19.6.11

La bontà è l’unico investimento che non fallisce mai. --Henry David Thoreau

Si rende sempre più difficile comunicare e stare vicini.
La paura dell'Altro, la timidezza, la diffidenza, le nostre rigidità di pensiero, i dogmi incomparabili ad altre Narrazioni.
Manca la flessibilità e, ora, anche l'abitudine persa nei comportamenti di chiusura, di rifugio alle scorciatoie di Short Message Service, SMS, email, chat, forum che garantiscono distanza, anonimato, controllo delle emozioni, che pur si scatenano in rovinosi flames, nella maggior parte delle web communities.


Nascere è ricevere un intero universo in dono.
Jostein Gaarder 

COMUNICARE = legare, costruire, render comune, partecipazione (dal latino"communicatio": comunicazione)


ma si lega anche ad altre etimologie

cum -munus” = “dono”, quindi: mettere in comune un dono,

“cum-moenia” "mura di recinzione", quindi: tra le mura

e "cummunis"  essere con, creare un rapporto.

Ecco,
ci manca il senso della generosità, del dare e dell'essere senza ipoteca, senza tornaconti, senza calcoli. Comunicare per desiderio e per il piacere della condivisione, dell'ascolto. Il DONO.
Un aprirsi senza prezzo.
Dare per non ricevere; non in termini materiali, quanto meno. Uscire dalla logica del do ut des, che ci ha drogato e ci attanaglia.




La compassione, l'altruismo, il buon cuore non sono unicamente nobili sentimenti di cui trae vantaggio il nostro prossimo. Sono stati mentali, condizioni mentali di cui beneficiamo anche noi stessi. 
Una persona altruista e compassionevole è in genere una donna o un uomo più felice, più sereno.
XIV Dalai Lama, Tenzin Gyatso

19 soffi:

Minerva Jones ha detto...

Questo tuo post mi ha riempito il cuore. Grazie infinite, ne avevo bisogno :-)

Mirino ha detto...

Ma come diceva Oscar Wilde, a volte l'altruismo può fa più male che bene. 'Diventa una parte della stessa malattia'..

http://mirino-viewfinder.blogspot.com/2011/01/oscar-wilde-on-socialism.html

È vero che quando i mezzi di comunicazione diventano sempre più sofisticati, la tendenza di nascondersi da dietro l'anonimato diventa anche più forte. Ma è anche normale è purtroppo necessario perché oggi la libertà esige anche l'anonimato.
In ogni caso nessuno ha bisogno di rivelare la sua identità per esprimere la sua verità. Allo stesso tempo altrove, i giovani stanno trovando anche i mezzi per mostrare al mondo ciò che succede da loro, perché i loro regimi aggrappano accanitamente al passato. Non hanno ancora capito che non è più possibile nascondere qualsiasi crimine né impedire al popolo di aver accesso all'informazione ed alla comunicazione. Il mondo diventa più piccolo più velocemente che si crede. Non è facile nascondersi.
Anche per questo Facebook mi sembra un'illusione ingenua. Collezionare 'amici' per darsi l'impressione che non è soli nel mondo.
Si può affermare alle centinaia tali amici che si ha l'intenzione di uccidersi, ad esempio. Nessuno di loro si muoverà. Ciò che è avvenuto del resto in GB. Una ragazza si è uccisa dopo avere annunciato la sua intenzione ai suoi numerosi 'amici' di Facebook.. Ecco un esempio tragica di quest'illusione.

Paolo ha detto...

Ciao Saamaya
ti si legge sempre con piacere

Inneres Auge ha detto...

L'altruismo in una società anarchica!

Anonimo ha detto...

"Una persona altruista e compassionevole è in genere una donna o un uomo più felice, più sereno."

Questa è un affermazione che ho riscontrato più volte essere assolutamente vera!

Ernest ha detto...

:)

NostraDannus ha detto...

Mi com-muove la profonda com-unione dei tuoi sentimenti.

Anonimo ha detto...

Un nostro proverbio va ancora più oltre:
a'he vene e non mires a 'hie(fai del bene e non guardare a chi lo fai).
E' una cosa bellissima ma non semplice, se penso infatti che questa "regola"deve essere applicata anche a persone come Santanchè Calderolie immondizia varia,"murrungio".
mater

Saamaya ha detto...

