31.12.10

Ci si vede nel 2011!

Maintenant, 
je suis là

 
Niger


 
Sacred site in Bunu Shrine


ed al mio ritorno, 
diventerò così:
 
Tuareg woman


 



   AUGURI A TUTTI

 [Questo post è stato lanciato nel vento prima della partenza]

22.12.10

Dialoghi in un cerchio di LUNA

Sognatore è chi trova la sua via alla luce della luna...

Alle sorelle della notte


La notte di LUNA piena è "più speciale" di ogni altra notte.
E quando essa cade nel giorno del solstizio invernale che,
per ulteriore coincidenza, avviene in contemporanea ad un eclisse di luna
accorciando ulteriormente la durata del giorno più breve dell'anno,
beh... tutto ciò, merita un pensiero.
A meno di rimandare l'appuntamento alla prossima occasione, qualora non fossimo impegnati in altre faccende amene, il 21 dicembre del 2094.

Nascono così i dialoghi in un cerchio di luna,
condividendo un auspicio, tutto femminile, peraltro,
di chiarezza,
di capacità di comunicazione,
di introspezione, fino all'anima;
in memoria dei cicli,
dello stupore e della curiosità,
della vulnerabilità e della variabilità.

Dialoghi di donne appassionate, piene di storia e di storie;
amareggiate, vinte e vincitrici al tempo stesso;
sotto una luna protettiva, accogliente e, come tutte noi, SORELLA.
La voglia di ridere, le emozioni nel contatto tra le mani.
Madre nutriente e instancabile: ferma, anche quando siamo noi ad ondeggiare.
Luna che rischiara i pensieri celati
che muove le acque
le onde
crea il suono
ci fa addormentare,
rilassare,
innamorare,
trasgredire

e moltiplicare.



NOTTE DI LUNA


Notte di luna
come un viandante
passi dall’altra parte del mare
con la tua pallida lanterna oscillante.
Io sono uno straniero,
solitario e distratto;
sul balcone lontano
così tu mi incanti,
e porti via il mio cuore..."
Rabindranath Tagore

19.12.10

"Il ne faut jamais faire comme les autres"

Ci sono storie che mi restano in mente e che, 
pensate in epoca attuale, 
son sicura, desterebbero ugual scandalo.

Enrichetta di Lorenzo
nacque a Orta di Atella nel 1820, e fu costretta a sposare Dionisio Lazzari, un uomo brusco, rozzo che la trattava "con le maniere le più rovinose, con le parole le più indecenti, con i modi più bruschi" e da cui ebbe tre figli.
Enrichetta passò alla storia ed alla cronaca rosa rinascimentale per la complicata relazione d’amore che la legò a Carlo Pisacane per tutta la vita: "dal 1847 in poi la donna del suo cuore lo seguiva e gli accarezzava della suprema carezza l’incerta vita".
"Sono sicura di essere da tutti condannata,
ma io li compiango,
giacchè essi non potranno giudicare di un sentimento
che forma la mia esistenza."

Fu, la sua, una scelta lacerante che, nella consapevolezza della tristezza in cui era piegata dal suo umiliante matrimonio, attratta dall'amore di sempre per Charles, si decise alla fuga nel 1847, abbandonando i figli.
"Pensando al passato non potete credere la vergogna ed il disprezzo che concepisco per me stessa, per tutte le donne che stringono fra le loro braccia un uomo senza sentire ciò che io sento per Charles, è un prostituirsi il mentire i sentimenti della natura"
Scriveva Enrichetta alla madre.

Serra-Capriola scrisse al Principe di Scilla che la esortava a rivedere la sua scelta e rientrare a Napoli:
"(..) debbo far conoscere che non vi è alcuna speranza di veder la signora Lazzari ritornare in famiglia, tanto più che la Polizia mi ha dato tutte le facilitazioni ed aiuti per riportare sulla retta via questa donna travata e madre snaturata". (Trovo in lei)" una riunione delle più esaltate e cieche passioni, con una sfrontatezza e la più orrida immoralità, e l’ateismo il più positivo".
Il diavolo è donna!
E non solo fedifraga, travita, ma anche politicamente, socialmente impegnata; divenne oltremodo una persona pericolosa per la sicurezza del Regno.

"Ei non prevedeva ma io sì e glielo dissi l’ultimo giorno."
Già, Enrichetta aveva scoraggiato fortemente Pisacane dall'impresa napoletana.

"Essa aveva assistito con grande inquietudine a tutti i preparativi della spedizione troppo generosa per dissuadere il suo Carlo in nome del suo amore o dei diritti della piccola Silvia, troppo intelligente e sensata per non prevederne il tragico esito; aveva, per mesi e mesi, taciuto. Ora parlò, con rude schiettezza. Non sapeva come ci si potessero fare tante illusioni sulla serietà e l'entità dei preparativi compiuti dal Comitato di Napoli. (...)"  -- In Nello Rosselli, Carlo Pisacane cit., pp 98-9


 ..- dove vai, bel capitano? -
Guardommi e mi rispose: - O mia sorella,
vado a morir per la mia patria bella. -
Io mi sentii tremare tutto il core,
né potei dirgli: - V’aiuti ‘l Signore! -
Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!


Enrichetta venne espulsa da Genova e mandata forzatamente ai domiciliari a Torino dalla polizia sabauda, che spesso le irrompe in casa con violente perquisizioni, la umilia storpiandole il nome in “Pisciacane” e subì il disprezzo della stampa fin dopo la sua morte, in quanto "donna traviata".
Addirittura, anche quando morì la figlia Silvia, l’impiegato comunale trascrisse nei documenti: "S'ignora la madre".

Ma la vita ha bisogni di atti e persone di coraggio che sanno discostarsi da vuote morali, principi e che non scimmiottano quel che "si deve".

