31.3.09

El pueblo unido, jamas sera vencido

E' difficile far aprire gli occhi alla gente, 
ma è forse ancor più difficile chiuderli 
se un giorno qualcuno è riuscito a farteli aprire.
Enrico Zagli - introduzione a "Lettera a una professoressa


in Brasile, la costituzione promulgata nel 1988, prevede l'uso sociale della terra. Questa clausola permette ai contadini organizzati di fare pressione sul governo affinchè espropri i latifondi inutilizzati e ridistribuisca la terra. 
Il soggetto più attivo in questa lotta per la giustizia sociale nelle campagne è il Movimento Sem Terra (MST).


Il "Movimento dos Trabalhadores Rurais Sem Terra", la più grande organizzazione contadina latinoamericana, presente in quasi tutti i 26 stati del Brasile. In termini storici, le prime lotte dei senza terra iniziarono negli anni '78-'79, ma solo nel gennaio 1984 si costituì il Movimento dei Senza Terra a livello nazionale, su tre obiettivi fondamentali: la lotta per la terra, la riforma agraria e un'ampia trasformazione sociale (democrazia e giustizia).

L'MST  ha iniziato ieri (30-3-2009) nella regione di São José do Rio Preto (SP), una marcia diretta a Santa Fé do Sul, in nome della giustizia sociale e per la difesa della Legge di Riforma Agraria, La mobilitazione, che durerà quattro giorni, vede coinvolti almeno 650 sem-terra.

28.3.09

Intimità

"Un gatto ti permette 
di dormire sul letto.
Sull'orlo!"
Jenny de Vries

27.3.09

L'Ora della Terra: è ora di entrare nella storia!

La Campagna del Millennio con il WWF 
Earth Hour 2009


Un gesto semplice, per accendere un messaggio che risuonerà in ogni angolo del Pianeta.


Il 28 marzo scatta l'ora della Terra:
dalle ore 20.30 alle 21.30 milioni di persone nel mondo spegneranno le luci per Earth Hour - l'Ora della Terra - l'iniziativa promossa dal WWF in tutto il mondo. 
Il WWF è uno dei partner principali della Campagna del Millennio in Italia e da anni lavora sull'impatto negativo che i cambiamenti climatici provocano sulle popolazioni più povere della terra.

Quest’anno il WWF con Earth Hour mira ancora più alto: oltre 80 paesi, più di 2000 città in tutto il mondo di cui oltre 100 in Italia, si sono mobilitati.

Per maggiori informazioni: oradellaterra


Il 28 marzo è una data cruciale di questo Anno del Clima. Ecco perché è importante il coinvolgimento di tutti, anche il tuo.

25.3.09

Elogio dell'immaginazione

"Alcuni anni fa la BBC domandò ai bambini britannici se preferivano la televisione o la radio.
Quasi tutti si dichiararono per la televisione, il che fu come constatare che i gatti miagolano e i morti non respirano.
Ma fra i pochi bambini che scelsero la radio, ce e fu uno che spiegò:
'mi piace di più la radio, perchè per radio vedo paesaggi più belli' ".
 tratto da "A testa in giù" di Eduardo Galeano




Riprendiamoci  i  nostri  SOGNI.

24.3.09

Border: percorsi attraverso il concetto di confine

BORDER si propone come un progetto in divenire, una rete di persone, associazioni e luoghi, discipline e linguaggi che attraverso una serie di appuntamenti intende esplorare i significati del confine con l’obiettivo di ritrovare al suo epicentro la valorizzazione delle diversità, la socializzazione, la responsabilità sociale, lo scambio interculturale, le pratiche artigiane, altre pratiche del vivere e dell’abitare, la città come territorio di relazioni, e non ultimo, un punto di vista inedito che ribadisca che il confine non è una linea che separa bensì un territorio dove avvengono relazioni, scambi e contaminazioni in termini di arricchimento.

BORDER 0_ Milano dal 20 marzo al 4 aprile 2009. 

Attraverso la fotografia, la danza, la musica la gastronomia, le performances, il cinema, la letteratura e i laboratori è possibile conoscere ed esplorare il significati di confine in tutte le sue declinazioni.

