personalità della donna, che anzi sarà affrancata a tal punto da riconoscerle il diritto di proibire al marito, legato a lei da un vincolo monogamico, di convivere familiarmente con le eventuali concubine."
L’Amore tra gli Arabi di A. Garaudy


Il marito viene scelto durante una festa che si tiene nell’agal (corte d’amore), dove si cantano i tindé, specie di serenate: la donna non può sapere se lui è brutto perché porta il velo: lo giudica esclusivamente per le sue attitudini, ma d’importanza massima resta la fama di guerriero.

La donna ha un ruolo molto importante nella società dei Tuareg: è saldamente ancorata alla realtà economica e trasmette l’eredità e ha la facoltà di chiedere il divorzio e di tenersi i figli.
Inoltre è affidato a lei il patrimonio culturale, perciò sa scrivere,
tramanda oralmente di generazione in generazione le antiche leggende (poetica orale) e l'alfabeto tuareg, il titinah,,
ha il compito di educare i figli alla vita quotidiana.
Ha anche dei compiti più pratici: infatti sono loro a scegliere il posto dove accamparsi e si occupano del montaggio e della manutenzione della tenda.
Infine esse hanno anche delle precise funzioni religiose: infatti durante il parto entrano in contatto con l'aldilà.




Infatti, più di 2/3 delle donne muoiono dando alla luce i propri figli.
Perciò si trovano presso i Tuareg relativamente poche donne che abbiano più di cinquanta anni.
Se un bambino perde la madre, viene accolto subito da un'altra famiglia ed allevato con lo stesso amore che si ha per un figlio proprio.

"I nomadi, sulla Terra, tracciano linee di erranza: direzioni migratorie di branchi di renne o di bisonti, percorsi legati alla presenza periodica di punti d'acqua, allo spostamento delle zone di raccolta secondo le stagioni, [...]
La Terra è la memoria degli uomini. Il suo paesaggio è la mappa delle epopee, il bacino dei saperi.
Tutto lo spazio vive.
I canti e i racconti narrano la Terra;
la terra ricorda il tempo del sogno, il tempo delle origini che è sempre presente e muore insieme agli dei,
se i canti non vengono ripresi, i viaggi di nuovo intrapresi e le linee di erranza sono disertate.
E si riparte ancora in cammino, seguendo le orme degli antenati.
Si torna sugli stessi luoghi, si canta di nuovo la Terra.
E il passato rivive perchè non è mai passato".
Pierre Levy "L'intelligenza collettiva: per un'antropologia del cyberspazio"

26.5.08

Guai ai poveri in terra straniera

ALLE PORTE DELLA CITTA’

Alle porte della città
aspetto
un sorriso.
Tu hai ballato nel bagliore del fuoco,
con la musica del mio violino,
ma non hai visto
la mia tristezza.

Alle porte della città
aspetto
una mano.
Sei venuto nella mia tenda,
ti sei riscaldato al fuoco,
ma non hai calmato
la mia fame.

Alle porte della città
aspetto
una parola.
Hai scritto lunghi libri,
hai posto mille domande,
ma non hai aperto
la mia anima.

Alle porte della città
aspettano con me
molti zingari.


dell'artista zingaro sinto Olimpio Cari

21.5.08

BEL POST, COMPLIMENTI!

Mi piace leggere diversi temi, stili, grafiche, impostazioni: dev'essere senz'altro uno dei motivi che mi ha avvicinato al BLOG. La possibilità di trovare informazioni fuori dai comuni circuiti, firmati da cittadini piò o meno anonimi, e, volendo l'opportunità di lasciare commenti nei forum.
Mi sto divertendo ad aprire pagine, dietro pagine, ed altre pagine.

L'aspetto più suggestivo resta quello dei commenti:
ritengo sia il momento di massimo sforzo, per un lettore, il passaggio all'azione del commento.

Del resto, lo sforzo estetico, concettuale ed intellettuale è già stato svolto dal blogger o inserzionista.
Il più delle volte resto senza parole: cos'altro dovrei aggiungere ad una notizia che mi ha appena fatto rabbrividire, o emozionare, o rallegrato, o estasiato, o fatto arrabbiare?
In cosa, le mie parole, possono aggiungere senso a quanto è già stato degnamente scritto?

