21.7.11

Fuori di .. CELLA

28 giugno 1885: la Legge n. 3.183  autorizzò l’espropriazione dell’Asinara per stabilirvi una colonia colonia penale agricola e ospitava detenuti in regime di semi-libertà.

Inizia, all'isola, la storia delle detenzioni.

Durante gli anni di Piombo venne utilizzato come Carcere Speciale  per la reclusione dei maggiori esponenti del gruppo terroristico delle Brigate Rosse (tra questi lo stesso Renato Curcio) e dell’Anonima Sequestri Sarda

(*) “La mia destinazione era una piccola costruzione che le guardie chiamavano pollaio perchè vi aveva tenuto le sue galline la moglie del direttore: quattro celle strettissime, seminterrate, con la finestra dalla quale nei giorni di pioggia, entrava l’acqua a torrenti. Una porta bassa, da pollaio, appunto, che non potevi superare se non abbassandoti. In tutto quattro metri per tre. Dovevamo vivere in quattro, su due letti a castello e come unico mobilio, un tavolino fissato al pavimento e quattro sgabelli.”

Spostamenti del detenuto dalla cella vengono ridotti al minimo; censura e controllo della corrispondenza in arrivo ed in partenza dei detenuti, così come dei cibi, dei medicinali, ..; vengono sequestrati giornali, libri, foto dei familiari e documenti. Perquisizioni personali ed in cella. Nelle celle di massima sicurezza le porte sono blindate e consentono un controllo continuo dei detenuti.


(**)“..faceva un freddo terribile, mi fecero entrare in una stanza gelida. Ebbi una perquisizione ed una “visita ginecologica” per vedere se nascondevo qualcosa nella vagina. Erano metodi studiati per spaventare ed intimorire.” 
(*) (**)  Testimonianze tratte da 
“Massima sicurezza- Dal carcere speciale allo stato penale.” 
di Salvatore Verde


"..23 ore e mezzo chiusi in una cella di tre metri per quattro, ognuna di queste celle ospita quattro prigionieri, pochissime sono le celle che si incontrano al passeggio, tutto questo porta all'isolamento totale, alla distruzione del corpo e all'annientamento psicologico...
...Non mettere roba da mangiare nel pacco, non ce la danno più. "
da "Carcere informazione" maggio - giugno 1978 - Fornelli _ Asinara

Chiuso negli anni ‘80, venne riaperto come carcere di Massima Sicurezza nel 1992 per la restrizione di grossi esponenti della Malavita Organizzata, a seguito dell’art. 41 bis:
Calogero Sacco, Antonino Buccellato, Tommaso Scaduto, Gaetano Accardi, Nino Bonventre, Diego Gioia, Gaetano Badalamenti, Giuseppe Chiaracane, Nicola Cancelliere, Calogero Sinatra, Vincenzo Ragona, Giacomo Coppola, Mario Brusca, Luigi Cali e Rosario Terrasi, Nitto Santapaola, Giuseppe Brusca ... e l'ultimo boss mafioso ad essere rinchiuso fu “ Totò u curtu”/Salvatore Riina
Controllati a vista 24 ore su 24, le loro celle erano illuminate notte e giorno, i bagni non avevano porte, dallo sportello dotato di vetro antisfondamento il detenuto era sempre visibile alle guardie carcerarie. Erano presenti piccoli cortili per l’ora d’aria in modo da garantire che i diversi detenuti, non si incontrassero tra di loro.

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La Direzione del Super Carcere ha sempre più o meno spiccato per spietatezza, durezza, violenza, sevizie psicologiche, nonchè per la  fatiscenza delle sue strutture: le medesime mura dal 1885, mai rinnovate se non in maniera minima!


Il sistema dei controlli conta un'unica falla: la sola evasione riuscita fu quella di Matteo Nicolò Boe, nel 1986: un 28enne di Lula, detenuto per il sequestro di persona (attività che continuò a 'svolgere' fino all'arresto in Corsica) che evase dall’Asinara con un complice, Salvatore Duras (subito ripreso, grazie alla complicità della sua futura moglie, Laura Manfredi.




Il Carcere dell'Asinara venne definitivamente chiuso con l’istituzione del Parco nel 1997.


Consiglio approfondimenti:

9.7.11

Il presente è perpetuo.

Il riposo è il condimento
che rende dolce il lavoro.
Plutarco


 

Ciao, amici di tastiera.

Saam

2.7.11

Dolce Amore, rinnova la tua forza... (Shakespeare)

E' a partire da questo post ['Vi dichiaro felicemente separati!'] che nasce il seguente ...



Nasce dalla mia convinta idea che un qualsiasi rapporto (amicizia, amore) vada costantemente rinfrescato nel senso, nelle forme, nelle riformulazione dei desideri e degli intenti, per evitare che la vitalità si sostituisca con (s)comode abitudini e clichés vuoti.

E pare non sia l'unica a pensarlo.
"L'amore che non si rinnova ogni giorno
diventa un'abitudine e si trasforma in schiavitù." 
scriveva infatti anche Kahlil Gibran


Così, tra qualche scambio e lettura, scopro che gli sciiti prevedono nel loro ordinamento, l'istituto giuridico  del nikah al mutah (dall' arabo: matrimonio di godimento) che consente ad un uomo e ad una donna di contrarre matrimonio davanti a un mullah per avere un pezzo di carta da mostrare alla polizia religiosa, di durata limitata nel tempo: da poche ore, giorni, mesi o anni. In Iran il contratto è chiamato sigheh ed è per lo più praticato dalle giovani benestanti del Paese.

C'è tutta una vita in un'ora d'amore.
Honoré de  Balzac

Ci sarebbero considerazioni da approfondire in merito, ma, spostandoci velocemente alle nostre longitudini, ritrovo invece, presso la religione cattolica, il rito del Rinnovo della Promessa d'Amore e del Voto matrimoniale,  (consigliata la data del 27 dicembre, giorno in cui la Chiesa festeggia la Sacra Famiglia) attraverso una cerimonia sacra che rinnova il patto davanti al Dio
"..oggi voi dichiarate pubblicamente davanti a Dio, famiglia, ed amici,
quello speciale amore che vi lega
e rinnovate l’impegno durevole di percorrere la vostra vita 
come partner nell’amore e nella vita."

e benedice gli anelli, simbolo d’integrità e pace nella forma dell'infinito.


 "Nel dare e nel ricevere questi anelli,
voi riconoscete ancora che la vostra vita rimane unita in un unico cerchio non interrotto,
dovunque voi andiate, voi sempre ritornerete alla vostra vita insieme."



Il rito prevede anche che sull’altare siano disposte 3 candele, i due sposi prenderanno quelle esterne per accendere insieme quella centrale, gesto che rappresenta il simbolo dell’unità, della fusione da singoli individui ad un solo.

 

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