Il panorama Border è poliedrico e multiculturale. Da un lato affronta tematiche come l’immigrazione, la convivenza, l’abitare, attraverso testimonianze di concreta responsabilità sociale come la Casa di Seconda Accoglienza per Rifugiati Politici con l’installazione artistico-scientifica D’altra-vita/d’altro-luogo di Paolo Ferrari realizzata da Architettura delle Convivenze in collaborazione con Cir, Centro Studi Assenza, Nabad, Naga-Har presso Casa Morigi e l’associazione Zaghridì che accoglie donne straniere consentendo loro di esprimere le proprie radici in un catering multietnico per palati milanesi, o Musicamorfosi che presenta Arsene Duevì musicista del Togo in concerto col coro di donne italiane che cantano in togolese, proponendo un mix sorprendente; o ancora con Arci Bellezza luogo di confine milanese che da sempre ha saputo accogliere la diversità migrante, locale di mescolanze operaie, artistiche ed intellettuali, che per Border propone un laboratorio di danza africana con il maestro Dotcha, e incontro con Opera Nomadi, o ancora con Ako Atikossie, pittore togolese espone le sue opere in Casa Morigi e al Centro Studi Assenza insieme ad Anabi in un raffinato reportage artistico sui rifugiati a Milano.

«Essi [i confini] muoiono e risorgono, si spostano, si cancellano e riappaiono inaspettati. Segnano l’esperienza, il linguaggio, lo spazio dell’abitare, il corpo con la sua salute e le sue malattie, la psiche con le sue scissioni e i suoi riassestamenti, la politica con la sua spesso assurda cartografia, l’io con la pluralità dei suoi frammenti e le loro faticose ricomposizioni, la società con le sue divisioni, l’economia con le sue invasioni e le sue ritirate, il pensiero con le sue mappe dell’ordine».
Claudio Magris

Casa Morigi è un luogo storico che ospita, oltre a 23 nuclei familiari in totale autogestione, associazioni importanti per Milano. Al piano terreno uno spazio sociale è aperto ad incontri, teatro, mostre.


via Morigi 8, Milano
info@casamorigi.org

Consulta il programma suborder.fotoup.net

22.3.09

Quando noi danziamo fino all'alba la luna ha pietà di noi. (Canto Indiano Arapaho)

Alla Signorina G.
con infinita riconoscenza


"La danza è una poesia dove ogni movimento è una parola."
Ilir Shaqiri


La danza movimento terapia è un'esperienza globale corporea, psichica, emozionale e relazionale,una forma di manifestazione delle dimensioni profonde della natura umana. 
Una disciplina pedagogico-terapeutica tipicamente non verbale che favorisce nelle persone un cambiamento nella percezione di sé; ha le sue radici storiche intorno al 1940 attraverso il superamento delle tradizionali e rigide tecniche di danza classica cominciando a centrare l’accento sul piacere di ballare e sul benessere che la danza è in grado di regalare, sostenendo l’espressione con il corpo e sulla musica attraverso forme spontanee di movimento.

Una danza per ... 
conoscersi meglio e incontrare gli altri
ogni età della vita
il non udente
il non vedente
chi non può muoversi
l'handicap psichico



L’uso delle potenzialità terapeutiche della danza in una forma più sistematica risalgono ai lavori realizzati su gruppi in ambito psichiatrico di Marian Chace, a Washington , seguita poi da Trudi Schoop , che lavora soprattutto con bambini psicotici, con esperienze sia individuali che di gruppo.

Negli anni ’50 sulla costa ovest californiana, Mary Withehouse, di formazione psicoanalitica junghiana, sviluppa le tecniche di immaginazione attiva attraverso la nozione di “movimento autentico”, un movimento proprio di ciascun individuo, che nell’attività spontanea di improvvisazione permette un accesso agli strati più profondi dello psichismo.
La DT oggi trova il suo posto al tempo stesso tra le Arti-terapie e gli approcci corporei e psicomotori.


"La danza è una canzone del corpo di gioia e di dolore."
Martha Graham

Leggi anche:

"Al ritmo di un passo lento
dall'alluce al vento,
come un girotondo
fino ai confini del mondo
giro
guardo
amo."
Jo

20.3.09

Piedi, perché li voglio se ho ali per volare. (Frida)

Forza, dignità ed amore per la vita

Magdalena Carmen Frida Kahlo y Calderón figlia del pittore ungherese Wilhelm Kahlo, emigrato in Messico, nacque il 6 luglio 1907 a Coyoacán, in una modesta famiglia.