E' il mezzo che sancisce l'obbligo e la netiquette impone o consiglia di mostrare segni della propria esistenza.
La rete connette le menti anonime, ma, per avere un feed back, per esistere, su internet, devi scrivere; e far sì che qualcuno ti scriva.

Si apre il ventaglio delle offerte di compra-vendita, di scambio di favori, link, letture; in taluni casi, anche lo scambio di voti, sembra essere una formula piuttosto estesa e lecita.

Se tu mi lasci un commento, io potrei citarti in un articolo. etc.


E dunque, via: a dimostrare e lasciare segno del proprio passaggio, per non negare, come ai buoni amici e parenti, un salutino veloce, affettuoso; per non apparire scortese. Molti sono dei veri geni "De l'arte del commentare su un blog": lasciano riflessioni scritte ancor più elaborate del medesimo post; interpretazioni dello stesso; articolati pensieri ed approfondimenti al tema in questione.

Poi, trovi le paroline da "bon ton blogger", come quella del titolo,
che ti lasciano il costante dubbio se, almeno, hanno letto oltre il titolo del tuo articolo.

L'importante è scrivere: parole parole parole. O rimani fuori dal gioco e non ti diverti più.

20.5.08

FINCHE' ROTA NON VI SEPARI

Per fede e soprattutto per soldi


Non andartene, amore, senza avvertirmi.
Ho vegliato tutta la notte e ora i miei occhi sono pesanti di sonno.
Ho paura di perderti mentre dormo.
Non andartene, amore, senza avvertirmi.

Mi sveglio e stendo le mani per toccarti.
Ti sento e mi domando: "È un sogno?"
Oh, potessi stringere i tuoi piedi col mio cuore e tenerli stretti al mio petto!
Non andartene, amore, senza avvertirmi.
Tagore


Una recente conversazione tra amiche mi ha incuriosito circa la diffusione del fenomeno dell'Annullamento del rito del matrimonio per conto del Tribunale ecclesiastico: chi dice che si tratti di un nuovo business; chi non conosce un'anima, in tutta la sua vita, che abbia ricorso a tale pratica; chi non conosce nemmeno un'anima che si sia sposato con rito religioso; chi, scettico, ascolta e non esprime pareri; mentre qualcun altro si accende e difende principi e morale.

Io scopro dei dati che con voi condivido e non saprei nemmeno come commentarli: son troppi? son pochi? Son legittime sentenze o business ipocrita da parte di chi professa l'inscindibilità di un Sacramento quale il matrimonio?

Le richieste di annullamento.
Nel 1982 il totale delle cause di annullamento esaminate in appello dalla Sacra Rota romana era di 287 l´anno.
Nel 1992 il numero è salito a 824.
Nel 2002 la cifra che compare sulla relazione annuale è 1.280.
Le statistiche delle richieste di annullamento seguono quelle dei divorzi: dal 1995 al 2000 i divorzi italiani sono passati da 52.323 a 71.696, un incremento del 37,5 per cento.
Gli italiani sono i primi in classifica per i processi di annullamento che giungono in appello alla Sacra Rota, con 323 richieste nel 2002. Seguono i cattolici degli Stati Uniti (183) e i polacchi (100).
In Italia, la regione con più cause appellate in Rota (58) è il Lazio.


Le sentenze emesse.
Anche il Vaticano è in allarme

«Ormai un matrimonio fallito su cinque in Italia viene sciolto da un Tribunale ecclesiastico.
Le richieste stanno aumentando da tre anni del 20-25 per cento».
Dice Gian Ettore Gassani, presidente dell'Associazione matrimonialisti civili italiani


In quanto alla sola Rota Romana, autentica Cassazione mondiale dei tribunali ecclesiastici,
al 1 gennaio 2008 le cause aperte provenienti dall'Italia erano 421,
contro le 215 del 1999
o le 331 del 2003.

