30.11.08

Sukaina e l'Hijab

Portare il velo o tutt’altro vestito non è mai stato iscritto nelle leggi religiose musulmane.
Il velo fa parte di una tradizione bizantina e persiana; era utilizzato dalle donne romane, come nei costumi ebraici.
La parola hijab deriva dal verbo hajaba, che significa nascondere, proteggere, separare.
Non esiste “nessuna divisa islamica” prescritta.
Il Corano raccomanda semplicemente, alle donne come agli uomini, di vestirsi modestamente e senza provocazione, lasciando ad ognuno la cura di scegliere secondo la sua coscienza e secondo il contesto in cui vive.

" ... Quali sono le basi religiose utilizzate per l'imposizione del hijab?
In generale, si cita la sura 33, versetto 59. In questo passaggio, si dice che le figlie e le consorti dei credenti debbano ricoprirsi con dei mantelli, per distinguerle dalle altre donne e perché queste non vengano offese.
La sura 24, quella della luce, versetto 30 e 31, dice che i credenti debbano abbassare gli sguardi e custodire le proprie vergogne, coprendosi i seni, non mostrando le loro parti belle all'infuori dei familiari, mariti, schiave o schiavi senza genitali.
(...) Per alcuni esegeti islamici, però, questi versetti non impongono il hijab, che non viene mai menzionato nel Corano, ma dicono invece che cercano di instaurare un comportamento di decenza in pubblico.
Secondo altri esegeti, più conformi a una traduzione letterale, le raccomandazioni fatte alle consorti del Profeta sono d'obbligo per tutte le donne musulmane."

Quaderniradicali.it



La contestazione dell'obbligo del velo non è recente e, soprattutto, non è nata in Occidente come si potrebbe credere dopo gli avvenimenti recenti in Europa e soprattutto in Francia.
Hijab velo islam Sukaina
Già dai primi secoli dell’Islam, quando le restrizioni delle libertà delle donne hanno cominciato ad apparire, ci furono, senz’altro delle donne che si sono opposte individualmente a questo simbolo della loro esclusione dalla vita publica.

Certi storici parlano della reazione della pro nipote del Profeta, Sukaina bint El Hussein che rifiutò di indossarlo, affermando senza complessi che se Dio le aveva donato la bellezza, lei non vede l’utilità di nasconderla dietro un velo.

Era una femminista che non perdeva occasione per contestare l'autorità maschile.
Aveva un salone letterario a Medina e organizzava delle serate interminabili con poeti, artisti e intellettuali di diverse religioni e pensiero.
Accadeva spesso che i grandi poeti del ghazal, ovvero la poesia erotica della scuola del Hijaz, si recassero alla residenza di Sukeina per recitare i loro poemi.
Lei era una donna vitale, che amava stimolare il dibattito e commentare nei particolari i versi poetici.

Approfondimento:
"Il problema del velo nel Corano : tra teologia e integralismo"

29.11.08

Impariamo la lingua Bambara.

I Bambara o Bamana sono l'etnia principale del Mali (2.500.000 persone, circa il 32 ella popolazione complessiva del paese).
Bambara sono un popolo africano di grandi coltivatori, di miglio, principalmente.
Discendono dall’antico Impero del Mali e rappresentano tuttora la principale etnia presente nello stato africano.
Le regioni in cui i Bambara sono più numerosi sono quelle di Ségou e di Bamako, nella regione di savana al centro del Mali, ma ci sono comunità bambara anche in altre zone.

Il Bambara è una delle piú importanti lingue veicolari dell’Africa occidentale, diffusa, oltre che nel Mali, nel Senegal, Burkina Faso, Costa d’Avorio e Guinea: nella sua varietà semplificata, il cosiddetto djula, copre un’estensione ancora piú vasta.


E' della D.ssa Mah Aissata Fofana, già autrice del libro "Cucina in Africa", l'idea di scrivere il primo dizionario Bambara-Italiano-Bambara, realizzato con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia (nonostante qualche voce di dissenso da parte degli esponenti di Forza Italia) e con la collaborazione scientifica del Dipartimento di Scienze del Linguaggio, dell'Interpretazione e della Traduzione dell'Università degli studi di Trieste, da destinare a mediatori culturali e a operatori nel campo della cooperazione allo sviluppo.
"Vocabolario Bambara - Italiano" di Mah Aissata Fofana, il primo ad essere pubblicato in Italia, edito da EUT Edizioni Università di Trieste e redatto grazie alla collaborazione del professor Franco Crevatin.

Questo vocabolario riflette l’uso moderno e urbano della lingua, cosí come è proposto dalle istituzioni statali e culturali del Mali.


28.11.08

A un avvocato di Milano ora Prinçesa regala il cuore...

"Voi quella notte voi c’eravate"

Tributo al mondo e alle canzoni di Fabrizio De Andrè
Teatro Dal Verme – Milano
Mercoledì 10 dicembre, ore 21.15
Biglietto di ingresso di 12 €.

Radio Popolare - con il patrocinio della Fondazione Fabrizio De Andrè e della Fondazione “I pomeriggi musicali” - organizza un omaggio ai protagonisti delle canzoni di Fabrizio De Andrè.

Sul palcoscenico del prestigioso teatro si alterneranno artisti, personaggi e persone, chiamati a cantare e suonare, ciascuno, un brano di De Andrè:
una band di detenuti della casa circondariale di Bollate,
la soprano afro-americana Moncia Small,
un ‘combo’ di musicisti Rom,
l’Orchestra Multietnica di via Padova,
una drag queen,
un giudice e
Mercedes, ‘pretty woman’ del Sud Milano …
un piccolo ma vitale affresco di minoranze, linguistiche o sociali, in rappresentanza di quel consesso umano che Fabrizio ha sempre saputo rendere, attraverso la sua arte, universale.