Scoprì ed approfondì gli studi artistici e pittorici, a seguito di un grave incidente stradale in autobus che la paralizzò la consegnò ad una vita particolarmente travagliata dal punto di vista della salute.

 Dovevo avere sei anni, quando vissi intensamente un'immaginaria amicizia con una bambina della mia età più o meno. Sulla vetrata di quella che allora era la mia stanza, e che dava su Calle Allende, su uno dei primi vetri della finestra ? ci alitavo sopra. E con un dito disegnavo una "porta". Per questa "porta" uscivo nella mia immaginazione, con grande gioia e in fretta, attraverso tutto lo spazio che si vedeva, fino a raggiungere una latteria di nome "Pinzón"... Attraverso la "O" di Pinzón entravo e scendevo fuori dal tempo nelle viscere della terra, dove la mia "amica immaginaria" mi aspettava sempre.


Nè le ferite (venne sottoposta nel corso degli anni a trentadue interventi chirurgici) , nè l'handicap nè il destino spezzato, arrestarono la tensione morale, o l'impetuoso e affascinante desiderio di vivere della pittrice: continuò ad appassionarsi, ad innamorarsi vivacemente; sposò più volte lo stesso uomo (il famoso artista Diego Rivera) ed ebbe plurimi amanti, tra uomini e donne; si dedicò fortemente alla militanza politica che andava intecciandosi sempre più con le sue opere e progetti artistici.

Fece un tale scandalo l'affresco nel Rockefeller Center, in cui un operaio venne raffigurato col volto di Lenin che, in seguito le furono revocate le commissioni!

Frida Kahlo è stata la prima donna latinoamericana ritratta su un francobollo degli Stati Uniti, emesso il 21 giugno 2001 con un autoritratto (1933) da lei stessa scelto.

"L'angoscia e il dolore.
 Il piacere e la morte non sono nient'altro 
che un processo per esistere."
Frida Kahlo

“Nell’aprile 1953, un anno prima di morire all’età di quarantasette anni, Frida Kahlo ebbe la prima importante retrospettiva messicana delle sue opere pittoriche della sua breve carriera (personali si erano svolte a New York nel 1938 e a Parigi nel 1939). La sua salute si era ormai talmente deteriorata che nessuno si aspettava di vederla all’inaugurazione. Ma alle otto di sera, un attimo dopo che le porte della Galleria d’arte contemporanea di Città del Messico si furono aperte al pubblico, arrivò un’ambulanza. L’artista, vestita del suo prediletto costume messicano, venne portata in barella fino al grande letto che già nel pomeriggio era stato installato nella galleria. Il letto era decorato come piaceva a lei, con fotografie del marito, il grande muralista Diego Rivera, e dei suoi eroi politici… Scheletri di cartapesta pendevano dal baldacchino alla cui volta era stato fissato uno specchio che rifletteva il suo volto devastato eppure splendente di gioia. A uno a uno, duecento tra amici e ammiratori andarono a congratularsi con Frida, quindi formarono un circolo intorno al suo letto e si misero a intonare con lei ballate messicane che durarono fino a notte inoltrata”. Tratto da “Frida. Vita di Frida Kahlo” di Hayden Herrera



"Aspetto felice la partenza - 
e spero di non tornare mai più." F. K.


Frida Kahlo è morta il giorno 13 luglio 1954.

19.3.09

Wilhelmina Jacoba Pauline Rudolphine Kruseman, detta "Mina", nacque il 25 Settembre del 1839 a Velp, Gelderland; seguì la missione militare del padre nelle Indie Orientali Olandesi, dove crebbe con le tre sorelle.
Finì per viaggiare parecchio, trasferendosi anche in Belgio, negli Stati Uniti e in Francia dove morì nel 1922.
La sua carriera iniziò come cantante ma furono i suoi scritti a portarla alla ribalta della letteratura femminista per i contenuti rivoluzionari dei suoi libri in merito ai diritti delle donne.

Nella sua prima novella «Een huwelijk in Indië» criticò il matrimonio e la sottomissione della donne nei rapporti di coppia, sostenendo l’opinione che le donne emancipate siano le donne nubili attive!

18.3.09

luoghi comuni

I primi anni de secolo scorso rappresentavano un periodo in cui, per le donne, anche la sola "pratica" della bicicletta rappresentava circa uno scandalo! Dipendeva dalle città, come sempre.