Nonostante la quantità di cause pendenti, nel 2007 le sentenze definitive di nullità sono state 160, di cui 79 per la nullità e 81 contrarie.
Nel 2006 erano stato 172, di cui 96 per la nullità e 76 contrarie.

Le informazioni in merito ai costi sono assolutamente contraddittorie a seconda della fonte letta: sui siti di area "radicale", so denunciano costi esorbitanti (anche 20.000 euro!); in quelli di stampo cattolico si cita per lo più il gratuito patrocinio delle pratiche, quando non del minimale e massimale delle parcelle degli avvocati rotali.

Ma un'Istituzione come la Chiesa che non ammette il divorzio, come può consentire, per legge, un annullamento?


I vizi del consenso sono in tutto nove:

carenza di sufficiente uso di ragione;

grave difetto di discrezione di giudizio;

incapacità di assumere gli obblighi essenziali per cause di natura psichica;

ignoranza;

errore;

dolo;

simulazione (o esclusione);

condizione;

timore.


Praticamente:
La mancanza di consenso da parte di uno dei coniugi o di entrambi al matrimonio, compresa la riserva mentale e la simulazione.

il fatto che uno dei coniugi escluda una delle finalità essenziali del matrimonio religioso, che sono la procreazione dei figli, la fedeltà, l’indissolubilità del vincolo matrimoniale.

L’errore sulla persona del coniuge.

La violenza fisica o il timore.

L’impotenza al rapporto sessuale dell’uomo o della donna.

Il fatto che il matrimonio non sia stato consumato, cioè che i due coniugi non abbiano avuto un rapporto sessuale completo. In questo caso non si tratta di vera nullità matrimoniale, ma di una speciale «dispensa» del Pontefice



Però: a ben conoscere le leggi, non parrebbe così vero che la sacra unione sia indissolubile.

19.5.08

Scia-chimisti e leggende metropolitane

Ho la sensazione che in questa misera o entusiasmente vita ( a seconda del bicchiere mezzo pieno o..)
vi siano fin troppi intoppi che piegano gli angoli del nostro sorriso verso il basso; talvolta anche più di un piega.

Motivi seri, malumori passeggeri, metereopatie o cicli ormonali scombussolati.

Dico allora: è mai possibile doversene inventare delle nuove?
Complotti, fantasie, o leggende metropolitane?

Avete presente la morale di quel simpatico "Manuale per rendersi infelici"?
A quello penso quando leggo:

"Quando alziamo gli occhi e guardiamo il cielo capita di osservare alcune scie bianche, che nella maggior parte dei casi, sono scie di condensazione. Ma attenzione non sempre è così: molte volte siamo davanti a scie chimiche... Boeig 747 rilasciano a bassa quota nano particelle di alluminio, bario, torio e bromo in gran quantità"


Generalmente ritengono che siano formate da sostanze chimiche (anche di tipo biologiche) rilasciate su aree popolate per qualche motivo complottistico.
La motivazione più di frequente ipotizzata dai sostenitori di tali teorie è il tentativo di modificazioni climatiche.
Altre motivazioni ipotizzate chiamano in causa esperimenti governativi o militari, attacchi terroristici,
operazioni di corporazioni private, tentativi di condizionamento tramite agenti psicoattivi
o addirittura il tentativo di frenare l'esplosione demografica mondiale, eliminando quattro miliardi di persone.


Ditemi che cosa si fumano questi signori che.. meglio evitare, no?!

Esiste il CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale) dal 1989, sotto la spinta di Piero Angela, che rappresenta un punto di riferimento per l'indagine dei fenomeni inspiegabili o trascurati dalla cosiddetta scienza ufficiale.
Tra gli studiosi, il coordinatore Angioni espone le sue spiegazioni per dimostrare l'infondatezza delle teorie del complotto.