Ogni ensemble avrà come ‘tutor’ un musicista professionista che suonerà con loro; hanno già confermato la loro presenza l’ottetto dell’ Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano, il pianista Andrea Rebaudengo di Sentieri Selvaggi, Raiz, Frankie Hi-NRG, Tonino Carotone, Franco Mussida e Bugo.

o matu (la campagna)
o cèu (il cielo)
a senda (il sentiero)
a escola (la scuola)
a igreja (la chiesa)
a desonra (la vergogna)
a saia (la gonna)
o esmalte (lo smalto)
o espelho (lo specchio)
o baton (il rossetto)
o medo (la paura)
a rua (la strada)
a bombadeira (la modellatrice)
a vertigem (la vertigine)
o encanto (l'incantesimo)
a magia (la magia)
os carros (le macchine)
a policia (la polizia)
a canseira (la stanchezza)
o brio (la dignità)
o noivo (il fidanzato)
o capanga (lo sgherro)
o fidalgo (il gransignore)
o porcalhao (lo sporcaccione)
o azar (la sfortuna)
a bebedeira (la sbronza)
as pancadas (le botte)
os carinhos (le carezze)
a falta (il fallimento)
o nojo (lo schifo)
a formusura (la bellezza)
viver (vivere)!

26.11.08

Blogger solidali

Il 28 novembre 2008 sarà lanciata un'iniziativa per sensibilizzare e coinvolgere gli utenti di OkNotizie nella lotta al Neuroblastoma, un tumore dell'infanzia prima causa di morte in età pediatrica, con una modalità semplicissima:


il 26 novembre 2008 sarà postato nei feedbacks il preavviso agli utenti sull'iniziativa;
il 28 novembre 2008 sarà postata l'iniziativa su OkNotizie, come commento e quindi non linkata ad alcun blog, in cui verrà chiesto agli utenti che decidono di aderire di:
inserire un commento con cui lo dichiarano;
fare un versamento (preferibilmente in questa data ma non è vincolante), ciascuno per proprio conto e senza necessità di dichiarare l'importo né dover presentare ricevuta dello stesso, alla Fondazione Italiana per la lotta al Neuroblastoma - Onlus -Versamento su Conto Corrente Postale numero 61805362 intestato a Fondazione Neuroblastoma -
Largo Gaslini, 5 - 16147 - Genova- con una delle modalità descritte nella pagina del seguente link utilizzando come causale la dicitura "Gli utenti di OkNotizie per la lotta al Neuroblastoma" (oppure "Nick OkNotizie Vs Neuroblastoma");
passare parola, se lo ritengono opportuno, tramite blog, aggregatori, email o quant altro ritengano appropriato (anche copiando/incollando il banner in alto).

Se stai leggendo questo post, anche per puro caso, e l'iniziativa ti piace puoi partecipare come utente di OkNotizie altrimenti come libero blogger/cittadino e promuovendola come meglio credi: non è richiesto nessun link a questo post ( o blog o autore ) o ad altri simili!!!

L'importante è partecipare!!!

Ah, se vuoi saperne di più su come verranno impiegati i tuoi soldi, leggi anche qui.

Dal blog Lisa pensiero

25.11.08

Mai più schiave!

Stop alla tratta di ragazze nigeriane per lo sfruttamento sessuale


Una mostra fotografica itinerante per raccontare le storie di tante donne,
dagli abusi alla redenzione.

Foto di Silvia Mororo
Testi di Anna Pozzi

Chi sono?
Da dove vengono?
Come finiscono sulle nostre strade?


Sono migliaia le ragazze nigeriane sulle strade d’Italia.
Le chiamano prostitute, ma sarebbe meglio dire
prostituite - costrette a vendere il proprio corpo
per pagare un debito assurdo, per salvare se stesse e le proprie famiglie.
Sono vittime di un traffico vergognoso che dalla Nigeria all’Italia si snoda lungo le rotte di una delle peggiori schiavitù contemporanee.


... Ingannate da promesse fittizie, dal miraggio di un altrove fatto di benessere e felicità: finiscono col ritrovarsi su una strada, costrette a sopportare i peggiori abusi, in una situazione di vulnerabilità e povertà ancora peggiore di quella da cui provengono, sradicate in un Paese straniero, spesso clandestine, senza identità né dignità.

Un´iniziativa della Federazione stampa missionaria italiana per scandagliare a fondo il fenomeno in tutti i suoi aspetti - sociali, culturali, economici... - non solo per denunciare questa vergognosa schiavitù, ma anche per sostenere concretamente le esperienze positive di sensibilizzazione, prevenzione e recupero di queste giovani donne, sia in Italia che in Nigeria.

Catalogo EMI


Le prossime tappe della mostra che ha già toccato numerose città italiane:

- Dal 12 al 26 novembre 2008 a Trento
A cura del Centro Italiano Femminile - Comitato di Trento
Via del Suffragio, 63

- Dal 29 novembre al 13 dicembre 2008 a Bologna (Borgo Panigale)
Associazione l’Albero di Cirene
Il 29 novembre a Villa Pallavicini, via Marco Emilio Lepido, 196
Dal 30 novembre alla Parrocchia del Cuore Immacolato di Maria via Mameli, 5

E' polemica per il manifesto della donna nuda in croce25 Novembre 2008
Giornata mondiale contro la violenza sulle donne

24.11.08

E' tua.... passo.

Devo innanzitutto ringraziare Martin del blog Amici animali e altro che mi ha nominata per il famosissimo Premio DARDOS, assegnato ai blog "che hanno dimostrato il loro impegno nel trasmettere valori culturali, etici, letterari o personali", attraverso le seguenti regole:

1) Accettare e comunicare il relativo regolamento visualizzando il logo del premio
2) Linkare il blog che ti ha premiato
3) Premiare altri 15 blog ed avvisarli del premio


Non potendo, da regola n°1, sottrarmi a questo momento di fama e vanità, rigiro immediatamente la “patata” Dardos ai seguenti 15 amici scelti tra le mie letture preferite secondo il criterio temporale: non compaiono infatti i blog che seguo da anni, tanto ognuno di loro già conosce la mia stima.
Mi rivolgo alle nuove pagine scoperte, con punte di autentica eccezionalità e genio.
I link perché ognuno possa leggerli e scoprirli.