E fu così che a Torino, ex-capitale del Regno dove si vivevano i primi echi progressisti accanto alla nascente industria della Fiat, nel 1907, un'ex duo-ruotista di Exilles, in alta Susa, in provincia di Torino (che già aveva fatto parlare di sè per aver partecipato a competizioni), Ernestina Prola conseguì il permesso di guida.

 La libertà che guida il popolo - Delacroix

Fu la prima donna italiana ad ottenere la patente!

15.3.09

Marcha mundial por la paz y la no-violencia

La prima marcia mondiale che percorrerà tutto il pianeta chiedendo la fine delle guerre, delle armi nucleari e di ogni forma di violenza.

"Se il mondo vorrà la pace, 
il solo mezzo per quel fine 
è la non-violenza e nient'altro"
Gandhi


Eliminare le guerre e la violenza significherebbe uscire definitivamente dalla preistoria umana e fare un passo da giganti nel cammino evolutivo della nostra specie.

La fame nel mondo si potrebbe risolvere con il 10% di quanto si spende in armamenti.

La Marcia Mondiale comincerà in Nuova Zelanda il 2 Ottobre 2009, anniversario della nascita di Gandhi, dichiarato dalle Nazioni Unite “Giornata internazionale della Nonviolenza”. Si concluderà il 2 gennaio 2010 sulle Ande argentine, in località Punta de Vacas, ai piedi del monte Aconcagua.

La Marcia durerà 90 giorni, tre lunghi mesi di viaggio. Passerà attraverso tutti i climi e le stagioni, dalla calda estate dei tropici e dei deserti all’inverno della Siberia.

La Marcia è stata promossa da “Mondo Senza Guerre”, un’organizzazione internazionale che da 15 anni lavora nel campo del pacifismo e della nonviolenza.

La Marcia Mondiale, tuttavia, sarà creata e realizzata da tutti. 
Aperta alla partecipazione di chiunque, singolo cittadino, organizzazione, collettivo, gruppo, partito politico, azienda, ecc. condivida le aspirazioni e la sensibilità di questo progetto. Non si tratta di qualcosa di chiuso, ma di un percorso che andrà arricchendosi progressivamente nel tempo con i contributi delle varie iniziative.

Ecco perché tutti sono invitati a partecipare.

"La non-violenza è la più grande forza a disposizione dell'umanità. 
E' più potente della più potente arma di distruzione che l'ingegno dell'uomo abbia mai escogitato"

Mahatma Gandhi

Per informazoni consulta: marciamondiale.org

14.3.09

Fa' la cosa giusta!

Per te visitatore curioso, per te che ti fermi volentieri ad ascoltare, e per te che vuoi dire la tua, ma anche cercare il confronto; per te che sei convinto che un’idea, se la scambi, cresce; insomma, per tutti quelli che credono
che le più grandi opportunità spesso nascono dall’incontro e dal dialogo:
  ecco il programma culturale di Fa’ la cosa giusta! 2009.


Venerdì 13 marzo: ore 9 - 20
sabato 14 marzo: ore 9 - 23
domenica 15 marzo: ore 10 – 19

  • Conoscere i volti e le storie di chi coltiva e produce bio e a chilometro zero.
  • Le risposte del mondo solidale alla crisi globale.
  • DIRE, FARE,... ABITARE. Milano, una finestra sulla città che cambia: idee in movimento.
  • L’informazione, a tutto tondo. Dal carcere al turismo solidale, dall’antimafia agli stili di vita.


Fieramilanocity - pad. 1 e 2 - Porta Scarampo
Viale Scarampo, Milano 
Fa' la cosa giusta! c\o Terre di Mezzo 
Via calatafimi, 10- 20122, Milano 
tel.02/83242426 - fax 02/83390251-
 e-mail: info@falacosagiusta.org 

