Tin Hinan: la madre dei Kel Ahaggar (Tuareg del Nord), che venne da lontano
C’era una volta un pacifico regno nel sud del Marocco, in una regione che oggi si chiama Tafilalet (qualcuno sostiene si trattasse della famosa Atlantide, intesa come immenso mare di sabbia) dove, pacificamente, viveva un re, una regina e la loro bellissima figlia, la principessa Tin Hinan; fino alla comparsa di un pretendente al trono che imprigionò i reali e segnò l'inizio della fuga di Tin Hinan accompagnata dalla fedele ancella Takamat, due asine, due capre, due cammelle, un sacco di provviste e due ghirbe piene d’acqua.
La storia del sec. IV° potrebbe giustificare l'esodo per ragioni ideologiche o politiche in quanto s'era insediato in Numidia il potere Romano e la Religione cristiana, provocando numerose rivolte nelle tribù islamiche.
Un viaggio simbolico affrontarono le due donne, tra insidie, pericoli, grandi paure, anche quella di morire, deprivazioni, peripezie e prove di solidarietà, ingegno e astuzie tipicamente femminili che le condussero infine, all’oasi di Abalessa, nella regione dell'Ahaggar, in un'epoca in cui la regione era ancora abitata dagli Isebeten, un popolo povero, che non conosceva ancora la civiltà...
Tin Hinan insegnò loro a scrivere, a lavorare l’argilla, a tessere stoffe e tappeti colorando la lana delle pecore con sostanze prese dalla terra e dalle piante.
Una sfida contro il deserto che si concluse con la nomina a Regina del Regno leggendario (varie le assonanze con la regina Antinea, di Atlantide).
E Tin Hinan ebbe sette figli e tre figlie che avrebbero regnato dopo di lei.
Il nome del padre non è stato tramandato nei racconti della tradizione, a conferma dello status privilegiato della donna e del matriarcato presso i Tuareg.
E disse ai suoi bambini:
- I miei figli hanno le sette qualità che servono nella vita, sette qualità che possono anche generare sette difetti...
- Il mio primo figlio è la Volontà! La volontà che ci aiuta a guidare altri uomini e indica la strada da seguire, ma che può anche indurre in errore.
- Il mio secondo figlio è la Forza! La forza che difende I deboli ma che può anche distruggerli.
- Il mio terzo figlio è l’Orgoglio! L’orgoglio che fa tenere la fronte alta verso il cielo ma che, facendo toccare il cielo, può anche infrangersi contro il cielo stesso.
- Il mio quarto figlio è il Coraggio! Il coraggio che spinge ad attaccare e a resistere il nemico, sia esso un uomo, un leone o un serpente, con la stessa sicurezza. Ma spesso può fare sentire la morte scivolare dentro le ossa...
- Il mio quinto figlio è la Generosità! La generosità che dà tutto ciò che possiede ma anche ciò che non ha e che non avrebbe mai il diritto di donare.
- Il mio sesto figlio è l’Astuzia. L’astuzia che fa credere ciò che vuole ma che può anche prestarsi alla menzogna.
- E il mio settimo figlio è la Fede: la fede che crede nel destino e colui che ha la fede è al tempo stesso due uomini, uno della terra e uno del cielo.
E Tin Hinan disse alle sue figlie:
- La mia prima figlia è la Dolcezza, la dolcezza che cura le ferite.
- La seconda è la Tenerezza, la tenerezza che culla tutti I cuori.
- La terza è la Freschezza, la freschezza che calma ogni sete e ogni febbre...
Testo tratto da dossiersaharabambini
Alla sua morte fu sepolta vicino all’oasi.
Ogni uomo o donna tuareg che passava davanti alla tomba vi depose una pietra in segno di rispetto e poco a poco si formò un colossale monumento megalitico, noto come édebni, alto 30 metri, che si può vedere ancora oggi ad Abalessa, non lontano da Tamanrasset: i Tuareg li considerano le tombe degli Ijabbaren, la popolazione dei giganti dell'antichità.
Ed ancora oggi si racconta, sotto il cielo pieno di stelle,
l’avventura di Tin Hinan e Takamat,
le due donne che sfidarono il deserto
e vengono accolte qua,
tra le Figlie del Vento.
4 commenti:
sono commossa. Una storia molto bella.
Un bacione
Un omaggio alle Figlie del Vento
e a quest'oasiblog
Ciao Saamaya
ChiarOscuro
Bellissima, esemplare, questa fiaba- storia
ROSALUNA 37
Non ho idea se c'entri col bookcrossing,potrebbe essere un ulteriore azione collaborativa culturale,però come spiega l'articolo da cui ho prelevato le foto,questa innovativa forma di graffiti luminosi,è iniziata negli States per protesta all'arresto d'un noto writers.
Ciao Saamaya,
buon 1 maggio
&& S.I. &&
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