24 maggio ore 17.00
Museo Scienze Naturali di Milano
"Tracce nel cielo: le ‘scie chimiche’" e "Le stranezze della nostra atmosfera"
con Simone Angioni e Luigi Bignami (geologo e giornalista scientifico)
INGRESSO LIBERO
per info: 02-88463337



Sottoscrivo le parole di Attivissimo che copio dal sito dell'Anti-Bufala:
"Quasi mi dispiace: dev'essere dura, per loro, annunciare in continuazione che le "scie chimiche" sono il segno di un'imminente catastrofe velenifera e poi vedere che ormai da quindici anni (da quando fu "rivelato" per la prima volta il complotto) la suddetta catastrofe non si materializza. Si finisce per fare la figura di quelli che prevedevano la fine del mondo nell'anno mille.
In realtà mi spiace soltanto per le persone che, in buona fede, abboccano a queste teorie perché sono ammantate di una veste pseudoscientifica e fanno leva sulle nostre paure istintive: per i guru dello sciachimismo, che fanno soldi vendendo paccottiglia e si autogratificano mettendo paure inutili in testa alla gente per sentirsi importanti messaggeri di verità, non ho nessuna pietà. La pochezza e vuotaggine della loro esistenza non è una punizione sufficiente, ma è un buon inizio."

18.5.08

Si chiamava Fiorella e di cognome: “Tutte le donne”

Noi, siamo tutte parte civile.


Nel 1978 in Italia, ancora profondamente reazionaria e machista, lo stupro era ancora reato contro la morale, e non contro la persona;
la linea processuale consisteva nel far apparire la donna come complice consenziente, preda conquistata e felice, se non femmina adescatrice e quindi, pregiudizialmente, una prostituta.
Un processo ripreso, per la prima volta, dalla televisione nazionale: al banco degli imputati “quattro bravi ragazzi sposati e con prole”, accusati pubblicamente dalla scomparsa Tina Lagostena Bassi, di aver violentato una ragazza romana in una villa nei pressi di Latina, l’anno precedente.
Lei, la vittima, si chiama Fiorella e di cognome fa “Tutte le donne”.

Per la prima volta si tenta di abbattere il muro della vergogna, dell'omertà, sollevando il velo della complicità: dentro e fuori dal tribunale. La sentenza divenne storica, non tanto per il carico della pena (a mala pena un anno, cntro gli stupratori); bensì per l'eco sulla coscienza collettiva e sul fronte rivoluzionario nella storia delle donne e nelle cultura, in generale.
Oggi la violenza sessuale è punita con la reclusione da 5 a 10 anni, a meno che la vittima sia un minore o altre aggrevanti.
Ogni tanto si tenta di ribaltare i risultati di quella fatidica sentenza con dichiarazioni oscene, quali "Con i jeans lo stupro diventa consenziente", ma, per il buon momento, resta un reato perseguibile.

Eppure, l'estensione del concetto di punibilità quali risultati avrebbe procurato, sul versante pratico?


La ricerca ISTAT del 2004 attesta che ogni giorno in Italia sette donne in media subiscono una violenza sessuale.

I dati ISTAT 2006 indicano che in Italia il 14,3% delle donne con un rapporto di coppia attuale o precedente ha subito almeno una violenza fisica o sessuale dal partner.

Il 24,7% delle donne ha subito violenze da un altro uomo.


Gli stupri e i tentati stupri sono commessi piu' frequentemente da amici (23,8%),
conoscenti (12,3%),
fidanzati o ex fidanzati (17,4%),
mariti o ex mariti (20,2%),
e solo in minima parte da estranei (3,5%).


Solo il 21% delle violenze sessuali avviene per strada e il 14% in auto;
per il resto, a casa propria o di amici e parenti.


Ogni 25 novembre si pubblicano i dati ONU, della Commissione Europea, dei Centri Antiviolenza sui maltrattamenti in famiglia e la violenza contro le donne in tutti i paesi del mondo, con percentuali altissime in tutto il mondo occidentale.

Qualche intervista arriva nei TG Nazionali, più spesso in quelli regionali, sulle riviste femminili e se ne discute negli ambienti specializzati dei servizi sociali, della psicologia applicata,fra avvocate/i e magistrate/i, nel privato sociale. ...