13.3.09

Carovana per l'acqua: dal Friuli, ad Istambul

La “Carovana per l’acqua”, promossa da CeVI (Centro di Volontariato internazionale) e Comitato Italiano per il Contratto Mondiale sull’Acqua, è in partenza per la regione curda di Diyarbakir (Turchia), dove parteciperà - fino al 23 marzo prossimo - al V° Forum Alternativo Mondiale dell’Acqua in programma a Istanbul.
Si tratta di un importante appuntamento internazionale, nell'ambito del quale si incontreranno rappresentanti di movimenti ed organizzazioni impegnati nei rispettivi paesi a difesa dell’acqua come diritto universale dell’umanità, bene comune il cui accesso va garantito a tutti.
La Carovana sarà composta da oltre 30 persone rappresentanti di diverse associazioni (tra cui Emilio Molinari, presidente del Comitato Italiano per il Contratto Mondiale dell’Acqua), enti locali, imprese pubbliche di gestione dell’acqua (Amiacque) e alcuni giornalisti di Radio Popolare e della rivista “Valori”. Parteciperà alla Carovana anche Guido Barbera, presidente del Cipsi - Coordinamento di 47 ONG e associazioni di solidarietà internazionale.

Fonti: 

12.3.09

(non) è un Paese per complottisti

Ho la tendenza a non lasciarmi particolarmente coinvolgere dai pensieri dell'onda,
dalle mode
dalle cordate di qualsivoglia genere: 
difendo strenuamente la mia autonomia di pensiero e di way of life. 
Con rispetto verso l'altrui pensiero.

Ma guardo spesso ai fenomeni sociali di gruppo con un certo interesse, con qualche inflessione professionale, talvolta, ma soprattutto con curiosità per ciò che è lontano da me.

Osservo come si sviluppi l'ingenuità e quanto sia capace di creare il dilettantismo intellettuale e psicologico.

Cantava, un tempo Gaber, ad altri propositi
"Non è che occorra essere stupidi.... però aiuta!"


Del resto, anche i modelli emulabili che siedono poltrone importanti, non sono esenti da certi sentimenti: il complotto è entrato massicciamente nel nostro pensiero; 
la paranoia, silente, s'insinua nella mente; 
le azioni tradiscono il senso d'offesa, di fragilità ed il sospetto sempre più frequente. 

Abbiamo bisogno di controlli severi, di norme e pene rigide;
non diamo scampo alla fiducia;
ci lasciamo guidare dal dio-denaro e dal narcisismo più acceso.

Pensiamo di aver tutto catalogato, etichettato, rinchiuso in gabbia, allontanato dalle frontiere del nostro privè;
serriamo a doppia mandata la porta di casa;
allarme inserito alla macchina;
chiudiamo il gas;
rimproveriamo quello del piano di sopra che fa gocciolare l'acqua sul nostro lindo ed intoccabile balcone;
ed ecco, che resta la paura!

Fuori dalla finestra, il mondo ostile si apre all'infinito ed accoglie altri complotti segreti e temibili piani rivoluzionari.

- "Che bello, mamma, guarda l'aereo nel cielo..."
- "Scappiamo a casa, figlio mio, 
quelle sono pericolosissime scie-chimiche!!"

Teniamo a mente che la paura è un enorme business!!!

Se ne occupa, da tempo, Paolo Attivissimo, anche oggi... 

Mi vien solo da dire:
grazie a dio, 
sono atea!

11.3.09

White, negroes and Rose!

 L'1 dicembre del 1955, a Montgomery, Rosa Louise McCauly, sposata Parks, allora impiegata come sarta in un grande magazzino, stava tornando a casa con autobus extraurbano e, poichè l'unico posto a sedere libero era nella parte anteriore del mezzo, quella riservata ai bianchi, andò a sedersi lì. Poco dopo salirono sull'autobus alcuni passeggeri bianchi, al che il conducente James Blake le ordinò di alzarsi e andare nella parte riservata ai neri. Rosa però si rifiutò di lasciare il posto a sedere e spostarsi nella parte posteriore del pullman: stanca di essere trattata come una cittadina di seconda classe, ella rimase al suo posto. 
Il conducente fermò così l'automezzo, e chiamò due poliziotti per risolvere la questione: Rosa Parks fu arrestata e incarcerata per condotta impropria e per aver violato una delle ordinanze sulla segregazione della città (le leggi di “Jim Crow”).

Rosa Louise Parks (1913 – 2005), con l'aiuto dell'alloro sconosciuto M. L. King, diede così origine al boicottaggio pacifico degli autobus di Montgomery, la capitale dell'Alabama: la comunità di colore di Montgomery non prese gli autobus per ben 381 giorni....