Buona Domenica d'originalità!

18.12.10

«Guardatevi in giro, c'è una sola forma di pericolo per voi qui: la poesia» Neruda

Il cielo è di tutti


Qualcuno che la sa lunga
mi spieghi questo mistero:
il cielo è di tutti gli occhi
di ogni occhio è il cielo intero.

È mio, quando lo guardo.
È del vecchio, del bambino,
del re, dell'ortolano,
del poeta, dello spazzino.

Non c'è povero tanto povero
che non ne sia il padrone.
Il coniglio spaurito
ne ha quanto il leone.


Il cielo è di tutti gli occhi,
ed ogni occhio, se vuole,
si prende la luna intera,
le stelle comete, il sole.

Ogni occhio si prende ogni cosa
e non manca mai niente:
chi guarda il cielo per ultimo
non lo trova meno splendente.

Spiegatemi voi dunque,
in prosa od in versetti,
perché il cielo è uno solo
e la terra è tutta a pezzetti.



di Gianni Rodari


Mater Mediterranea ci suggerisce questa liaison poetica:


Il sole splende per tutti
ma non splende nelle prigioni
non splende per quelli che lavorano in miniera
quelli che mangiano carne cattiva
quelli che soffiano le bottiglie vuote che altri berranno piene
quelli che passano le vacanze nelle officine
quelli che mungono le vacche e non bevono il latte
quelli che dal dentista non vengono addormentati
quelli che hanno il pane quotidiano settimanale
quelli che l'inverno si scaldano nelle chiese
quelli che il sagrestano sbatte a scaldarsi fuori
quelli che vorrebbero mangiare per vivere
quelli che viaggiano sotto le ruote
quelli che vengono assunti. licenziati, aumentati.
diminuiti, manipolati, frugati. accoppati
quelli che non hanno mai visto il mare
quelli che puzzano di lino perché lavorano il lino
quelli che non hanno l'acqua corrente
quelli che spalano la neve per un salario irrisorio
quelli che invecchiano prima degli altri.

Prévert

16.12.10

12.12.10

S'isposonzu

A Barore, che ama la poesia e le tradizioni,
a Lucia per l'Amore,
e alla Sardegna



S'isposonzu


Est comintzada sa festa
sa die fit Dominica manzanu;
sunis a fiancu appare: unu a manca e unu a destra
sos isposos tochèndesi sa manu.


http://1.bp.blogspot.com/_oWWFJDoUG9k/TJDo75nbw8I/AAAAAAAAFAM/mJb325buoVE/s1600/ThumbJpeg.ashx+(3).jpg
1933 - fonte
Fatende giuramentu chi da custu momentu si aman
tota vida fitianu
giuramentu solenne pro unu affetu sintzeru e perenne
totu sos invitados sun bestidos
de nou ca, pro tale ocasione

E sorridentes
reos ed imbenujados donniunu a postu sou
pius costrintos de una parte e atera parentes
fòrmana unu corteu in custa beneita domu de Deu.
Est s'ora 'e sa missa
tota silentziosa e sa zente es prestende atentzione
e bidimus a issa bestida de isposa
ch'es pianghende pro comotzione.

Matrimonio
-1959-
Si infilan in sos ditos sos aneddos beneidos
e benit cunsagrada s'unione
unu santu dovere pro diventare maridu e muzere.

Cando ch'essin a fora cun su piatu in manu
ca b'at tantas in s'isetu ed ansiosas,
lis betan in cuss'ora de su trigu
sos ranos cun caramellas e fozas de rosas
a sos isposos novellos
ed istrintas de manu affetuosas.
Tottu cantu lil dana
ad usantzia nostra paesana.

Testo riveduto e corretto in sa Domo de su Bardaneri

10.12.10

pigramente

Donna


Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi,
i giorni si trasformano in anni….
Però ciò che è importante non cambia;
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito è a colla di qualsiasi tela di ragno.
Dietro ogni linea di arrivo c`e` una linea di partenza.
Dietro ogni successo c`e` un'altra delusione.
Fino a quando sei viva, sentiti viva.
Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite…
insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.
Non lasciare che si arrugginisca il ferro che c`e` in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.
Quando a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Però non trattenerti mai!!!

Madre Teresa di Calcutta

5.12.10

Libera la tua energia danzando!

Giovedì 9 dicembre 
alle ore 21 
all’Auditorium San Fedele, 
in via Hoepli 3/b 

(DOSTA = “basta”, in lingua romanes)

-l'iniziativa promossa dalla Commissione europea per diffondere la conoscenza della cultura rom e sinti-
si conclude con il concerto organizzato dalla Federazione Rom&Sinti insieme e l’Associazione UPRE ROMA in collaborazione con la Fondazione Fabrizio De André e Radio Popolare.

L'evento è a ingresso gratuito.



Il concerto si aprirà con un omaggio a Django Reinhardt, in occasione del centenario della sua nascita. Il grande musicista manouche che influenzò la musica jazz con le sue composizioni e il suo grande virtuosismo verrà celebrato dalla Delirium Jazz Band.

A seguire artisti rom incroceranno le loro voci e i loro strumenti con artisti gadje, creando originali ed insolite band promiscue:

- Tonino Carotone e la Banda del villaggio solidale

- I Perturbazione e il maestro George Moldoveanu e il suo violino magico

- La Banda Osiris e i Muzikantidi Balval,
con il maestro Jovica Jovic alla fisarmonica e Melissa Mattiussi alla danza


Nel corso del concerto si alterneranno immagini e testi con Dijana Pavlovic, Alessio Lega e ospiti a sorpresa

La serata sarà condotto da Davide Facchini di Radio Popolare.