"Quand'ero giovane io...""La mia generazioni invece...""Ai miei tempi i ragazzi erano più educati...""Non c'erano le droghe e la musica, allora, poteva davvero definirsi tale...""Non ci sono più valori..."
Sarà ma, cambiando i lustri e le epoche, mi sa che queste frasi si siano solo trasformate nel linguaggio e molto poco nei contenuti. Temo si tratti un'invarianza delle diverse generazioni, una sorta di "morbo" che s'impossessa dell'essere adulto. Non di tutti, fortunatamente.
Non ci ho mai creduto a coloro che millantavano chissà quali e quante battaglie del tempo che fu, come si diffida delle prede descritte dai pescatori o delle avventure sessuali sparate ad alta voce, nei bar da certi squallidi e volgari avventori.
Poi conosci fanciulli straordinari e, ancor più, ti convinci che ogni epoca, ha davvero i suoi eroi e persone che ti fan sentire fiero dell'umanità quand'anche avessi avuto dei dubbi fino a pochi istanti prima.Ho incontrato un'esponente del Parlamento Europeo dei Giovani - sezione italiana dell'associazione che ha lo scopo di "promuovere una più ampia dimensione europea fra i giovani coinvolgendo gli studenti degli ultimi anni di scuola secondaria superiore e, attraverso il confronto con coetanei di altre nazioni su argomenti di attualità quali, ad esempio, diritti umani, ecologia, economia, incoraggiarli a formarsi un'opinione sul futuro dell'Europa."
Beh, ammettiamolo: non è da tutti...!
Un grazie speciale ad ogni giovane,
di oggi, di ieri
e di sempre
che abbia regalato la propria intelligenza al mondo,
mettendo a disposizione
cuore,
saperi
e genio
per il progresso di tutti noi.
E a chi, sempre,
riesce a farmi sorridere:
è sublimamente arte!
11 commenti:
La nostalgia del passato fa brutti scherzi.
Io sono, ahimè, tra quelli che tecnicamente può confrontarsi con un proprio passato. E poichè nel corso della mia vita la tecnologia ha fatto progressi enormi, trovo la mia stessa esperienza preziosa perchè mi permette di scorgere meglio che ad altri l'influenza che la tecnologia esercita su di noi. Dire "ai miei tempi" puà farti sorridere o incavolare, ma, per me, che do' per scontato che voi siete come eravamo noi da giovani, risulta molto utile quanto condizioni storiche e tecnologiche diverse possano influenzare il comportamento umano: non è un mugugno, ma è una fonte preziosa di informazioni.
Ogni epoca aveva i suoi guai...
Baaa... e' solo cristallizzazione mentale, incapacita' di vivere il presente e quindi capirlo, a 20 anni usavo la "olivetti 85", a 40 il PC 286, oggi, a 60, uso il pentium di ultima generazione o quasi, ovvio che guardo indietro, ma sono sbirciate, il mio sguardo, per dirla con Pierangelo Bertoli, e' rivolto dritto e aperto nel futuro, i luoghi comuni sono patrimonio di chi non sapeva giocare nemmeno da piccolo.
Tina
@Tina
Strano che tu non ti renda conto di quanto la tecnologia sia stata in grado di cambiarci antropologicamente, dal sondino che ci costringe a vivere 17 anni in coma, alla chirurgia plastica che ci permette di scegliere la taglia del reggiseno e molto altro, dal telefonino che rendendoci sempre reperibili ha cambiato il nostro stile di vita, alla TV con cui crescono i bambini di oggi, che allontana inevitabilmente dalla freuqentazione dei libri...si potrebbe scrivere un libro, e ne sono stati scritti infatti. Ma soprattutto, ricordare tempi in cui certi mezzi tecnologici neanche esistevano, ci permette di creare una giusta distanza tra noi e questi oggetti, di non considerarli poi così indispensabili...
@ Vincenzo
Me ne rendo conto eccome, dalla creazione della macchina a vapore ai caratteri di Guttemberg, da Pasteur a Pincus, dalla scissione dell'atomo alla bomba atomica.