Se Rosa Parks non fosse rimasta seduta fino a quando non venne allontanata a forza e portata in carcere, forse non ci sarebbe stato un Martin Luther King che scosse il mondo intero, accendendo una luce, una scintilla di coscienza, trasformando l'odio in amore e la violenza in non-violenza.

e non saremmo arrivati qua: 


9.3.09

The Waxen: m'è caduto un mito!

"Guarda a terra, ci sono anche dei sassolini più piccoli, alcuni di questi li chiameresti sabbia, altri, ancora più piccoli, li chiameresti polvere, ma si tratta sempre della stessa materia; sei tu a dargli nomi diversi"
G. Bitetto - La distruzione di un mito

Il libro ha una tremenda copertina; La distruzione di un mito una recensione da quarta di copertina, di un tipo piuttosto losco, per quanto mi risulti, , un tal Kuros, detto il "disturbatore" di Internet.
L'autore Profilo waxen ha interessanti tratti somatici degni dell'attenzione di Lombroso e suoi seguaci.

Ma chi è Gaspare Bitetto?

E soprattutto, perchè dedicargli addirittura un post?

Nelle comunità virtuali appare accompagnato da inaffidabili compagni d'avventura; uno stile di scrittura sarcastico, pungente, immediato, ma anche criptico se pur intelligentemente fine.

Nel libro lo ritrovi, The Waxen, il "diavoletto", capo di un settore dell'aldilà che coordina il male, il disordine, la trasgressione, l'absurde ed il fantastico circo e palco delle marionette.

"Come stai oggi?"
"I miei organi stanno preparando una rivolta contro di me. Stamattina, allo specchio, ho trovato sulla lingua la mappa del mio organismo, e gli obiettivi sensibili erano tutti cerchiati di rosso"

Non bastava dire "sto di m...."??

In questo palcoscenico di irriverenza, comicamente si alternano le vittime sfigate e d'amore illuse: partendo dallo stesso Cupido, dal lattaio, al padre di famiglia, alla nuova "Maria vergine", agli eterni poeti-enfants-maudits, agli spasimanti nascosti dell'enigmatica Susy.

Il Bitetto ha la carica e l'entusiamo delle nuovi menti, che plasmano il mondo con il coraggio delle svariate possibilità, non rincorrendo il prestabilito canone ma lasciando aperto il gioco delle molteplicità e delle numerose versioni del vero.
E del giusto.
"Mi sono sempre chiesto come cambierebbe il mondo se Piero Angela avvertisse le gazzelle dell'arrivo dei leoni"
Il sogno è tale o è già realtà, quando ci credi fino in fondo?

La Fede attiene a quanto è stato Scritto e tramandato o la versione di un incontro di ring finito male, in un gioco perverso col destino?

Grillo è un mito o un querulomane cui buttare giù il telefono?

Il terrorismo è l'invenzione di una paura inconscia?

Ma soprattutto: il Bitetto è uno scrittore vero o è già fallito?

Non vi consiglio di leggerlo perchè l'autore mi bannerebbe a vita per un consiglio simile ma, magari, fatelo senza farglielo sapere e firmate la petizione: BITETTO SANTO SUBITO!
e candidato al NOBEL per la letteratura!

"A me è piaciuto?" - volete sapere?

Io già lo adoro e lo considero geniale & spassossimo.

Ma non vorrei che poi si montasse la testa quindi vi risponderò:

"Il libro fa schifo:
non compratelo"!

Video intervista dell'autore

7.3.09

“Tu, che posi nuda per i vecchi, dovresti chiamarti Susanna”

«As a woman,
I have no country
As a woman,
I want no country
As a woman,
my country is the world»

Virginia Woolf


 «Autoritratto con collana d’ambra» - 1906 

Nel 1881, in Francia, Léon Bertaux, scultrice e insegnante, fonda «l’Union des Femmes Peintres et Sculpteurs» che organizza una mostra annuale nel 1882 e pubblica (1890) un proprio giornale, attraverso cui porta avanti una campagna per l’ammissione delle donne all’Ecole des Beaux Arts, la più prestigiosa scuola europea.
Si apre il percorso 
che porterà le donne 
da soggetto dipinto 
a protagoniste attive 
della scena artistica.