@Minerva, siamo in molti ad averne bisogno, mi sa.

@Mirino, l'anonimato è sacro. L'anomia è un rischio correlato: anche nella moltitudine di contatti che nulla hanno di reale.

Grazie, @Paolo

@Inneres.. con l'altruismo dominante, non ci sarebbe bisogno di difendere l'anarchia.

@Anonimo, sono assolutamente d'accordo.

@Ernest
:))

@NDannus, sempre speciale.

@Mater 'murrungia' pure: in questo blog ventoso è quasi d'obbligo, lo sbuffo.
Un'altra interpretazione potrebbe essere che il donare, non necessariamente debba avere dei destinatari noti ed identifiaabili.
Hai presente quelli che partecipano a progetti di adozioni a distanza e si crogiolano nel vedere le foto o ricevere le lettere dei bimbi, nei loro cicli vitali? Le grandi ONLUS hanno capito quel tratto di vanità e onanismo narcisista cui fa riferimento, in parte, @Mirino, citando O.Wilde e hanno costruito questa schema di solidarietà. Io mi sento in dissonanza.
Questo è un argomento largamente trattato qualche giorno fa con un'amica....

giardigno65 ha detto...

quanto hai ragione!

iggy ha detto...

>>Uscire dalla logica del do ut des, che ci ha drogato e ci attanaglia.

già, la generosità gratuita (anche nel comunicare) è più rara dell'aria pulita in metropoliana.

Mirino ha detto...

@Saamaya
Mi sembra che certi(e) provino a ritrovare la loro normalità attraverso gli altri. Facebook mi sembra un mezzo, forse perfino pericoloso, per mettere in pratica una tale illusione.
Ma in quei casi, i cercatori di amici non nascondono mai da dietro un soprannome. Per loro si tratta della realtà, quella in cui vorrebbero credere.

Mirino ha detto...

@Saamaya (a proposito dell'opinione di O. Wilde).
Sai che i paradossi piacciono molto a lui, ma quanto all'altruismo, malgrado la sua ironia, fu comunque sincero.
Bisogno leggerlo (per quelli che sono in grado di capire l'inglese, vedete il link sul mio primo commento - Oscar Wilde on socialism) per capire perché. È abbastanza divertente e visionario.

Anonimo ha detto...

la testa dà subito ragione al dalai lama... ma quanta fatica far diventare queste parole gesti quotidiani...

un buon tutto... festivo

Anonimo ha detto...

il buon tutto... dovrebbe bastare come firma... ma non si sa mai...

mirco

Saamaya ha detto...

@Mirino, difficile trovare spontaneità: dentro e fuori dal web. Era questo il mio messaggino 'acido'

La dissonanza accennata qua sopra, si riferiva all'attività esibita del dono; non a Wilde, che, anzi, supporta il mio pensiero in questo senso.
Comunque, grazie dei tuoi soffi in questo blog.

@Iggy & Mirco: appunto!

Anonimo ha detto...

Ho riletto le parole del Dalai Lama: una persona che prova com-passione per gli altri è serena perchè per prima cosa prova compassione per se stessa,è generosa con se stessa,ama se stessa, accetta con indulgenza la sua fragile natura e quindi accetta e com-prende gli altri.
Sembra una cosa ovvia e scontata,amare se stessi, ma non sempre è facile; personalmente me la prendo con chi "suscita in me sentimenti di rancore".E' chiaro che il rancore lo provo io ma voglio scaricare sull'altro la responsabilità del mio non nobile sentire.
Insomma l'altruismo e l'egoismo sono parenti stretti: si non sunu frades sun gremanos.
matermed.

Mirino ha detto...

È vero che la compassione comincia con sé (come la carità comincia da sé) Nessuno può essere sinceramente generoso con altri se non sa essere generoso con se stesso. La generosità reale è espressa con umiltà, mai in modo 'grandioso', ma l'umiltà è spesso l'ultima cosa che l'uomo riesce, a volte, ad imparare.

Dreamy Melrose ha detto...

Bellissimo questo post *-*
Arrivo qua grazie a Minerva :)