25.8.09

Gioco e realtà

Nella corte di casa, nel vecchio borgo, gironzolavano dei bambini, intorno ai 5-6 anni.
Una mattina ci trattenne Piero in chiacchiere semplici ed amabili circa il "parco-giochi" delle nostre case, tipo:
quante automobiline avete?
e il Lego?
ce l'avete il Biliardino?
e le biglie?
le racchette? etc,

quando dal terrazzo del piano di sopra, di questo intrigato, bizzarro ed eterogeneo condominio estivo, si sentì la voce di Viola, l'amichetta di Piero che lo cercava.
Ci raggiunse, nel giro di pochi minuti e, volgendo dalla nostra parte lo sguardo, si sorprese e disse all'amico, quasi con aria di rimprovero:
"Ma avevo pensato che stessi parlando con dei bambini..."

- "Infatti, sì!" Le ha risposto lui, assai serio.


e poi, rivolto a noi:
"ma allora, voi, con che gioco vi divertite?"

http://claudiocaprara.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/38949/Bambino%20calvo%20si%20pettina%20Delhi%20India%203%20gennaio%202008.jpg

Non smettiamo di giocare perché diventiamo vecchi,

diventiamo vecchi perché smettiamo di giocare .
Anonimo

6 soffi:

la signora in rosso ha detto...

dobbiamo cercare sempre di tirare fuori la nostra anima bambina....e questo succede soprattutto quando parliamo con i bambini

duhangst ha detto...

A me i bambini riescono sempre a sorprendermi :-)

Bukaniere ha detto...

Io non ho mai smesso di giocare :)

NostraDannus ha detto...

Il gioco più è singolare, più fa divertire. Il plurale è una voce che ci appartiene poco, infatti dopo un po' che stiamo lì a trastullarci litighiamo perché comincia la competizione; succede che vogliamo primeggiare, vincere, superare, strafare. Preferisco inventare un mio mo(n)do, un mio gioco, come ha fatto qui il piccolo Piero.
<:3)~~

Annoiaterrima ha detto...

Fosse per quello, avrei ancora 12 anni. E forse li ho davvero, boh...?

azzurra ha detto...

se smaetto di giocare muoio..
cambia l'età, cambiano i giochi...
tt qua
azzurra