"..non soppesa le conseguenze né l'utilità delle sue azioni;
(..) di gridare ai quattro venti e a chiunque incontra qual è questo suo ideale;
(..) dai suoi fallimenti, dallo scherno altrui, dall'essere preso per pazzo;
e infine soprattutto è libero da se stesso".
In queste peregrinazioni incontra e si scontra il buon servitore borghese ed obbediente, simbolo del perbenismo barocco, Sancho Panza.

Don Quixote by Pablo Picasso
L’autore del romanzo tragicomico, Miguel de Cervantes Saavedra (Alcal´ de Henares 1547-Madrid 1616), narratore, commediografo e poeta spagnolo, conobbe direttamente l’amor patrio (combatté nella battaglia di Lepanto nel 1571 ove perse la mano sinistra); ma soprattutto ebbe a che fare con i disguidi della giustizia, la prigionia sia del nemico, sia del potere.
Nel 1575, durante il ritorno in Spagna per mare, venne catturato dai pirati insieme a tutto l'equipaggio della nave su cui viaggiava e ridotto in schiavitù ad Algeri, dove rimase per cinque anni.
..Truffato, fu chiamato dalle autorità a discolparsi, senza riuscirci. Venne imprigionato.
.. venne ingiustamente accusato della morte del cavaliere Don Gaspar de Ezpeleta. Venne ancora incarcerato, questa volta insieme ai familiari. Riuscì a provare la sua innocenza.
La prima parte del libro, scritta in prigionia, fu pubblicata a Madrid all'inizio del 1605 e fu subito un successo, ristampato in sei edizioni nello stesso anno.
Le grandi storie di libertà nelle parole di chi ha conosciuto davvero la prigionia.
In un mondo meschino, in cui ognuno pensa al suo ristretto orticello,
grande è una figura che si erge, disinteressatamente,
gratificato solo dal peraltro irraggiungibile riferimento alla Dama Dulcinea del Toboso,
a difesa dei deboli e dei perseguitati.
L’autore del romanzo tragicomico, Miguel de Cervantes Saavedra (Alcal´ de Henares 1547-Madrid 1616), narratore, commediografo e poeta spagnolo, conobbe direttamente l’amor patrio (combatté nella battaglia di Lepanto nel 1571 ove perse la mano sinistra); ma soprattutto ebbe a che fare con i disguidi della giustizia, la prigionia sia del nemico, sia del potere.
Nel 1575, durante il ritorno in Spagna per mare, venne catturato dai pirati insieme a tutto l'equipaggio della nave su cui viaggiava e ridotto in schiavitù ad Algeri, dove rimase per cinque anni.
..Truffato, fu chiamato dalle autorità a discolparsi, senza riuscirci. Venne imprigionato.
.. venne ingiustamente accusato della morte del cavaliere Don Gaspar de Ezpeleta. Venne ancora incarcerato, questa volta insieme ai familiari. Riuscì a provare la sua innocenza.
La prima parte del libro, scritta in prigionia, fu pubblicata a Madrid all'inizio del 1605 e fu subito un successo, ristampato in sei edizioni nello stesso anno.
Le grandi storie di libertà nelle parole di chi ha conosciuto davvero la prigionia.
In un mondo meschino, in cui ognuno pensa al suo ristretto orticello,
grande è una figura che si erge, disinteressatamente,
gratificato solo dal peraltro irraggiungibile riferimento alla Dama Dulcinea del Toboso,
a difesa dei deboli e dei perseguitati.

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