1. Gli Appunti di Novalis per le pregiatissime scelte musicali e poesie;

2. Mai dire solo Foto per la simpatia;

3. Ideateatro perchè ha sempre grinta e, con la sua fantasia riesce a farmi sorridere anche quando c'è poco da esser sereni;

4. Una hola speciale per la Posta di Padre Joseph e gli spassosissimi scambi epistolari con i fedeli dubbiosi;

5. Per compensare la citazione blasfema di cui sopra, assegno il Premio all'Amicus il cui blog eleva sicuramente il nostro spirito e cultura: saggio e pacato. In blog dove deporre ogni arma d'attacco, per chi ne fosse dotato;

6. La magnifica Lu dal suo Wonderful Planet: come darle torto?

7. Sister Uhurunausalama, perche sempre "sta sul pezzo" della storia, quella VERA, pur se scomoda e lontana dai clamori;

8. Le vignette di Pellescura nell'Antologia di un paese degradato, deliziosa scoperta;

9. I Sussurri Obliqui di PRG: graffianti e sempre attuali;

10. I diritti civili e giustizia del Rubicondo, senza SE e senza MA;

11. Le notizie come le avrebbe commentate il proctologo di Kafka su Lo starnuto del simpaticissimo Silvio Di Giorgio;

12. Il blog politico della "mens insana in corpore nano" Nano burning Rome!

13. I Foto pensieri di XpX e le sue recensioni e consigli;

14. Il fantastico e graffiante gruppo di  Scarica Bile ;

15. I fatti e le opinioni de l'étranger,  Saturninox, su Cronache Marziane: una veduta del nostro mondo, da altri pianeti. Non è che la nostra reputazione migliori, purtroppo!

E, last but not least, anche se, per esigenze di regolamento, essendo un sito-forum-Tg.. (mumble,.. ancora ho capito poco di che si tratti) il TgEu Libero Pensiero di Stefania & Lorix, nominato, quindi fuori concorso per provare ad imbonire le due belve di ZicZac che, ogni tanto, tentano di spennarmi o abbattermi con armi proprie o improprie. Chissà che funzioni..?!


Agli altri amici blogger, per questa volta, 'MBUTO!

23.11.08

Habana Blues: ritmo e dolore

Ruy e Tito sono due giovani musicisti cubani. Suonano insieme e condividono un grande sogno: quello di diventare famosi e lasciare l'Havana.
http://www.filmscoop.it/locandine/habanablues.jpg
Si presenta loro l'occasione della vita per uscire dai confini dell'isola, fuggire dalle complicazioni coniugali e dalle grandi responsabilità della vità, anelare la libertà: grazie alla possibilità di farsi produrre da una casa musicale spagnola.

Il film della regia dello spagno Zambrano, venne presentato a Cannes nel 2005 ma l'ho scoperto solo recentemente in un pomeriggio pantofolaio, alla ricerca della leggerezza, dei bei ricordi della Isla Bonita (ma non troppo) e dai ritmi calienti...

Gradevole, appassiona, emoziona.

"Aqui se queda la clara,
la entranãble trasparencia
de tu querida prensencia,
comandante Che Guevara"
Listen here... (Buena Vista Social Club)



ma i tempi son cambiati, Che.

Anche la tua Cuba vive un bell'inganno storico.

Saamaya

Titolo originale: Habana Blues
Nazione: Spagna, Cuba, Francia
Anno: 2005
Genere: Commedia
Durata: 120'
Regia: Benito Zambrano
Sito ufficiale: wwws.warnerbros.es/movies/...
Sito italiano: wwws.warnerbros.it/habanablues/

Cast: Alberto Yoel, Roberto Sanmartín, Yailene Sierra, Zenia Marabal, Marta Calvó, Roger Pera
Produzione: Antonio P. Pérez, Camilo Vives, Fabienne Vonier
Distribuzione: Warner Bros

22.11.08

FREE GAZA, FREE VIK

Vittorio Arrigoni, pacifista e blogger di Guerrilla Radio, è detenuto nelle carceri israeliane per aver solidarizzato con i pescatori palestinesi di Gaza





"Il pacifista italiano Vittorio Arrigoni, attivista per i diritti dei palestinesi, è stato arrestato ieri (martedì 18) con altri due cooperanti internazionali mentre stava accompagnando al largo a pescare, ovvero a procurarsi di che vivere, 15 pescatori della Striscia di Gaza, anch’essi imprigionati."
Fonte: www.gennarocarotenuto.it

21.11.08

Ai miei colleghi...

"La vecchiaia non è così male
se considerate l'alternativa.
"

Maurice Chevalier


René Magritte - Golconda (1953)


L'artista, in mostra
dal 22 novembre al 29 marzo, Milano, Palazzo Reale

Info: Mostramagritte.it

20.11.08

WE BLOG: SAVE IT!

- Da quanto tempo, Madame?
- Da anni, non li conto più...

- Ogni quanto, Madame?
- Tutti i giorni, o quasi...

- Pentita?
- No, anzi...!


Anzi.
Perchè il BLOG è diventato uno strumento comunicativo indissolubile dalle mie abitudini;
un valore aggiunto ai miei contatti quotidiani,
ai pensieri sparsi nel vento, quello che sfuma più facilmente nella memoria.
Mi dà l'incentivo a crescere nella conoscenza, ad approfondire argomenti lontani e fuori dai circuiti comuni di informazione.
Il blog è il mondo delle parole, delle foto, dei video, delle vignette;
c'è il diario, l'opinione senza peli sulla lingua come difficilmente trovi nei giornali;
c'è l'approfondimento tematico e il mondo dei colori e dei widget dei templates.

Ma dietro un blog c'è soprattutto il BLOGGER, quello strano essere "coperto" da nickname (ma non per sempre), la sua anima, le sue lacrime o la sua ironia, la rabbia che prova, come la delusione, l'ottimismo o la sequela delle sue "sfighe" (ma non per sempre), i suoi valori etici ed il suo stile.
Il blogger che commenta;
quello che "se la tira";
quello che "lo scambio del link";
il purista, l'enigmatico o l'enigmista.


Una mission condivisa da milioni di appassionati, ognuno a modo suo.

La grande moda degli ultimi anni ma forse qualcosa sta accadendo?

Dopo gli anni '90, sono nati i social network, e il Web 2.0, che spostano dal singolo sito, statico e in assenza di interazione, alla grande rete, il flusso delle comunicazioni e degli scambi tra gli utenti.
Nasce Facebook, che la fa da padrone in questi ultimi tempi;
per i bloggers che si occupano di news, le piattaforme, nascono OKNOtizie o ZicZac , e tanti altri. Si allargano le possibilità di contatto, gli scambi, le letture,...

