Questa donna, oggi, è diventata mamma, tra pregiudizi e desiderio di libertà.La mia pazza … gravi-panza!
4 dicembre 2009
Provo a raccontarvelo…
Vado ad aprire la cartella in un grande ospedale genovese, ero tutta emozionata!
Mi trovo davanti una dottoressa bellissima, bionda con occhi azzurri come il ghiaccio. Sono seduta davanti a lei con mia madre… cominciamo a parlare…
Mentre parlo mi accorgo che guarda le mie mani… sono segnate dalle cicatrici di anni di autolesionismo… tagli, bruciature…
Piano, piano le nascondo, me le metto sotto al sedere e continuo a parlare.
Guarda i tatuaggi che sporgono dalla scollatura della maglietta… mi sento a disagio, vorrei mi guardasse negli occhi!
Mi sembra di averla scampata…
Finalmente mi fa sdraiare e mi visita, sta per provarmi la pressione, mi fa alzare la manica… stringo i denti… vede il mio braccio tatuato e sotto al tatuaggio una
mappa di cicatrici in tutte le direzioni.
“Ma cosa s’è¨ fatta!? Un incidente!?”
Sa bene che non può essere stato un incidente! Le spiego brevemente che ho passato anni duri e per semplificare le dico solo: “depressione”.
Mi risiedo al tavolo e lei mi tempesta di domande…
“droga? alcol? ne fa uso?”
“no, no”
“psicofarmaci?”
“no… non più”.
Vorrei raccontarle, essere me stessa… ma le domande incalzano, non mi sento a mio agio… per un cazzo a mio agio!
“Cartelle cliniche dei ricoveri in psichiatria… ne ha da darci?!”
“no… si… ma è roba passata… di tanti anni fa!”
“Sa, ma ci servono le sue cartelle…. Va da uno psichiatra?!”
“Ho terminato da poco la terapia, le cartelle… non so se ne ho…”
“Ma quanti ricoveri ha fatto? recentemente ne ha fatti?”
“No, recenti no”
“Quando l’ultimo? e quanti in tutto?”
“boh… due, tre anni fa . Ne ho fatti alcuni… pochi!” . Mento.
Mento perchè ho paura… il mio sogno può diventare un incubo… Mi guardo di sfuggita la pancia… è enorme!
“Amore mio… bambina mia non nascere ti prego, resta là, resisti ancora un po’”
La dottoressa o ostetrica… insomma quello che è!, mi guarda, tace un momento, volta la testa verso mia madre e poi a me: “Signora, noi la dobbiamo segnalare eh!”
Mi si gela il sangue… Dio muoio! Forse ho capito male…”Segnalare… in che senso?”
“Che dobbiamo segnalarla ai servizi sociali… e a chi seguirà il parto”
…
Interviene mia madre: ”possiamo portare un certificato dello psichiatra che ha seguito Alice che attesta che ora Alice è guarita… le va bene!?”
“Sa … ma dobbiamo comunque segnalare la cosa!”
Di nuovo mi guarda, io le sorrido…
Penso: “Brutta stronza… ma perchè non muori! Ma vaff….”
E continuo a sorridere con la testa bassa… guardandomi la pancia: “Amore ti prego resta là … rimani al sicuro”
Lei e mia madre continuano a parlare mentre il mio cuore corre all’impazzata e i miei pensieri sono altrove… “Potrei partorire in Svizzera… o a Trieste…
scappo… scappo via! Ma se nasce oggi!? Scavo una buca sotto al letto… mi nascondo e non apro a nessuno! E se me la portano via!? No li ammazzo tutti! sì, sì … mi compro un mitragliatore…..” Vorrei piangere… vorrei tanto piangere.
Alla fine mi è bastato cambiare ospedale, essere molto chiara con medici e ostetriche, spiegare i miei timori…. per scoprire che ci vuole ben altro perchè l’ospedale segnali una donna ai servizi sociali! (ma poi perchè i servizi sociali sono il ba bau!?)
Però la paura mi è rimasta e il giorno del parto dopo aver perso le acque, nulla si muove! Eh! Certo! Ada non era mica scema! Le avevo detto di restare là ed aveva recepito perfettamente.