Strano, dalla lettura dei giornali e dalle discussioni nelle piazze, avevo capito che gli stupri avvenissero per colpa degli extracomunitari nel nostro paese..

"La violenza contro le donne e sulle donne è difficile da digerire per gli uomini e per le donne. Perché mette l'accento su una contraddizione inconciliabile quella fra gli uomini e le donne, mette in luce una "arretratezza" della relazione di coppia e per di più in contemporanea e contestualmente ad un dibattito sulle forme di famiglia e di relazioni fra le persone (vedi pacs) che sembrerebbe molto avanzata."

13.5.08

Dalla parte del toro

Nell'arena in festa, tra musiche e colori, trafitto dalle "picche" e dalle "bandierine", dalla spada e dal coltello il toro, immobile, vive la sua lenta agonia.
Accanto a lui muore il cavallo, il ventre squarciato sotto la trapunta.
Il "matador", eroico e vittorioso, si inchina alla folla che applaude.
E' il finale dell'ultimo atto di una corrida spagnola che alcuni continuano a definire espressione d'arte, di cultura, di folklore.


Torturare e uccidere il toro non significa - come afferma una pseudocultura - "vincere" il male e le forze avverse della natura" ma significa solo SADISMO, IGNORANZA, VIOLENZA, BARBARIE.


Tutti gli animali nascono uguali davanti alla vita e hanno gli stessi diritti all’esistenza.
Dichiarazione universale dei diritti dell'animale (Unesco, 15/10/78)



In Spagna è in corso da tempo un dibattito sull’opportunità di continuare a permettere una tradizione da molti accusata non solo di maltrattamenti sugli animali, ma di indecente spettacolarizzazione delle violenze.
MAFIA TAURINA
Secondo un recente sondaggio l'82% degli spagnoli è contrario alla tauromachia, tuttavia la strada per l'abolizione di questo abominio appare lunga, poichè esistono interessi di carattere economico, politico e religioso che vivono attorno al mondo della corrida.
I grandi allevatori godono di importanti appoggi politici e di consistenti finanziamenti da parte del ministero della cultura. La stessa Chiesa non ha assunto una posizione ufficiale a condanna della tauromachia; anzi, alcuni preti cattolici si cimentano come toreri o fanno propaganda alle corride per costruire o restaurare chiese e per scopi di "beneficenza".
L'ambiente culturale spagnolo non si espone apertamente contro la corrida. Soltanto i Verdi ed i Repubblicani spagnoli hanno condannato esplicitamente quest'orrore.

LIDA -Lega Italiana dei Diritti dell’Animale
ANTITAURINO.ORG

12.5.08

"Sulla libertà"

E un oratore disse:
Parlaci della Libertà.

E lui rispose:
Alle porte della città e presso il focolare vi ho veduto, prostrati, adorare la vostra libertà,
Così come gli schiavi si umiliano in lodi davanti al tiranno che li uccide.
Sì, al bosco sacro e all'ombra della rocca ho visto che per il più libero di voi la libertà non era che schiavitù e oppressione.
E in me il cuore ha sanguinato, poiché sarete liberi solo quando lo stesso desiderio di ricercare la libertà
Sarà una pratica per voi e finirete di chiamarla un fine e un compimento.
In verità sarete liberi quando i vostri giorni non saranno privi di pena e le vostre notti di angoscia e di esigenze.
Quando di queste cose sarà circonfusa la vostra vita, allora vi leverete al di sopra di esse nudi e senza vincoli.

Ma come potrete elevarvi oltre i giorni e le notti
Se non spezzando le catene che all'alba della vostra conoscenza hanno imprigionato l'ora del meriggio?
Quella che voi chiamate libertà è la più resistente di queste catene, benché i suoi anelli vi abbaglino scintillando al sole.

E cos'è mai se non parte di voi stessi ciò che vorreste respingere per essere liberi?
L'ingiusta legge che vorreste abolire è la stessa che la vostra mano vi ha scritto sulla fronte.
Non potete cancellarla bruciando i libri di diritto né lavando la fronte dei vostri giudici,
Neppure riversandovi sopra le onde del mare.

