Frida Joséphine McDonald (il cognome Baker le rimarrà da uno dei numerosi mariti -1921- che hanno accompagnato l'artista nella sua vita) nacque a St. Louis, in Missouri, il 3 giugno 1906 da modestissime condizioni che la portarono, per puro caso, a cavalcare i palcoscenici che le diedero immensa fama e riscatto.

Celebre come cantante e danzatrice, interprete del Charleston, si affermò a Parigi dove ballava alle Folies Bergères, al Théatre des Champs Elysées, al Casino de Paris, in costumi audaci, quando non del tutto nuda, piume vistosamente decorate, il mitico gonnellino di banane, ..buffa nelle smorfie e nelle movenza da pantera; decisamente truccata nel viso e nel corpo.
Assunse l'appellativo di “
Venere nera”.
Difficile, in quegli anni, accettare tanta fama da una donna, per di più di colore:
il New York Times la definì “prostituta negra”, tanto per disprezzare e ipocritamente, vendere le proprie copertine con la sua immagine;
nel 1935, fu chiamata in Italia anche dal Duce, Benito Mussolini che però, per ragioni di decoro, le impose abiti "seri" e casti, coperta dal collo alle caviglie.
''Dio mi ha dato delle natiche intelligenti''
amava ripetere.
Ma in Italia, a parte le occasioni di spettacolo, si presentò in altre particolari occasioni:
a Milano, per ricevere il premio della Giornata della Mamma,
a Pisa per la consegna di una medaglia d'oro per gli sforzi da lei compiuti in favore dell'adozione,
a Verona per il conferimento del premio Zucchi per l'Amore Universale.
Mi piace ricordare di questa straordinaria donna che
partecipò attivamente alla difesa della Francia dall’invasione nazista, come ausiliaria nell'esercito di De Gaulle
e, al ritorno negli USA, prese parte alle battaglie per il riconoscimento dei diritti civili agli afroamericani e per la fine della segregazione razziale, accanto a M. L. King.
E per rendere perfetto il ritratto di DONNA, aggiungiamo che, attraverso la Rainbow Tribe, adottò ben 12 bambini: ognuno di differente etnia e religione, per dimostrare la possibilità della convivenza; ennesimo atto del suo impegno per l'integrazione razziale e il sostegno sociale!!
''Amo esibirmi
e continuero' a farlo
fino al giorno della mia morte''
Joséphine si spense nel 1975, a Parigi, pochi giorni dopo aver festeggiato il 50° anniversario della sua carriera.