Paula Modersohn-Becker (Dresda 1876 – Worpswede 1907) fu una pittrice tedesca, autrice di dipinti che, dopo gli esordi con tematiche paesaggistiche, rappresentano enigmatiche figure femminili, nati da una ricerca espressiva volta alla semplificazione primitiva della forma. ma anche all'espressione della propria sensualità.
Si infrange un tabù: quello che impediva alle donne di rappresentare il corpo nudo

L'artista, si lasciò contaminare da Parigi. Conobbe Paul Gauguin, Paul Cézanne, Vincent van Gogh, Maurice Denis, Pierre Bonnard.
Fu l'epoca dei grandi ritratti di figure femminili, immagini della dea della fertilità o della madre terra (spesso autoritratti). Analizzò profondamente il tema della madre con il bambino, assimilando suggestioni dall’arte africana e fauves.

Nel novembre 1907, circa due settimane dopo aver dato alla luce una figlia, Paula morì, a soli trentuno anni.

La sua fu un'arte di rottura dei tabù sociali che anticipò le ricerche artistiche sul corpo e sulla sessualità degli anni Sessanta e Settanta; ma pochi tra i suoi contemporanei, compreso il marito Otto Modersohn, anch’egli pittore, avevano colto la sua reale grandezza artistica, che le fu riconosciuta solo nei decenni successivi.

5.3.09

La libertà è donna

Alexandra Mikhailovna Kollontai (Алекса́ндра Миха́йловна Коллонта́й ) nacque a S.Pietroburgo il 31 marzo 1872, da Mikhail Domontovich, generale dell'esercito zarista, e da Alexandra Masalin-Mravinsky, figlia di un ricco commerciante finlandese di legname. Crebbe in Russia, in Finlandia e studiò in Svizzera dove aderì al movimento socialdemocratico .

Tornata in Russia, si unì ai bolscevichi e nell'agosto 1917 fu eletta al Comitato centrale del partito, rappresentando la donna più illustre del governo bolscevico, con la carica di Commissario del popolo per il benessere sociale, ma anche la spina critica del Partito.

Nel 1919 fondò lo Zhenotdel o "Reparto delle donne" (chiuso nel 1930). Questa organizzazione si impegnò a migliorare la qualità della vita delle donne in Unione Sovietica, promuovendo la lotta contro l'analfabetismo ed in favore dei diritti civili.
Fu autrice di gran parte della legislazione sociale della repubblica sovietica.
La Russia concesse il diritto di voto alle donne e stabilisce la loro eleggibilità;
abolì il matrimonio religioso e parificò i diritti tra figli legittimi e naturali.
L'aborto e l'omosessualità smisero di essere considerati reato;
le donne ottennero uguaglianza salariale;
si istituirono asili infantili gratuiti, mense comunali.

Iniziando ad essere scomoda a Lenin per le istanze sociali sollevate e sulla questione femminile, la Kollontai si allontanò prudentemente dalla politica e si spostò a vivere all'estero dove si fece conoscere come scrittrice e oratrice e difensore della politica di emancipazione sessuale.

La Kollontai tenta di spiegare cosa spinge la gente alla disperata ricerca del “grande amore”: “Tanto la nostra vita quanto i nostri pensieri sono influenzati da un inevitabile senso di solitudine… A causa di ciò, l’essere umano si aggrappa con tutte le sue forze all’illusione di una “anima gemella” da cercare tra le persone dell’altro sesso.”

Fonti:


Mi incanta il mormorio di un'ape -
qualcuno mi chiede perchè -
piu' facile è morire che rispondere.

Emily Dickinson

4.3.09

Torna la Furia delle ONDE ed è in scena il terrorismo: palco o realtà?

Cartello alla biglietteria del teatro: 
lo spettacolo è sconsigliato ai minori di 14 anni, 
ai cardiopatici 
e alle donne incinte.

Inizia lo spettacolo “Boris Godunov”, in una versione aggiornata tratta da Aleksandr Sergeevič Puškin, ove si narra la presa del potere di Boris Godunov dopo la misteriosa morte dell’erede al trono di Russia. La storia dello zar eletto sul sangue, deposto con l'inganno, che diventa emblema «del potere corrotto e dell'opposizione a esso che è l'altra faccia della stessa triste e amara medaglia».

E' nuovamente in scena La Fura Dels Baus, la compagnia catalana che nei suoi circa trenta anni di storia ha sempre scioccato il pubblico con spettacoli estremi.