E i blog piangono!

Gli obiettivi si ampliano;
il raggiungimento delle vette di qualsivoglia classifica diviene un imperativo, fino a perdere la pazienza, l'entusiamo, l'umiltà, il contegno compassato, quando ci si sente esclusi, emarginati o discriminati da regole severe, non sempre logiche e d una licenza di "voto" lasciata con grande arbitrio ai singoli utenti-cloni-fake-falsi storici iscritti alla piattaforma.

Il numero di frequentatori del blog è divenuto un pass più potente della bella macchina e facoltoso conto in banca.

La cortesia del blogger rischia di estinguersi tra le liti, le chat e le volgarità della nuova politica e nuove forme di comunicazione.

La guerra dei numeri sbarca nel blog e si trasforma in possibilità di guadagno, con Adsense ed i vari giochini e banner pubblicitari che infastidiscono persino la scorrevolezza della lettura.

Per un link in più, venderemmo l'anima: compaiono, nei nostri template, gli "adesivi" che, senza nemmeno preamboli, invitano a premere il pulsante per ottenere lo scambio.
Marketing!

Insomma, "quando stiamo andando?"

Possiamo fondare il partito della Rifondazione dei Blog e recuperare l'identità e motivazioni spontanee e naif delle origini?


SALVA IL BLOGGER CHE STA IN TE
arripjate!

18.11.08

Santuario per le farfalle

All’isola d’Elba, all’interno del parco nazionale, è nato il Santuario delle Farfalle, dalla collaborazione tra Ente parco, Legambiente ed Enel, divenendo l’area europea con la più grande biodiversità di specie di farfalle (più di 50 specie censite).


Il Santuario delle farfalle si trova a Monte Perone, la più importante area di sosta, trekking e pic-nic dell'Elba e il suo percorso si inoltra lungo i sentieri che portano a Monte Capanne, la vetta più alta dell'Arcipelago Toscano.

Si potrà quindi ammirare e sapere di più, ad esempio, dell’eterea Glauchopsyche alexis, segnalata nel 1916 e riscoperta quest’anno;



o della sottospecie locale di Zerynthia polyxena, una delle più belle farfalle della fauna italiana, riscoperta dopo 70 anni;

la Vanessa dell’ortica è presente solo in quest'isola;


Sono molte le specie endemiche del complesso sardo-corso: alcune di esse raggiungono anche l’Arcipelago Toscano, generando la nuova specie “fauna chimera", unica nel Mediterraneo!


Consulta questo documento in pdf che riporta splendide foto, anche della scomparsa Ornella Casnati, di Legambiente, cui il Santuario è stato dedicato, in memoria della sua passione e studi.

17.11.08

PREGHIERA INTERRELIGIOSA PER LA PACE NEL MONDO

Questo è il consiglio per chi pratica il bene e segue il sentiero della pace


Che nessuno desideri il male, né guardi l’altro con sentimenti di odio.
Che nessuno sfrutti od opprima l’altro, né lo umili né lo denigri in alcun modo.
Che nessuno inganni o disprezzi l’altro, né serbi rancore nel proprio petto.

Fratello, non rincorrere le vane apparenze e non anelare il successo mondano.
Liberati dalle passioni che accecano e distruggono,
ma coltiva invece la passione per ciò che è buono, vero e giusto.

Partecipa alle gioie ed alle sofferenze altrui come fossero le tue
e dona felicità e sicurezza a tutti.
Abbi rispetto verso ogni forma di vita
e guarda ogni uomo come fosse tuo fratello.

Cerca sempre di essere puro di cuore
E sii un uomo giusto di fronte a Dio ed agli uomini.

La vita scaturisce dalla Verità, deve rivolgersi alla Verità e sfocia nella Verità.



Firmatari:
Le comunità Cattolica, Mussulmana, Ebraica e Buddhista
del Trentino-Alto Adige.

Fonte: http://web.tiscali.it/deualing/pace.htm

Trad. Araba

اللهم إنا نسألك ألا يتفشَّى فينا الشر ، و لا ينظر أحد لأحد نظرة كره
اللهم لا تسلط علينا من لا يخافك فينا و لا يرحمنا
اللهم لا تكلنا لأحد إلا إليك
اللهم انزع الحقد و الكره من قلوبنا
اللهم من أرادنا بخير فوفقه إلى كل خير
اللهم من أراد السلام و سعى إليه فوفقه إلى كل خير

أخي لا تلهث وراء المظاهر ، و لا تسعى إلى الظهور
دعك من مشاعرالكره و العداء التي لن تؤدي بك إلا إلى هلاك
و املأ قلبك بالحب و حُبه ، و بالعدل و حُبه ، و بالسلام و حُبه ، و
بالتعاون و حُبِه

شارِك الآخرين في أفراحهم و أحزانهم
و امنح السعادة و الأمن للجميع ما استطعت إلى ذلك سبيلا
املأ قلبك بحُب و احترام كل كائن حي
و انظر لكل ابن آدم على أنه أخيك

نقِّي قلبك دائماً من الضغائن
كُن دائماً عادلاً مع الله و مع الناس

خُلقت الحياة بالحق ، و ليس لها إلا أن تسيرَ نحو الحق ، ثم مَردَّها
بعد ذلك إلى الحق





"Quando preghiamo per gli altri,
l'universo prega per noi."

- Amma -

16.11.08

Carovana dell'ACQUA in America Centrale

Un evento internazionale coordinato tra Italia e America centrale
per promuovere il riconoscimento dell’acqua come diritto umano
e contrastarne i processi di privatizzazione.



E' partita da Milano lo scorso 8 Novembre 2008, a sostegno dei movimenti e delle comunità di base di Nicaragua, Honduras, Guatemala, El Salvador, la “Carovana dell’Acqua in America Centrale” composta da una delegazione di 40 persone, tra i rappresentanti di associazioni, ONG, due giornalisti e due reporter, amministratori di enti locali e parlamentari impegnati a difesa dell’acqua, che si sposteranno da un paese all’altro con un “pullman carovana”, accompagnato in ogni paese dai rappresentanti dei movimenti locali.
I soggiorni con le comunità interessate da “ vertenze” ambientali, di privatizzazione, inquinamento o costruzione di dighe, saranno associati a conferenze stampa, interviste radio-televisive, incontri pubblici con la popolazione, con istituzioni locali e ove possibile con rappresentanti dei Parlamenti.