“Amore, tranquilla… ora puoi nascere”
Ma c’era una notevole discrepanza tra ciò che dicevo e ciò che sentivo.
Così applicazione di gel e dopo otto ore di contrazioni inefficaci, altra applicazione…. NIENTE! Ma manco un centimetro eh! Niente di niente!
Poi l’ostetrica mi visita: “Due centimetri!!!”… “No… no… ancora uno”.
Marooooo!!!! non ne posso più, sono esausta! Contrazione… respiro, respiro…. passa… mi addormento per un minuto esatto, altra contrazione respiro, respiroooo, respiroooooooo!”.
Voglio star calma… concentrarmi. Non posso mica dare di matto eh!? No che non posso fare la matta e confermare che son matta… devo, devo, devo controllarmi!
Abbasso la tapparella, spengo la luce, caccio l’ostetrica, mi metto due tappi di cera nelle orecchie e… r-e-s-p-i-r-o… e penso: farò il parto in acqua e sarà tutto meraviglioso come l’ho sognato!
Altra visita… altro niente! Arriva il medico, decidono di mettermi la flebo, di tentare per un’altra ora.
Contrazioni spaventose!
Vorrei gridare ma mi trattengo. Mi trattengo…. mi…. piango! “Bastaaa! per favore! basta!”
Fanno entrare mia madre in sala parto, io sono in lacrime, l’ostetrica davanti a me mi da indicazioni assieme alla psicologa del reparto (eh! mica poteva mancare la psicologa vi pare!?). Le guardo… vorrei tanto mandarle….!!! Respiro e penso: “Alice controllati… calma…”
Piangendo come una fontana (contrazioni permettendo) guardo psicologa e ostetrica: “Scusate… buuuu… scusate… sniff!”
L’ostetrica riprova a darmi indicazioni: Dai con me! di: “AAAAAH!”
Ed io: “UUUUUUHHH”
(solo che la nota andava già… come se quella “Uh” la volessi sotterrare).
L’ostetrica e la psicologa: “AAAAAH!” Ed io: “UUUUuuuuuh….” E loro: “AAAAH!” … Cazzo! lo vuoi capire che voglio far la “U” o no!?
Va beh… andiamo avanti così per un’ora infinita! Guardo l’ostetrica che è esausta quasi quanto me e le chiedo: “Ma poi… anche con la flebo posso fare il parto in acqua?”
“Sì, certo…” e voltandosi: “Dottoreee!? la portiamo in sala operatoriaaaa?!”
Così, dopo la spinale, smetto di piangere prendo fiato… e poi….
Il suo pianto, forte e deciso… direi anche arrabbiato!
Me la portano, l’avvicinano alla mia faccia ed io ricomincio a piangere!
Bella, bella più che mai, forte… caldissima… la bacio!
“Amore, amore… bella!” e piango a singhiozzi!
Sono felice, non mi importa più di nulla… tutto è andato bene…
“Ada… mia bambina, amore assoluto…sei nata così”.
Alice Banfi
Tratto da Forum salute mentale
12 commenti:
Bello e commovente.
...........
senza parole, Sgamen?
Fantastico...
Samaaya
Dolce e Splendida...
proiezioni di un desiderio di maternità???
ehhh...t'ho fatto Tana...Birbetta!!
Buona Domenica
...a buon intenditor
poche parole
Smach
... tutto di un fiato!!!!
buon tutto
mirco
Un commovente e appassionante ri-nascere.
Complimenti anche per il titolo Saamaya.
Sister Uhuru & Mirco:.. da brivido, vero?
Paolo, volevo dare risalto alla storia di Alice cui sono affezionata per svariate ragioni; la maternità ha molteplici facce e mani.
Chirico, non mi prendo meriti non miei: rigiriamo i complimenti all'autrice.
anche se non le conosco non posso fare a meno di mandare un abbraccio ed un grosso in bocca al lupo ad Alice ed alla sua piccola Ada da parte mia
.....bellissimo!
grazie!
bacio
azzurra
Storia davvero commovente e coinvolgente, scritta molto bene!
Bravissima a consigliare il libro di Alice: Tanto scappo lo stesso.
Anche a me è piaciuto tantissimo
è una scrittrice con tanto talento
ed anche il solo racconto del suo parto è arte.
Babbo Carmelo
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