Il velo fa parte di una tradizione bizantina e persiana; era utilizzato dalle donne romane, come nei costumi ebraici.
La parola hijab deriva dal verbo hajaba, che significa nascondere, proteggere, separare.
Non esiste “nessuna divisa islamica” prescritta.
Il Corano raccomanda semplicemente, alle donne come agli uomini, di vestirsi modestamente e senza provocazione, lasciando ad ognuno la cura di scegliere secondo la sua coscienza e secondo il contesto in cui vive.
" ... Quali sono le basi religiose utilizzate per l'imposizione del hijab?
In generale, si cita la sura 33, versetto 59. In questo passaggio, si dice che le figlie e le consorti dei credenti debbano ricoprirsi con dei mantelli, per distinguerle dalle altre donne e perché queste non vengano offese.
La sura 24, quella della luce, versetto 30 e 31, dice che i credenti debbano abbassare gli sguardi e custodire le proprie vergogne, coprendosi i seni, non mostrando le loro parti belle all'infuori dei familiari, mariti, schiave o schiavi senza genitali.
(...) Per alcuni esegeti islamici, però, questi versetti non impongono il hijab, che non viene mai menzionato nel Corano, ma dicono invece che cercano di instaurare un comportamento di decenza in pubblico.
Secondo altri esegeti, più conformi a una traduzione letterale, le raccomandazioni fatte alle consorti del Profeta sono d'obbligo per tutte le donne musulmane."
Quaderniradicali.it
La contestazione dell'obbligo del velo non è recente e, soprattutto, non è nata in Occidente come si potrebbe credere dopo gli avvenimenti recenti in Europa e soprattutto in Francia.

Certi storici parlano della reazione della pro nipote del Profeta, Sukaina bint El Hussein che rifiutò di indossarlo, affermando senza complessi che se Dio le aveva donato la bellezza, lei non vede l’utilità di nasconderla dietro un velo.
Era una femminista che non perdeva occasione per contestare l'autorità maschile.
Aveva un salone letterario a Medina e organizzava delle serate interminabili con poeti, artisti e intellettuali di diverse religioni e pensiero.
Accadeva spesso che i grandi poeti del ghazal, ovvero la poesia erotica della scuola del Hijaz, si recassero alla residenza di Sukeina per recitare i loro poemi.
Lei era una donna vitale, che amava stimolare il dibattito e commentare nei particolari i versi poetici.
Approfondimento:
"Il problema del velo nel Corano : tra teologia e integralismo"
"Gli utenti di OkNotizie per la lotta al Neuroblastoma" (oppure "Nick OkNotizie Vs Neuroblastoma");
25 Novembre 2008









"Gli scarafaggi non hanno re"