La Carovana finirà il suo viaggio, dopo aver attraversato il Nicaragua (8-12), l’Honduras (13-15), il Guatemala (16-18) ed infine il Salvador (19-22), dove si concluderà nella notte del 22 novembre con un evento binazionale organizzato dalle comunità di base al confine tra Honduras e Salvador.


La Carovana è promossa e organizzata da:
Comitato Italiano per un Contratto Mondiale sull'Acqua
ACRA, CEVI, CIPSI, COSPE, MANI TESE-LEGAMBIENTE
Associazione Italia - Cuscatlan, Sant'Angelo Solidale Onlus
Associazione Culturale Punto Rosso, Abruzzo Social Forum,
Casa per la Pace di Milano - Gruppo Transcultura Donne

L’iniziativa ha come obiettivo quello di attivare percorsi di partecipazione e di rafforzare le relazioni fra cittadini, comitati, comunità di base ed enti locali impegnati in Italia e nei Paesi centro americani a difesa dell’acqua. Nel contempo si propone di difendere il diritto di accesso all’acqua e promuovere modalità di gestione partecipata, attraverso il rafforzamento dei processi di mobilitazione messi in atto dalle comunità locali.

La Carovana costituisce, tra l'altro, un'occasione d'incontro per i rappresentanti di movimenti italiani ed europei, e per gli eletti di enti locali, impegnati a difesa dell'acqua, per costruire una rete e posizioni comuni anche in preparazione al Forum Sociale Mondiale di Belem, Amazzonia, che si terrà nel gennaio 2009 e al Forum Alternativo Mondiale dell'Acqua di Istanbul nel marzo 2009.

Per informazioni:
Comitato Italiano Contratto Mondiale Acqua
Tel. 02-4079213
info@contrattoacqua.it

15.11.08

Imprese possibili: un bastione carico di pacifisti e speranza

Free Gaza movement è un’associazione composta da attivisti, operatori diritti umani, giornalisti, persone che da anni lavorano in Palestina su invito dei palestinesi. Dopo anni di lavoro volontario nei territori molti di loro si sono visti negare dalle autorità israeliane il permesso di ingresso in Palestina per un inasprimento delle politiche di controllo.
Per questo il Free Gaza Movement ha deciso di rompere l’assedio entrando a Gaza via mare per riportare l’attenzione del mondo su una politica di occupazione illegale che flagella la Palestina e tiene prigioniera Gaza.


E così, lo scorso 23 Agosto, due imbarcazioni di legno, la Free Gaza e la Liberty, partite da Cipro, cariche di 44 pacifisti di tutto il mondo (palestinesi, israeliani, americani, australiani, italiani, una suora cattolica e un sopravvisuto all’olocausto) che hanno avuto il coraggio di violare il blocco navale attuato da Israele e sono approdate nel piccolo porticciolo di Gaza, senza chiedere permesso alle autorità israeliane: le prime barche internazionali approdate sulle coste di questo territorio dal 1967!!

A bordo erano stati caricati 200 apparecchi acustici, 5.ooo palloncini per i bambini e poco altro, visto che la missione aveva uno scopo politico e simbolico.


Gaza, la più grande prigione a cielo aperto del pianeta, per un milione e 400mila palestinesi!


La legge infatti vieta ai cittadini israeliani di entrare nelle aree autonome palestinesi e ciò impedisce anche agli attivisti di avere contatti con la popolazione di Gaza.

"Importando a Gaza, insieme a qualche genere di prima necessità, anche noi stessi: insegnanti, medici, operatori umanitari e attivisti per i diritti umani. Desideriamo andare ad aiutare nelle scuole, negli ospedali, sulle ambulanze. Sebbene cittadini di 18 nazionalità diverse, ci sentiamo tutti appartenere a un medesimo emisfero del mondo, che ripudia la violenza che offende e opprime..."
scrive dal suo blog, guerrillaradio, Vik, alias Vittorio Arrigoni, volontario, attivista per i diritti umani, partecipante all'impresa di pace.



Il Free Gaza Movement continua a lavorare per vigilare che un passaggio sicuro tra Gaza e il resto del mondo rimanga aperto e libero.


"L'utopia è come una bella donna all'orizzonte. 
Mi avvicino di due passi, lei si allontana di due passi. 
Faccio dieci passi e la bella donna si sposta di dieci passi. 
Per quanto cammini, mai la raggiungerò. 
A cosa serve l'utopia? 
Serve a questo: 
a camminare, ad andare avanti"
Eduardo Galeano.

13.11.08

Un miao massaggia il cuore. (Stuart McMillan)

"Mi dà sempre un brivido
quando osservo un gatto
che sta osservando qualcosa
che io non riesco a vedere. "
- Eleanor Farjeon -


"Osservare un gatto
è un pò come assistere alla realizzazione di un' opera d'arte. "
- Oliver Herford -

12.11.08

Punti di (S)vista: alla scoperta di un vedere "altro"

Dialogo nel Buio è una mostra-percorso di oltre un’ora, allestita da dicembre 2005 presso l’Istituto dei Ciechi di Milano.


I visitatori, divisi a gruppi di 8 persone, per esplorare gli ambienti devono affidarsi esclusivamente ai sensi del tatto, dell'udito, dell'olfatto, del gusto perchè il percorso avviene nella totale oscurità. Vengoo accompagnati da guide non vedenti.

Un'esperienza strardinaria!

Dal martedì al sabato, dalle 19 alle 23 apre il bar Cafénoir che offre happy hour, varietà e musica dal vivo, sempre avvolti nelle braccia della notte.
Senza dimenticare le cene al buio, organizzate due volte al mese, il mercoledì con il menu a sorpresa.

Sai suonare, cantare, recitare poesie, fare imitazioni, raccontare barzellette?
(La durata di ogni esibizione dovrà essere al massimo 7 minuti)
CafèNoir Varietà aspetta la tua performance: iscriviti on line


Istituto dei Ciechi di Milano
Via Vivaio, 7
20122 Milano Italy
Tel. +39 02 77 22 61
Info e prenotazioni al n° Tel. 02 76 39 44 78
Fax +39 02 76 02 21 58

"E quindi uscimmo a riveder le stelle"

10.11.08

"sono fumatrice non-praticante" (P.L.)

