30.8.09

La pedo-pornografia è un crimine contro l'infanzia!

Contro la pedopornografia su Internet




Il mondo virtuale produce talvolta effetti reali.
Per questo bisogna proteggere i più indifesi:i bambini.

26.8.09

Il menestrello errante che trasportava le canzoni sulle sue spalle

"Kokopelli è arrivato al villaggio di Kwani e, alla sera, tutti si radunano intorno al fuoco per ascoltare la sua musica
.... e Kokopelli iniziò a
recitare il suo indovinello con voce cantilenante.

Sulla terra vago qua e là, senza una casa,
Senza bisogno di sentieri percorro i cupi, spogli deserti,
Instancabile attraverso i candidi monti innevati,
Sulle vaste mesas mi aggiro senza potermi fermare,
Anche di notte marcio frettoloso, e non posso dormire,
Visito i canyon oscuri e le foreste profonde,
E là echeggia il mio pianto.
Chi sono?

Il sonaglio tacque.
- Sei tu Kokopelli – domandò Ki-ki-ki, sollevando timidamente
una mano.
- No, piccola – sorrise il Toltec.

- Sono gli spiriti degli antenati? – domandò qualcun altro.
- No.

- E’ Nonna Ragno? Fratello Coyote? Una strega? – suggerirono
altre voci.
Ogni volta, Kokopelli scosse il capo.

- Io conosco la risposta – affermò infine Okalake, alzandosi in piedi. –
E’ il vento."

da “Kwani l’eletta”, di Linda Lay Shuler


Kokopelli è la divinità preistorica che fu importante per molte tribù della zona del Colorado, Arizona, New Mexico, Utah e ancor oggi amatissimo dai discendenti dei "Nativi Americani".

Quando Egli suonava, il sole usciva, la neve si scioglieva, l'erba cominciava a crescere, gli uccelli cominciavano a cantare e gli animali gli si raccoglievano intorno per sentire le sue canzoni.
La musica del suo flauto addolciva la terra e la preparava a ricevere il seme.
La magia del suo flauto si pensava stimolasse la creatività, che portasse la buona fortuna e prosperità a chiunque ascoltasse le sue canzoni ed aiutasse i buoni sogni a realizzarsi.

Lui e il suo flauto magico hanno viaggiato da villaggio a villaggio facendo regali e portando il buon umore a chiunque visitasse.

25.8.09

Gioco e realtà

Nella corte di casa, nel vecchio borgo, gironzolavano dei bambini, intorno ai 5-6 anni.
Una mattina ci trattenne Piero in chiacchiere semplici ed amabili circa il "parco-giochi" delle nostre case, tipo:
quante automobiline avete?
e il Lego?
ce l'avete il Biliardino?
e le biglie?
le racchette? etc,

quando dal terrazzo del piano di sopra, di questo intrigato, bizzarro ed eterogeneo condominio estivo, si sentì la voce di Viola, l'amichetta di Piero che lo cercava.
Ci raggiunse, nel giro di pochi minuti e, volgendo dalla nostra parte lo sguardo, si sorprese e disse all'amico, quasi con aria di rimprovero:
"Ma avevo pensato che stessi parlando con dei bambini..."

- "Infatti, sì!" Le ha risposto lui, assai serio.


e poi, rivolto a noi:
"ma allora, voi, con che gioco vi divertite?"

http://claudiocaprara.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/38949/Bambino%20calvo%20si%20pettina%20Delhi%20India%203%20gennaio%202008.jpg

Non smettiamo di giocare perché diventiamo vecchi,

diventiamo vecchi perché smettiamo di giocare .
Anonimo

24.8.09

“ Noi si è pettirossi, Saverio.” Iniziava sempre così...

… “Allora, c’era questo pettirosso,
piccolo che lo tenevi nel pugno della mano,
ma con le sue idee che nessuno riusciva a toglierle dal capo.

Voleva volare in qua e in là a veder il mondo,
becchettare dove c’era da sfamarsi,
e non gli piaceva per nulla
che gli avessero assegnato il suo posticino
e morta lì.

Così che un giorno prese il coraggio a quattro mani e si presentò dal signor falchetto, il re degli uccelli di bosco.
‘ Vorrei il permesso, signoria, di andare un po’ dove mi pare,
tanto non darei fastidio a nessuno, piccolino come sono.’

Così gli disse, e intanto gli tremavano tutte le penne.

Il falchetto s’adombrò immediatamente e fece la voce grossa:
‘ Questa è una faccenda che non mi piace per nulla.
Tu devi mettere la testa a posto e non star a disturbare con le tue pretese.
Fila via o chiamo le gazze’.

E nel dirgli questo, senza neppure farci caso, gli diede una zampata che gli artigliò a sangue un’ala.