Dipende sempre come noi ci poniamo davanti alle innovazioni, che valore si da agli oggetti che vengono creati, che valore reale hanno, del sondino che mi fa vegetare ne faccio a meno, il cellulare..l'unico posto dove non l'ho ancora scordato e' la lavastoviglie, sono incompatibile alla televisione, annego tra i libri, sono lettrice onnivora, ma sono una che non ama il "come eravamo" posto a pietra di paragone o piedistallo solonico, le droghe sono un retaggio di sempre, alla stregua della prostituzione, l'educazione dei giovani e' una nostra precisa responsabilita', se noi genitori non abbiamo incultato loro il rispetto di se e di conseguenza, degli altri, il branco e' servito.
Per me il problema e' uno, il soggetto o i soggetti che usano le innovazioni tecnologiche, le stesse possono essere un bene per il genere umano o il mezzo di distruzione dello stesso.
Diciamo che (purtroppo) vediamo sempre il peggio dei giovani in prima pagina, posso affermare che esiste l'esatto contrario, come lo e' stato per la mia generazione, per quella di mio figlio, come dice il post, ogni generazione ha avuto i suoi santi e i suoi navigatori. Se non fosse stato cosi', i contadini arerebbero i campi ancora oggi col bue e il chiodo per aratro.
Tina Campolo
@Tina
La tesi della neutralità degli oggetti teconologici la conosco, so che va molto di moda, ma non la condivido per niente. L'esempio più ovvio è nel campo degli armamenti: diremo allora che una mitragliatrice è un oggetto neutro? E' un oggetto di offesa che può essere usato solo per uccidere, non è affatto neutro. Un discorso analogo lo si può fare per casi meno ovvii, ma non differenti, quali ad esempio la TV, che per me è un mezzo tecnologico dannoso. Immaginare un uso positivo di un oggetto, d'altra parte, non implica la neutralità dell'oggetto, implica solo che l'ultima parola è dell'uomo inteso come utente: è sempre possibile fare la cosa giusta. Il punto quindi non è stabilire se tu stabilisci un rapporto corretto con gli oggetti, ma se la loro natura indirizza verso un uso negativo. Se statisticamente alla fine la maggior parte delle persone usa male un oggetto, ciò non può essere considerato irrilevante in base alla considerazione che è possibile fare di meglio. Tra la possibilità teorica e la realtà effettuale c'è sempre una differenza che è stolto ignorare. Comunque, è un problema davvero grosso, che spero di trattare prima o poi sul mio blog, e, quando lo inserirò, sarei lieto di ospitare le tue ossservazioni. Nel frattempo mi scuso con Saamaya per averle invaso il blog.
Consideriamo poi gli eterni giovani, i Peter perenni, per i quali non cambia mai niente....
E' proprio così, @Duh
@Vincenzo & @Tina, ho pensato di mettere su un vassoio delle fettine di salame e qualche scaglia di formaggio, per rendere la conversazione, più casalinga. Non ho vino, sorry.
:-P
Il confronto, cari miei, potrebbe aprirsi su qualsivoglia tema: io, sempre più mi convinco si tratti di intelligenza individuale e non di generazioni.
Anch'io potrei guardare indietro e farmi già 4 conti (anzi, più di 40, per la verità) ma, al contrario, mi capita di identificarmi in alcuni di questi visi appassionati e volenterosi; li sento molto simili a me perchè può anche accadere, come dice il saggio @Ghearts, che si possa restare fanciulli "dentro". In altri, al contrario, vedo quella rigidità di pensiero, che non mi pare tanto lontana da alcuni bacchettoni dei miei tempi, o ancor più indietro...
Gli strumenti di vita, di comunicazione, di spostamento, di guerra, han solo tasti diversi, ma le teste che li "manovrano" han fatto meno progressi, nella storia del mondo.
Ben venga il pc, se ben usato.
I guai, del resto, concordo con @Daniele, non si possono evitare fino in fondo.
E' proprio vero Signoramia, stì gggiovani d'oggi... :)
Bè, ce n'erano di deficienti ai "miei tempi"...
...L'unica è che...
Ma dai, come si fa a paragonare la musica degli anni '80 con questi qua??? ^____^
Scherzi a parte, ricordo un brano letto dal mio prof di filosofia al liceo. Si parlava appunto della maleducazione dei giovani, della loro mancanza di valori e di rispetto e...
...E solo che datava parecchi "annetti" infatti era un dialogo di Platone ;)
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