Se è un despota colui che volete detronizzare, badate prima che il trono eretto dentro di voi sia già stato distrutto.
Poiché come può un tiranno governare uomini liberi e fieri,
Se non per una tirannia e un difetto della loro stessa libertà e del loro orgoglio?
E se volete allontanare un affanno, ricordate che questo affanno non vi è stato imposto, ma voi l'avete scelto.
E se volete dissipare un timore, cercatelo in voi e non nella mano di chi questo timore v'incute.
In verità, ciò che anelate e temete, che vi ripugna e vi blandisce, ciò che perseguite e ciò che vorreste sfuggire,
Ognuna di queste cose muove nel vostro essere in un costante e incompiuto abbraccio.
Come luci e ombre unite in una stretta, ogni cosa si agita in voi.
E quando un'ombra svanisce, la luce che indugia diventa ombra per un'altra luce.
E così quando la vostra libertà getta le catene diventa essa stessa la catena di una libertà più grande.


Di Kahlil Gibran

10.5.08

8 per mille voglie di sesso

''In una cultura sottoposta alla prevalenza dell'avere sull'essere -ha osservato Benedetto XVI- la vita umana rischia di perdere il suo valore.
Se l'esercizio della sessualità si trasforma in una droga che vuole assoggettare il partner ai propri desideri e interessi, senza rispettare i tempi della persona amata, allora ciò che si deve difendere non è più solo il vero concetto dell'amore, ma in primo luogo la dignità della persona stessa''.


E' quanto ha detto questa mattina il Papa Benedetto XVI nel 40° anniversario dell'Enciclica Humanae Vitae

“L’amore coniugale – ha spiegato il Pontefice – viene descritto all’interno di un processo globale che non si arresta alla divisione tra anima e corpo né soggiace al solo sentimento, spesso fugace e precario, ma si fa carico dell’unità della persona e della totale condivisione degli sposi”


E fin qui, posso anche essere d'accordo.

Poi però il discorso continua contro le "tecniche meccaniche e artificiali" (v. procreazione assistita)
" la trasmissione della vita è iscritta nella natura e le sue leggi permangono come norma non scritta a cui tutti devono richiamarsi"


e ARIDAJE!

e per concludere, non dimentica di enunciare il divieto all'uso dei contraccettivi e ricorda come sia contrario all'insegnamento della Chiesa la pratica dell'omosessualità.


Ma voi, l'8 per mille, a chi lo donate?

9.5.08

Viva la vida, muera la muerte

8-9 Maggio 2008, trentennale dell'omicidio di Peppino Impastato



Era un destino segnato quello di Giuseppe Impastato: nato a Cinisi (Pa), il 5 gennaio 1948, in una famiglia di mafia (lo zio e altri parenti erano mafiosi e il cognato del padre era il boss Cesare Manzella, ucciso con una giulietta al tritolo nel 1963); suo padre, Luigi, aveva come amico il numero uno di Cosa nostra, Tano Badalamenti.

Ancora ragazzo, rompe con il padre, che lo caccia via di casa, e avvia un’attività politico-culturale antimafiosa utilizzando la trasmissione satirica “Onda pazza” con cui sbeffeggiava mafiosi e politici su “Radio Aut”, emittente da lui stesso fondata nel 1976, denunciando quotidianamente i delitti e gli affari dei mafiosi di Cinisi e Terrasini, e in primo luogo del capomafia Gaetano Badalamenti, che avevano un ruolo di primo piano nei traffici internazionali di droga.

"Si sa dove si nasce ma non come si muore
e non se un'ideale ti porterà dolore.."
Modena City Ramblers


E Tano Badalamenti diventò il mandante del suo assassinio!

Durante un viaggio negli USA dall'amico Tano, il padre Luigi disse a una parente:
"Prima di uccidere Peppino devono uccidere me".
Morì nel settembre del 1977 in un incidente stradale.