Infatti, il silenzio dell'ascolto è rotto da un fragoroso boato, da spari, urla; il teatro viene invaso da uomini incappucciati che corrono, gridano, applicano bombe, e ci avvisano che recupereremo la libertà solo quando il nostro Governo ordinerà il ritiro delle truppe occupanti dal loro paese e disporrà le liberazione degli ostaggi politici.
Le ultime telefonate ai nostri cari, poi il sequestro dei telefonini e  siamo tutti prigionieri 
per la "causa"!!

Il richiamo storico porta obbligatoriamente al teatro Dubrovka di Mosca (anche se la compagnia non fa mai accenno alla possibile nazionalità dei terroristi) dove, nel 2002, un gruppo di militanti ceceni sequestrò oltre 700 spettatori durante una replica del musical “Nord-Ost”.
Un tragico epilogo: l'irruzione delle teste di cuoio russe e i gas usati fecero quasi 200 vittime.

La Fura insiste sulla funzione catartica del teatro immergendo il pubblico in una delle principali paure dell'era contemporanea: il terrorismo.

“Non si tratta di analizzare le cause del terrorismo, molteplici e complesse come sono, ma di mostrare quanto il terrorismo abbia cambiato radicalmente la nostra visione del mondo. Vogliamo portare il pubblico in un teatro preso d’assalto e, senza specificare le ragioni o le richieste dei terroristi, mostrare al pubblico una parte di quel orrore”.
Àlex Ollé e David Plana- registi


L’obiettivo è, piuttosto, scuotere emotivamente e anche fisicamente il pubblico, destare l’attenzione e far provare sulla propria pelle, seppur rassicurati dalla consapevolezza della finzione, ciò che si prova in certi drammatici momenti, restituendo al teatro il suo originario ed innegabile potere catartico.

Una persona fa da tramite tra Governo e terroristi: è la giornalista Anna Politkovskaja, unico interlocutore con cui i sequestratori accettano di trattare. La sua figura è un elemento emotivamente coinvolgente..

Le altre date dello spettacolo in Italia

fino al 7 Marzo: Milano
10-15 Marzo: Torino
20-21 Marzo Ferrara
24-25 Marzo: Pordenone


3.3.09

Sol Campbell invoca la linea dura

In Inghilterra fa scalpore l'intervento di Sol Campbell
capitano del Portsmouth, 
che ha lanciato la proposta di sottrarre punti in classifica 
alle squadre i cui tifosi 
si siano resi responsabili 
di atti di intolleranza.





"La tolleranza deve essere applicata a tutti 
tranne che agli intolleranti" 
Karl Popper 



2.3.09

Correvano gli anni '80

punk-not-dead333.jpg picture by tammy_punker Un flash nella memoria, mi ha riportato recentemente a condividere un ricordo e le emozioni di quegli anni: la parola è Virus, di cui ho trovato on line questa documentazione.

In verità non mi è appartenuta fortemente la frequentazione del Centro Sociale, perchè ero veramente piccoletta e venivo portata dai fratelli maggiori, ma mi ha risvegliato gli echi del periodo punk, di quelle note di protesta, gli urli della ribellione, le parole della rabbia.
Noi adolescenti eravamo inkazzati di default: fuck contro tutti!


  • contro il sistema,
  • contro l'autorità,
  • contro il perbenismo,
  • contro quell'adultità che non ci assegnava un ruolo ed uno spazio nel mondo.
Non ci assegnavano nessuna sede.

E partivano i sogni e gli ideali di appropriarci del mondo per ricostruirlo in un ordine più equo e giusto.

Si lanciavano le melanconie, lo spleen e si affacciava la dimensione più mite e mesta dell'era dark, con lo stesso spirito rivoluzionario, ma più dimesso e meno urlato.
Le compagnie in rigoroso nero, le danze ed il pogo...

ah, che tempi!!

Un post dedicato al mio amico Satù e a Jazzina.


1.3.09

Dove finisce l'arcobaleno

Dove finisce l'arcobaleno
ci sarà un luogo,fratello,dove il mondo
potrà cantare canzoni d'ogni sorta.
Noi canteremo insieme,
neri e bianchi fratelli,una canzone.
E sarà un canto pieno di tristezza.
Non ne sappiamo il motivo
difficile a imparare.
ma noi lo impareremo tutti insieme
Non esiste un motivo che sia nero,
Non esiste un motivo che sia bianco.
C'è musica soltanto
e canteremo musica,fratello,
dove finisce l'arcobaleno.


Poesia del Sudafrica (R.Rive)