L’aveva pagata cara quell’uccelletto la sua smania di libertà.

Ma testardo com’era, in due o tre giorni era di nuovo in aria a volare.

Certo, alla bell’e meglio, che arrancava dietro alla sua aluccia offesa tutta di sghimbescio. Sembrava diventato un pagliaccio tanto era buffo come si era ingegnato di volare con un’ala sola. E tutti gli uccelli giù a ridere.
E rideva a crepapelle anche il signor falchetto e le sue gazze.
Così che dal gran ridere nessuno si accorgeva che ad ogni giorno che passava il pettirosso volava sempre più in alto e un po’ più in là del posto che gli avevano assegnato.

E il giorno che il falchetto se n’è accorto il pettirosso volava così in su che dall’alto prese a bombardare sul capo il re degli uccelli a colpi di cacatine.”

Di Maurizio Maggiani da “Il coraggio del pettirosso

23.8.09

"Giornata Internazionale in ricordo della schiavitù e della sua abolizione"

Era la notte tra il 22 e il 23 agosto 1791:
gli schiavi africani organizzavano un’insurrezione a Santo Domingo dando inizio al lungo processo di abolizione della tratta transatlantica.
Sono trascorsi più di 200 anni da quell’evento e ancora oggi 175 milioni di persone ogni anno sono vendute, costrette al lavoro forzato o alla prostituzione.





Delle 2,5 milioni di vittime della tratta di esseri umani nel mondo, circa 1,2 milioni (50%) sono minorenni. Per quanto riguarda l'Italia, 54.559 persone vittime di tratta hanno ricevuto assistenza e protezione fra il 2000 e il 2007, tra cui 938 minorenni.

"Giornata Internazionale del ricordo della "traite négrière" e della sua abolizione"
proclamata dall'UNESCO
per il 23 agosto, sotto l’egida dell’Onu,
finalizzata ad imprimere la tragedia della tratta transatlantica
nella memoria di tutte le persone.

E ricordiamoci anche di questo:

http://www.globalpress.it/images/big/200808281215naufragio01g.jpg

22.8.09

Anima

"Quello che riguarda la gente
non è mai del tutto stupido:


http://images.artnet.com/images_US/magazine/features/drohojowska-philp/drohojowska-philp12-6-1.jpg
Magritte - Decalcomania - 1966

basta frugare dentro a dovere
e ci troverai sempre il suo senso"


M. Maggiani
da 'Il coraggio del pettirosso' - 1995-

13.8.09

Bye



Cantu t'amore
No mm’ha ccircare mai
ci quistu sentimentu
pi ssempre po’ tturare
no mm’ha ccircare mai…

Pi mme l’amore gghè
nnu sorrisu, nna carezza,
cocce ti ebbrezza
rubbate all’eternità.

Lassàmu quistu suennu
cu ndi culla dolcemente,
nui simu tuttu e nnienti,
ti paru bene e mmale,
noia e ddesideriu ,
lu critu e lu sussurru,
simu nnu pàrpitu ti azzurru
macchiatu nnu picchi ti gnoru.

No mm’ha ccircare mai
ci la fantasia mia
cu tu sempre si ‘mpiccia, (1)
no mm’ha ccircare mai…

Pi mmè l’amore gghè
nna scheggia t’infinitu
ttaccata a ddhu momentu
ca felice sta tti sentu.

Lu crigiu ti l’autunnu,
lu friddu ti lu iernu,
lu cautu ti l’estate
è quistu amore nuesciu;
primavera è la memoria
ti nnu passatu ca è futuru
e ca lu core sente
comu nnu magicu presente.

---------- Traduzione in italiano

Canto d'amore
Non domandarmi mai
se il nostro sentimento
per sempre durerà,
non domandarmi mai…

Per me l’amore è
un sorriso, una carezza,
gocce di ebbrezza
rubate all’eternità.

Lasciam che questo sogno
ci culli dolcemente,
noi siamo tutto e niente,
il bene e il male insieme,
la noia e il desiderio,
il grido ed il sussurro,
siamo un palpito d’azzurro
macchiato un po’ di nero.

Non domandarmi mai
se la mia fantasia
tu sempre accenderai,
non domandarmi mai…

Per me l’amore è
una scheggia d’infinito
catturata da un momento
della tua felicità.

Il grigio dell’autunno,
il freddo dell’inverno,
l’estate e il suo calore
è questo nostro amore;
primavera è la memoria
di un passato che è futuro
e che il cuore sente
come un magico presente.

8.8.09

La poesia non è fuori: è dentro

SIATE FELICI!!





Felicità

Felicità
è perdersi
nei tuoi occhi
nel tuo sguardo
che mi ipnotizza
nel tuo sorriso
che mi rapisce
nei tuoi fianchi
che mi ubriacano
nelle tue mani
che mi mancano.

