Morte...L'opposto è desiderio.
Blanche DuBois
Sai cos'è la fortuna?È credere che sei fortunato, ecco tutto.
![]()
Stanley Kowalski
Morte...L'opposto è desiderio.
Blanche DuBois
Sai cos'è la fortuna?È credere che sei fortunato, ecco tutto.
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Stanley Kowalski
Dai particolari di vecchi fogli in soffitta, resta un appunto
che ora diventerà, grazie a voi, una riflessione e lo spunto di un post.
Vorrei conservare la formula della serenità nelle mie tasche,
impigliarmici le dita quando cerco una monetina per una mancia,
quando ho fretta e, come sempre, arrivo tardi agli appuntamenti,
e quando mi alzo scontrandomi con l'alba fredda e nebbiosa.
Credo sia bello sognare, inventare, illudersi, amare, sperare,
confidare nel bello e nel buono
anche quando non ci appare chiaro.
Mi piace pensare alla fraternità, come ad un'alleanza presente
che sta nei sorrisi, nella musica, nei cous-cous condivisi con le mani;
alla sorellanza, come ad un legame indissolubile
che chiama le donne alla solidarietà e alla ricerca di una lingua universale.
Non mi riconosco nella rincorsa al successo
al potere, alla dominanza:
amo stare nella mia anonima nuvola
di quiete e piccoli sapori
ed anche malumori.
Quel poco che mi rende paga
e che amo ugualmente condividere.
Vorrei vivere in un paese,
innanzitutto laico,
e dove sia possibile trovare un lavoro
che mantenga garantiti i miei diritti,
primo tra tutti quello di continuare a vivere!
Credo nell'origine delle parole
amore, libertà, futuro, tolleranza, democrazia, giustizia, cultura, satira, informazione, censurae RES-PUBLICA
tanto diversa dagli affaires privati e singolari
dei moderni demogoghi e distruttori di parole.
Una GUERRA è tale, se porta un'arma a tracollo
e NON può essere scambiata per PACE.
E la giustizia dev'essere innanzitutto un compito rispettoso del dolore delle vittime
senza schermi che incitano alle curiosità morbose e null'altro.
Vorrei sentirmi fiera degli eroi del mio paese
e condividere l'orgoglio con ogni cittadino
separando, senza imbarazzi,
le connivenze, le false morali e i dogmi asettici
dalla lotta quotidiana al crimine che passa
per la missione di chi si dedica all'informazione
all'investigazione, all'esporsi in prima linea
nel lavoro di pulizia.
Ed anche fiera dei luoghi e dei prodotti
di una cultura
fatta di saperi, sapori, colori, sudori, pensieri
aperti
sconfinanti
liberi
che sa di vero
e di buono.



E' un invito a conoscere i PLAYA DESNUDA, il gruppo friulano ska-reggae-rock steady, eccezionalmente recensito da Mr Brown, graditissimo ospite del blog,
"Il gruppo viene da Udine ed esegue una patchanka ska-rock che vanta un notevole seguito di pubblico nel nord-est italiano ed è molto attivo a livello europeo, favorito anche dal fatto di cantare indifferentemente in italiano, inglese, francese e spagnolo.Due anni fa sono incappato nel primo disco della band, composto di tutte covers, da cui emerge uno sviscerato amore per la new wave. Cito, a memoria..covers di: Talkin'Heads, Cure, Bronsky Beat, Tears x Fears, Duran Duran.. etc.... inoltre vengono rivisitati brani neomelodici italiani [Ranieri, Nada, AlBano] con un'attitudine più scherzosa, mi sembra.Le covers vengono eseguite secondo gli stilemi dello ska europeo più "mainstream" e contiene almeno due gemme: "Save a prayer" e soprattutto "Sign your name", di gran lunga il pezzo più indovinato dell'album, un rocksteady di gran respiro con un coretto finale "doo wop" da applausi [a conferma che è un tipo di musica che privilegia il "rythm & blues" rispetto al rock].A livello tecnico il gruppo è ben preparato ed eclettico, ed infatti il secondo CD confermerà la naturale evoluzione verso ritmi più rilassati e suoni più limpidi.
Molto belle "No te quiero", "C'est la ouate" e "Nel sole", ma le vere smash hits sono "Eye in the sky" e soprattutto "Femme fatale", molto ben cantata e con un ottimo riddim.A livello sonoro il lavoro migliore è su "Sabbia scura", che vanta echi di DUB ed ampi walkings di chitarra... forse una direzione sonora evolutiva dei PLAYA.D'altronde il loro punto di forza è l'esibizione dal vivo e questo spiega il grande numero di covers di canzoni ultra-famose.Tuttavia, se posso permettermi alcuni consigli per il futuro, suggerirei di incidere canzoni meno mainstream, magari pescando da un repertorio più BLACK e teneri i grandi successi solo per il live-act. Inoltre alleggerirei la costante ritmica in levare della chitarra, lasciando più spazio all'organo e con inserti di solo DRUM'N'BASS... infine è da scomporre maggiormente la sezione fiati..Già alcune canzoni del nuovo album "Burnin'love" sembrano indicare questa direzione; la strada è tracciata ed il bello deve ancora venire.
JA MAN, BETTAH MUST COME.
PS. Salutate per noi il mitico Rototom Sunsplash
Mr Brown"