Oggi mi sembra quanto di più ovvio potessi scegliere e decidere e, tornando indietro, c'è da chiedersi perchè non vi fossi arrivata prima.


Un anno fa, smisi di fumare: un dono, innanzitutto; ed una sorpresa, soprattutto per me.

Non credevo potesse accadere anche a me. Ho letto il libro di Carr con curiosità sul metodo ma, di fronte alla promessa di un risultato senza sforzi, nè sofferenza; anzi, una rinuncia che avrebbe prodotto solo LIBERAZIONE e buon umore,.. mi lasciava incredula.
Ma in fondo, terminare il libro, nonostante la noia e la ripetitività di quelle pagine, non mi costava poi nulla.

E così, senza nemmeno pensarci, una notte di Novembre, 365 giorni fa, feci un sogno: a casa mia, accendevo una sigaretta in compagnia di mio fratello (ciò che realmente era accaduto la sera precedente) e da lì la solenne promessa "questa sarà l'ultima volta che fumo in vita mia".
Mi svegliai al mattino.
Colazione, doccia, trucco; pappa ai gatti; lavaggio tazze e... NO, basta sigarette "Non fumo più!"
Come se avessi sempre potuto decidere io e non quella maledetta sostanza!

Qualcosa era cambiato inesorabilmente dentro di me. E mai più s'è acceso il desiderio di riprendere a fumare.
Da quel giorno son sempre stata io a decidere e, veramente, avevo finalmente riconquistato la mia piena volontà.

Sofferenza? Astinenza? sintomi strani?
naaaaaa

Solamente, il fatto che ero talmente sorpresa, che continuavo a ridere mentre raccontavo la mia vicenda. Quell'euforia non m'ha ancora abbandonata del tutto perchè, come si professa saggiamente l'amica Paola, "sono fumatrice non-praticante", ovvero, sono consapevole di essere stata vittima, per troppi anni, di una fortissima dipendenza e di essere sempre a rischio.
Ma, finora, non ho attraversato gravi pericoli.

Nei primi mesi, ho trasgredito, coscientemente, concedendomi qualche surrogato orale, attraverso il cibo e, qualche kg l'ho preso.
Ma, acquisita la novità dell'assenza di fumo, come una norma della mia nuova vita, ho messo mano alla bilancia ed alla mia dieta e tutto è tornato nella regola.
WE CAN, Saamaya!


Questo post, spero possa essere utile a qualche amico/a lettore che voglia disfarsi di una noiosa schiavitù e che abbia voglia di provarci.
Diverse persone intorno a me hanno seguito il mio esempio ed anche, fortunatamente, il mio successo (con qualche eccezione). E tu?

In termini economici, il libro, costerà circa 10 Euro: si può fare, no?


Mi piace, sempre, ricordare quel che è stato, per essere utile ad altri e per mantenermi "vigile".

- Io devo ringraziare innanzitutto
chi ha creduto in me,
prima ancora che vi credessi io,
facendomi dono di quel libro;


- ma anche chi mi ha seguito,
 esaltando, nel proprio, il mio successo 
e che ha creato quella rete di supporto e confronto 
sempre disponibile, 
quando ci raccontavamo i sogni proibiti (riguardo il fumo, eh!) 
e i diversi modi di affrontare l'assenza.

- Mia madre che un bel giorno, decisa, ha detto:
"Saamaya, adesso, però, mettiti a dieta che quella faccia tonda, 
nun se po' guarda' e il tuo sedere raggiunge latitudini incommensurabili!"
(l'ha detto in sardo, ma per renderlo comprensibile ai più...)



Chiudo con un saluto alla grande Miriam Makeba...
volendo ricordarla al TOP, dove, sicuramente, sarà andata definitivamente a stare,
allietando figli di altri cieli e venti, con il suo ritmo baldanzoso.

9.11.08

come se due che hanno fatto l'amore fossero madri di tutte le aurore.

Odi et amo

Gli opposti si attraggono perché si attivano nel nostro cervello delle specifiche aree.

Lo studio, pubblicato su PloS ONE, analizza i meccanismi cerebrali che si attivano con l’amore romantico e spiega scientificamente perché odio e amore siano due facce della stessa medaglia che ci fanno compiere sia atti malvagi e del tutto irrazionali sia atti eroici.

La curiosa scoperta è di un gruppo di ricercatori del Wellcome Laboratory of Neurobiology dell’University College di Londra che hanno individuato il cosiddetto “circuito dell’odio” che si associa, a livello cerebrale, a tutta quella sfera di emozioni positive o negative che regolano da un lato l’aggressività, la paura e la minaccia e dall’altro il romanticismo e l’amore materno.
Fonte: Panorama


di cui il titolo è una citazione,
 la trovate a questo link...

8.11.08

APPELLO Per la pace nel Kivu (Repubblica Democratica del Congo)

Interventi politici urgenti oltre l’emergenza umanitaria

Tratto da ChiAma l'Africa

L'offensiva lanciata nel Nord Kivu dal CNDP (Congresso Nazionale per la Difesa del Popolo), un esercito irregolare sotto il comando del generale Laurent Nkunda, attestatosi alle porte della città di Goma, costringe ancora una volta la popolazione inerme a prendere la strada della fuga. Non si sa con certezza quanti siano questa volta i profughi che hanno dovuto abbandonare le loro case. Certamente si tratta di centinaia di migliaia che vanno ad aggiungersi al milione di persone già censite come sfollati dalle agenzie umanitarie. La Comunità internazionale sta riconoscendo che si tratta di una nuova catastrofe umanitaria e si sta mettendo in moto per l'invio di aiuti di emergenza.

(..) Sono tanti gli attori di questa nuova crisi.

Da una parte il Governo congolese, che nel Kivu ha ottenuto con le elezioni del 2006 un grandissimo consenso, perché la popolazione sperava che sarebbe stato capace di portare la pace e il diritto dopo tanti anni di guerra.

Dall'altra il generale Nkunda, che ha rifiutato di integrarsi con il suo gruppo armato nell'esercito regolare congolese, come prevedevano gli accordi firmati. (..)