Nel 1978 si candida nella lista di Democrazia Proletaria alle elezioni comunali.
Nel corso della campagna elettorale, la notte tra l’8 e il 9 maggio del 1978, Peppino Impastato fu sequestrato e ucciso con una carica di tritolo posta sotto il corpo adagiato sui binari della ferrovia, dopo averlo stordito
Fonti: www.centroimpastato.it e su "Peppino Impastato-La verità uccisa due volte"

Il suo corpo fu ritrovato lungo la ferrovia con una carica esplosiva accanto. Un terrorista ucciso mentre preparava un attentato, la facile soluzione del caso.

Sua madre, Felicia Bartolotta, suo fratello Giovanni e sua cognata Felicetta diventarono i custodi della sua memoria e insieme con Salvo Vitale e Umberto Santino, il fondatore del centro di documentazione antimafia, gli implacabili cacciatori di una verità evidente che in pochi intendevano riconoscere.
«State attenti, occhi aperti, il futuro siete voi»,
ripeteva a tutti la madre Felicia.


Ci sono voluti 23 anni perché Peppino Impastato diventasse con bollo di giustizia un morto di mafia: provarono a seppellirne il ricordo sotto una montagna di falsi e calunnie per una ricostruzione di comodo che lo voleva alternativamente suicida o saltato per aria maneggiando l´esplosivo, in qualità di terrorista.
Inoltre Peppino fu iscritto all´albo professionale, quando finalmente Badalamenti, nel 1997, fu incriminato (l´11 aprile 2002, fu condannato all´ergastolo per quel delitto).
La notizia della sua morte giunse nel giorno del ritrovamento del cadavere di Aldo Moro. Nel cono d´ombra di una tragedia nazionale la fine di Peppino era una nota a margine in un´Italia squassata dal terrorismo.

Appartiene al tuo sorriso
l'ansia dell'uomo che muore,
al suo sguardo confuso
chiede un pò d'attenzione,
alle sue labbra di rosso corallo
un ingenuo abbandono,
vuol sentire sul petto
il suo respiro affannoso:
è un uomo che muore.
Giuseppe Impastato


Intervista a Giovanni Impastato, fratello di Peppino
".. Non è possibile educare i giovani alla lotta alla mafia senza averli prima educati alla democrazia, alla capacità di comprendere le connessioni con i poteri forti.
Ecco. Questo mi preoccupa.
Dell’Utri beatifica Mangano e non si indignano? Non reagiscono di fronte a cose così gravi.
Poi cala il silenzio.
La capacità di intromettersi in ogni piccolo affare della mafia, di raccogliere capillarmente il pizzo non è più un problema di sicurezza.
Il problema è il rumeno presunto stupratore.
Il rumeno finisce per fare più paura di Cosa Nostra.
I lettori non ricordano più cos’è Cosa Nostra col suo immenso potere e le sue immense ricchezze.
I lettori temono il rumeno non più i boss."


"Ma la tua vita adesso puoi cambiare
solo se sei disposto a camminare,
gridando forte senza aver paura
contando cento passi lungo la tua strada...
Allora.. 1,2,3,4,5,10,100 passi!"
Modena City Ramblers

8.5.08

Riciclo e solidarietà

Quanti saranno i telefoni cellulari che giacciono ancora inutilizzati nelle nostre case?
Si tratta di oggetti la cui vita media non supera i due anni e per questo vengono dimenticati in un cassetto, anche perchè non si sa mai bene dove buttarli.

Secondo uno studio di Peter Beigl e Stefan Salhofer dell’Universita’ di Vienna, vengono buttati via ogni anno 45 cellulari per 1000 persone.
Si calcola che l'11 per cento degli italiani cambia il telefono a meno di un anno dall'acquisto

Le raccolte di cellulari usati hanno già da anni molto successo in altre nazioni europee.
Così nasce l'idea solidale di affiancare la solidarietà al riciclaggio:

A) "Cuore Phone" è la campagna che unisce i vecchi cellulari a Medici Senza frontiere,
B) "Abbiamo tanti progetti appesi a un filo" è la campagna promossa dalla Magis,
C) "Donaphone" invece è la stessa operazione di cui beneficia la Caritas.