Massimo Marcantoni
da La pazzia delle folle

"Per fare poesia
una sola cosa è necessaria:
TUTTO!"

7.8.09

Intessuta con i fili del tempo

"In me ho una parte di memoria dei miei morti,
ma c’è un’altra parte
che è la memoria della vita che dobbiamo difendere.
Molto di quello che a me è toccato fare non è un lavoro isolato,
ma è un lavoro che coinvolge molte persone
e che è la speranza di molte persone”.
da Intervista a Una piccola donna



NO alla Guerra
I caricaturisti e disegnatori di tutto il mondo
ci ricordano che l'umile colomba della pace,
con le sue candide piume,
rappresenta la speranza per una migliore qualità della vita
per tutti gli abitanti della terra.
http://www.partecipiamo.it/gif/volatili/pace_colomba.jpg
Con i loro disegni ci ricordano che mentre una parte di noi,
con la colomba della pace,
vuole indicare la nostra speranza per costruire un mondo ideale,
più armonioso,
più degno,
più giusto,
altri preferiscono le devastazioni e il caos della guerra
pur di mantenere i loro ingenti privilegi
e il loro insaziabile desiderio di distruzione.
Se la colomba della pace avesse la possibilità di esprimersi,
senza dubbio direbbe:
"No all'industria militare, non più guerre nel mio nome",
così come molti di noi dicono:
"No alla guerra, non più guerre nel nostro nome".

Premio Nobel per la Pace 1992
[Rigoberta Menchù Tum]

“Io ho molti sogni e molti sogni lascio nei diversi posti dove sono stata.
I sogni che devo conservare li conservo dentro ad un piccolo baule.
Non si può aprire, perché altrimenti i sogni scappano.
Non si possono dire i sogni”.

4.8.09

Love is.. like a porcospino

Una compagnia di porcospini, in una fredda giornata d'inverno, si strinsero vicini, per proteggersi, col calore reciproco, dal rimanere assiderati.
Ben presto, però, sentirono le spine reciproche;
il dolore li costrinse ad allontanarsi di nuovo l'uno dall'altro.

http://www.poster.net/haring-keith/haring-keith-heart-7200049.jpg Quando poi il bisogno di scaldarsi li portò di nuovo a stare insieme, si ripeté quell'altro malanno; di modo che venivano sballottati avanti e indietro tra due mali,
finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca,
che rappresentava per loro la migliore posizione.


A. Schopenhauer, Parerga e Paralipomena, II, 2, cap. 30, 396

2.8.09

Io non ho talenti straordinari. Sono solo appassionatamente curioso. -A. Einstein-

Narra la leggenda...
.. una ragazza, Huaxu, camminò per caso su un’impronta del piede del Dio della folgore, mentre si stava recando a Leize.
Ne rimase incinta e diede alla luce un bambino che si chiamò Fuxi (è l’Adamo cinese), con testa d’uomo e corpo di drago.
Fuxi fu considerato come l’antenato della nazione cinese.
Ed è per questo motivo che si dice che il popolo cinese discende dal drago.
Fonte..

"Il drago era il re di tutte le creature ricoperte da squame, più lungo rispetto a un pesce, e poteva rendersi visibile o invisibile, sottile o grosso, corto o lungo; saliva al cielo nell’equinozio di primavera e discendeva verso l’abisso profondo nell’equinozio d’autunno."
dal Shan Hai Jing - Libro dei Monti e dei Mari
Leggi anche:
Draghi Scolpiti


Il primo drago della Cina, lungo ben 1,80 m, costruito con conchiglie di forme e di colori diversi (i denti e gli artigli aguzzi sono bianchi e bruni, gli occhi rotondi neri e bianchi, la lingua è rosso scuro), è stato appunto scoperto a Leize, in una tomba di adulto, risalente all’epoca della cultura di Yangshao.

Ying Long, il Drago, era il dio della siccità, e lo si pregava per ottenere la pioggia. In Estremo Oriente, è simbolo della prosperità e del benessere.

Nelle rappresentazioni, spesso, il drago tiene nelle sue fauci o tra gli artigli, giocandoci, una sfera o un disco impropriamente chiamato sole o perla meravigliosa.
Essa sta a simboleggiare la purezza, collegata al senso della giustizia (legge), a cui il drago associato anche in rapporto al suo significato simbolico di animale del potere (dalla Dinastia Tang, del potere imperiale).


http://crufflerjj.com/adoption%20pics/Edited%20for%20Web/loose-ball.jpg Ebbene, con voi volevo condividere la seguente domanda:
ma come fanno a costruire, nella bocca del drago scolpito in marmo, ad esempio, una palla che non può essere introdotta dall'esterno??
Chi ce la mette dentro?
Come nasce?