E' in campo anche l'Onu, con una presenza massiccia di militari (17.000, di cui 8.000 nel Kivu) che avrebbero il compito di assicurare il rispetto degli accordi presi, ma che sempre più, nonostante il mandato ricevuto in base al capitolo VII dello Statuto delle Nazioni Unite, non riesce a garantire l'osservanza di questi accordi, suscitando così la reazione della stessa popolazione, che si sente non protetta e abbandonata.

Sullo sfondo di tutto la ricchezza di questo territorio, definito “scandalo geologico”, che ha fatto dire ai vescovi congolesi che questa guerra è un “paravento” che nasconde lo sfruttamento indiscriminato delle risorse.

A subire questa tragedia resta la popolazione inerme, stremata da una lunghissima guerra che ha fatto oltre quattro milioni di vittime e delusa nelle proprie speranze più profonde dopo aver partecipato in massa e con entusiasmo al processo elettorale.

I problemi e le sfide sul campo sono tanti:

la costruzione di uno stato di diritto nella Repubblica Democratica del Congo, dopo una lunghissima guerra e la dittatura di trent'anni circa di Mobutu;

la qualificazione dell'esercito della Repubblica Democratica del Congo, impreparato e corrotto, con i militari malpagati o non pagati, i quali trovano il loro mantenimento vessando la popolazione;

la difficoltà di mettere insieme in un unico esercito gruppi armati che per anni si sono combattuti tra loro;

la presenza nel territorio congolese di profughi hutu rwandesi e dei loro figli che si sono rifugiati in questo territorio dopo il 1994 e che non possono essere semplicemente definiti tutti come Interahamwe e responsabili del genocidio rwandese;

l'entrata in campo di nuovi soggetti che vogliono partecipare allo sfruttamento delle ricchezze del territorio, primo fra tutti la Cina, con la quale il Governo congolese ha stipulato un accordo; la probabile ingerenza di paesi confinanti, primo fra tutto il Rwanda, che alcuni affermano aspiri ad impadronirsi di questo territorio anche tenendo conto della sovrappopolazione che l'affligge.

Noi sappiamo che, nonostante questi problemi irrisolti e la grande delusione dopo le elezioni, la gran parte della popolazione ha ancora la volontà di costruire una convivenza pacifica, uscendo definitivamente dalla guerra. Donne e uomini che si organizzano per resistere, per tentare di trovare non solo i mezzi per la sopravvivenza, ma anche e soprattutto strade di riconciliazione e di pace. E' su queste persone, crediamo, che si deve contare per iniziare un'inversione di marcia che ponga le basi di una pace stabile.

(..) Facciamo appello all’Italia, che è membro del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, perché svolga un ruolo attivo in quella sede e in Europa affinché vengano rispettati i diritti delle persone, sviluppata la democrazia, fermata ogni aggressione armata e finalmente perseguita la pace.

Beati i Costruttori di Pace,

Chiama l'Africa,

Rete Pace per il Congo,

CIPSI

Tavola per la Pace

Commissione Justitia et Pax degli istituti missionari italiani

Unimondo

Botteghe nel Mondo

Pangea

Circolo Culturale "Primo Maggio"


Manda la tua adesione a questo appello a
info@chiamafrica.it

7.11.08

Fratelli di sangue

Donare il sangue è un gesto di solidarietà...


Il fabbisogno di sangue e di emocomponenti non si verifica solamente in presenza di condizioni o eventi eccezionali quali terremoti, disastri o incidenti, o durante interventi chirurgici ma anche nella cura di malattie gravi quali tumori, leucemie, anemie croniche, trapianti di organi e tessuti, ....
Il sangue, con i suoi componenti, costituisce per molti ammalati un fattore unico e insostituibile di sopravvivenza
AVIS


Un milione e mezzo di donatori di sangue:
sembrano tanti ma per le esigenze del nostro Paese
non sono ancora abbastanza.

Restano evidenti le differenze tra il Nord, dove i donatori sono più numerosi, e il Sud del Paese.

Ma si registra anche un dato nuovo:
sono sempre di più i cittadini extracomunitari che,
sentendosi parte integrante della società,
diventano donatori
e il loro apporto risulta prezioso anche per i gruppi rari.

E' un'istantanea sul "pianeta sangue" presentata al convegno internazionale organizzato dal Comitato provinciale della Croce Rossa, prima assemblea nazionale dei donatori di sangue, tenutasi di recente a Milano.

* Articolo sul Corriere della Sera del 3/11/08

Oggi donano più di tutti romeni, marocchini e senegalesi.
Campagne di sensibilizzazione sono state avviate tra le comunità più numerose:
sudamericani, filippini, cingalesi e cinesi.
Qualcuno propone banchetti della solidarietà davanti ai luoghi di culto islamici.
Continua su Il Giornale

5.11.08

Campagna di pressione per il salvare il popolo indios brasiliano degli Awà-Guajà

Gli Awà-Guajà sono indios brasiliani, in parte dediti alla caccia e alla raccolta di frutta selvatica; altri, invece, hanno mantenuto uno stile di vita nomade e si spostano con molta frequenza.
I loro territori fanno gola ai fazendeiros (latifondisti) che, tramite killers assoldati, costringono il popolo degli Awà-Guajà a spingersi sempre più dentro la foresta. Durante gli ultimi 100 anni, gli Awá sono stati vittime di un feroce e sistematico sterminio, perpetrato dagli allevatori di bestiame e dai coloni e di cui non si conosce la portata e i numeri.

Attualmente gli indios sono relegati in quattro villaggi. la terra degli Awá sta ancora aspettando il riconoscimento, e le crescenti usurpazioni perpetrate da allevatori, coloni e fautori di progetti industriali, espongono gli Awá sopravvissuti a continue violenze e malattie.
Gli Awá sono oggi in serio pericolo di estinzione.




Survival International e la congregazione dei Missionari Comboniani del Brasile Nord Est stanno agendo a livello politico dialogando direttamente con il governo brasiliano chiedendo la demarcazione urgente del territorio degli Awa-Guajà, prima che si verifichi l’ennesimo etnocidio, in conformità all’ordinanza 373/92.