CuorePhone coinvolge Medici Senza Frontiere
che riceverà fino a 3 euro per ogni telefonino recuperato e che lo utilizzerà per somministrare cibo iperproteico nella riabilitazione dei bambini colpiti da malattie infettive.


La campagna promossa della Ong dei gesuiti Magis organizza la raccolta dei cellulari usati, anche non funzionanti, su tutto il territorio nazionale trasformando il ricavato in finanziamenti per i progetti di cooperazione e sviluppo in Ciad per la realizzazione di cucine solari; in Kenya, a sostegno ad un ospedale per bambini malati di Aids .

Il progetto Donaphone
è finalizzato al recupero e al riciclaggio dei telefonini nelle regioni Trentino Alto Adige, in Lombardia e Lazio.
La raccolta dei telefoni permetterà anche di creare nuovi posti di lavoro per i soggetti più deboli, infatti il progetto Donaphone ad esempio in Lombardia è sostenuto dalla cooperativa Vivi Solidale che si occupa del recupero lavorativo delle persone svantaggiate.
I punti di raccolta nelle diverse regioni sono oltre che nelle sedi Caritas, nei supermercati che aderiscono all'iniziativa.
Donando il cellulare inutilizzato,
si aiuterà a costruire una nuova struttura d'accoglienza per donne con bambini in difficoltà.

7.5.08

Non tossirmi in faccia, per favore

Il ministero della sanità cinese ha lanciato un allarme nazionale contro la diffusione di un virus, che ha provocato la morte di 26 bambini e ne ha contagiati oltre 6.300 dallo scorso Marzo.
Preoccupazione anche delle autorità del Vietnam e di Singapore, dove si sono manifestati casi della malattia.

L'enterovirus 71 (EV-71) è responsabile della mucosite virale (HFMD, Hand, Footh and Mouth Disease- sindrome detta "malattia mano, piede e bocca", poichè le principali manifestazioni riguardano la comparsa di vescicole in queste parti del corpo), che nella forma lieve provoca soltanto febbre ed eruzioni cutanee.

Nella provincia cinese di Anhui il morbo si è tuttavia presentato in una forma particolarmente aggressiva.


Beh, che non riprendano a seminare panico e terrore tra gli ipocondriaci del mondo, raccontandoci ed esasperando il numero degli infetti, dei decessi umani o delle galline, topi e scimmie.
Non sopporterei quest'altra ondata di scemenza collettiva.


Il virus EV71 è stato infine isolato e ne è stata data comunicazione dall'OMS.

6.5.08

Polvere bianca

Corri amico, corri,
muoviti,
datti da fare,
concludi tutto entro un'ora,
dai il massimo,
sii sempre brillante.


… Dacci solo 4 monete
e ti iscriviamo al Concorso
per la CELEBRITA'.


Beh, non è che puoi fare tutto da solo..
Vuoi l'aiutino?
La telefonata a casa? Nooo
Un suggerimento dal pubblico?


Leggi qua:
La rivista americana 'Environmental Health Perspectives' del National Institute of Environmental Health Sciences (Niehs) ha pubblicato i risultati di uno studio dell'Istituto Mario Negri sulle fogne delle città per ottenere un quadro del consumo della droga.
Ne emerge che Milano e' prima per dosi di cocaina sniffate;
Londra e' vessata da consumi altissimi di eroina;
Lugano supera il capoluogo lombardo per l'uso di cannabis.

Si conferma, tra l'altro, la tendenza denunciata dallaRelazione annuale sul narcotraffico (2007)
che descrive l'Europa, insieme agli USA, come il primo mercato mondiale di consumo di ogni tipo di droga, specie di cocaina ed eroina, mentre quello italiano è attualmente tra i primi mercati della cocaina ed il secondo dell'eroina dopo quello britannico.

A tale proposito l'Asl di Milano stima un aumento, nel triennio 2006-2008, di circa il 26% delle persone in trattamento per cocaina.
* Cocaina, a Milano boom delle dipendenze


Quanta fretta ma DOVE CORRI?
DOVE VAI?



Festina lente..