“Appoggiata contro una parete bianca, le labbra tremanti, gli occhi cupi come nuvole cariche di pioggia. Mi avvicinai, le sussurrai qualcosa e la baciai. Una lacrima le solcò la guancia e allora catturai quell’istante per sempre”.
Edward Weston su Tina Modottti
Assunta Adelaide Luigia Modotti Mondini, meglio conosciuta come Tina Modotti
(Pracchiuso -Ud- 1896/ Città del Messico, 1942)
attrice, fotografa, rivoluzionaria, comunista perseguitata, musa di grandi artisti come Neruda e Alberti, modella di Rivera e Siqueiros, figura leggendaria, donna bellissima, dai molti nomi e dalle molte vite.
Nata in una famiglia povera italiana, emigrò, appena 17enne verso S. Francisco dove raggiunse il padre ed iniziò a lavorare come operaia tessileA Los Angeles, dove si era trasferita col primo marito, lavorò come attrice nel cinema; frequentò artisti ed intellettuali e conobbe il famoso fotografo americano Edward Weston di cui divenne la modella preferita, assistente in camera oscura e amante.
Aňos da luz, anni luminosi dal 1923 al 1930
Con Weston si trasferì nella capitale messicana, negli anni del “Rinascimento messicano”, del fermento politico e rivoluzionario, dove divenne anche amica di personaggi di rilievo come Diego Rivera e Frida Kahlo.
Non fu difficile contagiare l'animo ribelle, e proletario di Tina, già entusiasta del clima rivoluzionario : nel 1927 divenne un'attivista del Partito Comunista; ebbe numerosi amanti tra i funzionari del PCM (Xavier Guerrero, Julio Antonio Mella e Vittorio Vidali) e iniziò a pubblicare anche le proprie fotografie, come fotografa ufficiale del movimento muralista messicano, e la sua fama divenne presto internazionale.
Tutto il credo di Tina Modotti si può racchiudere nel bianco e nero essenziale ed umile di Campesinos del 1926Donna bellissima, di una sensibilità straordinaria, dedicherà la sua rivoluzionaria vita alla difesa dei più deboli, contro i soprusi e le aggressioni, per la libertà del pensiero, combattendo le ingiustizie del mondo con ogni mezzo, unendo la passione alla vita, con l’arte della fotografia e la rivoluzione (combattè nella guerra civile di Spagna!).
Una fotografa rivoluzionaria di Udine, . Partecipando attivamente, , aiutando sfollati e perseguitati politici.
Tina visse di grandi passioni, infatti: gli uomini, la fotografia (al servizio degli ideali sociali) ma, infine, sopra tutte, scelse la politica.
A causa di esse fece molto parlare di sé alimentando la curiosità di giornalisti, scrittori, improvvisati biografiche rilessero la vita di Tina con malignità, intuibili moralismi, costruendo biografie romanzate, scoop giornalistici e quanto altro...
Nel 1930 lasciò la macchina fotografica, anche in seguito all'espulsione dal Messico e, a parte poche eccezioni, non scattò più fotografie nei dodici anni che le rimanevano da vivere.
Tina Modotti morì a Città del Messico il 5 gennaio 1942.
Pablo Neruda scrisse, dopo la sua morte:
Tina Modotti, sorella, tu non dormi, no, non dormi:
forse il tuo cuore sente crescere la rosa
di ieri, l′ultima rosa di ieri, la nuova rosa.
Riposa dolcemente, sorella.
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8 soffi:
Bellissimo articolo!
ho letto con grande interesse...
deve essere stata una forza della natura questa donna!
grazie saamaya!
sera
azzurra
In momenti di vuoto di valori e riferimenti , è importante consolarci e ricordare chi ha fatto la storia dalla parte giusta.
Ciao Azuurra!
Che bel blog! Veramente particolare. Complimenti!
Bell'articolo e grande donna.
non è molto che la mia città le ha dedicato una mostra...
Se si ha bisogni di esempi... Tina ne è uno!
ciao! mirco
hai Saamaya ogni tanto anche qualche esempio positivo non fa male ricordarlo. Ti aiuta ad avere speranza.
Spinto dal tuo post ho cominciato a leggere "Tina" di Pino Cacucci che avevo comprato qualche mese fa. Grande donna, grande fotografa, vita intensissima.
Wow, prenderò in considerazione pure io.
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