FIRMA ANCHE TU!
Copia il testo qua sotto da inviare a
gabinetemj@mj.gov.br
(copiate e incollate questo testo all'interno di un messaggio di posta elettronica o di un documento word da stampare ed inviare agli indirizzi disponibili)

Nome e cognome
Indirizzo
Città - Italia

Oggetto: Restituite la terra agli Awà Guajà

Ex.mo Ministro da Justiça

Il popolo degli Awà Guajà è perseguitato da fazendeiros, allevatori, imprese di legname pregiato e rischia l'estinzione. Attualmente è costretto a vivere in quattro villaggi mentre il suo territorio si estende per ben 118.000 ettari. Con la presente, chiedo formalmente che venga rispettata l'ordinanza 373/92 e che venga, quindi, restituito agli indios Awà Guajà un territorio
di 118.000 ettari. Chiedo altresì la rimozione degli invasori da suddetto territorio.

Certo di un Vostro positivo riscontro, distintamente saluto.

4.11.08

Gli scarafaggi non hanno re

Un giorno lessi un divertentissimo libro sui gatti e dopo pochi mesi, un pomeriggio d'estate, me ne tornai a casa con ben due micetti che oggi fanno parte dei miei amori più grandi.


Recentemente ho letto un libro, dallo stesso ritmo, simpatia, genialità e... lo sguardo della mia vita è drasticamente cambiato: ora so vedere, "a livello di pavimento"!

"Gli scarafaggi non hanno re"
Daniel Weiss Evan
Giangiacomo Feltrinelli Editore


E' la storia di una generazione (e più) di SCARAFAGGI che occupano (che dico, okkupano: COABITANO!) la casa del giovane Ira Fishblatt: i protagonista portano nomi altisonanti quali Bismarck, Rosa Luxemburg, Goethe, Spic&Span, Ajax, Numeri, Ivory.
Andrebbe tutto alla perfezione se non fosse che Ira cambi fidanzata ed arriva la terribile smania per l'ordine e la pulizia di Ruth.

E' sfida.
E' guerra.
E' ricerca di intelligente e psicologica strategia di affaticamento e provocazione d'isteria.

Un libro imperdibile e dissacrante.

E' un capolavoro di comicità.

con un finale....  !!!

Prova a leggere l'anteprima on line...
Grazie, @Poesse 8:)

2.11.08

"Si può fare", On. Guzzanti!

"….l’inferno esiste solo per chi ne ha paura"!
De Andrè


'Quando Franco Basaglia iniziò il percorso culturale e politico che avrebbe portato alla promulgazione della Legge 180, tutto avrebbe pensato, tranne che, i "posteri" avrebbero potuto "partorire" un progetto di modifica del testo della legge che porta il suo nome, così distante dal suo pensiero, da mettere in difficoltà qualsiasi commentatore.'

Ne abbiamo lette di ogni "colore", negli ultimi tempi e l'ultima proposta porta la firma dell'Onorevole Paolo Guzzanti da titolo "Modifiche e integrazioni della legislazione psichiatrica nazionale" rimandandovi a questo link su POL.IT per la lettura e commento di G. Messina.

I passi che più mi hanno colpita:

" .. Il personale medico e paramedico dell’unità mobile dev’essere in grado di gestire verbalmente, fisicamente ..."

"il paziente (..) poi trasferito ai vecchi Reparti di Diagnosi e Cura (RPDT) o alle nuove cliniche umanizzate previste da questa legge." (in che senso NUOVE? con che regole, quali fondi, per quante persone, con quali obiettivi?)

"...l’infermo ha diritto di comunicare con i familiari" (questa sì che è classe: ottimo gusto nella ricerca dei vocaboli)

"cliniche specialistiche umanizzate e capaci di accogliere dignitosamente un massimo di duecento pazienti" (ma allora riaprono i manicomi, evvai!)

"...lavoro protetto e simbolicamente retribuito per promuovere un loro graduale reinserimento sociale" (ma Lei, Sig. Onorevole, sarebbe contento di ricevere simbolicamente una mancia?!?!)

"Le Aziende Sanitarie Locali dovranno proporre, e se necessario imporre, agli operatori della psichiatria, della psicoterapia e dell’assistenza sociale, al di là dei loro eventuali dissensi, un comportamento collaborativo..." (TSO anche per gli operatori?!)

Ora, dai, non scherziamo, On. Guzzanti:
questo è un siparietto comico preparato scherzosamente dai suoi amatissimi figli, vero?

No, perchè, diversamente sarebbbe un insulto a tutti coloro che lavorano nel ramo,
che credono in una psichiatria democratica,
che condannano gli orrori dei manicomi e di tutte le cattive pratiche che, ancor oggi, vergognosamente si nascondono tra le mura dei DSM.

Un'offesa a tutti gli assistiti.. ooops INFERMI, come scrive "meglio" Lei, On. Guzzanti.

Ed ai loro familiari, amici ai cittadini che non credono agli strilloni della cronaca nera che vogliono terrozzarci con i singoli fatti cronaca dove scorre sangue e si respira follia.

Ho più paura di gente che usa certi linguaggi, On. Guzzanti, questa vetusta e arcaica terminologia pre-manicomiale.
Ha dimenticato la parola intrattenimento per gli infermi?!

Gira un bellissimo e consigliatissimo film , da pochi giorni nelle nostre sale cinematografiche,
dalla regia di Giulio Manfredonia


"SI PUO' FARE", 

con Claudio Bisio nel ruolo di un sindacalista mandato a dirigere una nascente cooperativa sociale formata da utenti appena dimessi dai manicomi.
"...vuole raccontare una storia di speranza, presente già nel titolo “ Si può fare”.
La nostra vicenda dimostra infatti che con la fiducia, l’attenzione, il lavoro e la fantasia si possono fare tante cose, anche trasformare dei malati di mente in un azienda che funziona. Tutto questo assume una forza maggiore dal momento che questa storia è ispirata ad una vicenda realmente accaduta. Si può fare davvero."
(Giulio Manfredonia)


Vada a vederlo, On. Guzzanti e provi ad avvicinare qualche malato "vero", non quelli demonizzati dai giornali.

Poi, riparliamone!


«Si può fare
puoi prendere o lasciare
puoi volere puoi lottare
fermarti e rinunciare
si può fare si può fare
si può crescere o cambiare
continuare a navigare».
Angelo Branduardi, 1992.