Ellen Johnson Sirleaf, Presidente della Liberia,
la sua connazionale
Leymah Gbowee che ha mobilitato le donne contro la guerra civile nel Paese,
e
Tawakkul Karman, attivista per i diritti delle donne yemenite e per la democrazia:
tre donne comuni di Paesi in via di sviluppo, di quelle che non appaiono sui giornali tra le prime notizie, ma ugualmente simbolo della ''lotta non violenta in favore della sicurezza delle donne e del loro diritto a partecipare al processo di pace'' premiate con il
NOBEL PER LA PACE 2011.
Si è realizzato un sogno, per gli attivisti delle due associazioni
ChiAma l’Africa e Solidarietà e Cooperazione Cipsi che da 3 anni hanno promosso la
Campagna Noppaw, per l’assegnazione del Nobel per la Pace a tutte le donne africane e che, ovviamente il blog
FIGLI DEL VENTO ha aiutato a divulgare, sostenere e promuovere.
Tutto è iniziato nel 2008, a Pikine, popoloso sobborgo di Dakar, Senegal, con la "Charte del Pikine", in cui tutte le associazioni della Società civile richiedevano un riconoscimento alle donne come colonna portante del continente africano.
Mi fregio dell'onore di conoscere Alex e Nadia di
ChiAmalafrica e del privilegio di aver viaggiato accanto a loro proprio in quei posti ed altri spazi d'Africa nera, affascinante e inebriante per la ricchezza di umanità, essenzialità e genuinità dell'essere;
di aver condiviso, fin dalle origini questa campagna cui mi lega, non solo l'amore per l'Africa, ma specialmente il pensiero verso le donne di questo continente considerate come un miracolo di sopravvivenza laddove è spesso difficile anche solo vivere.
E dunque questo premio è esattamente in linea con lo spirito della Campagna che ha messo in evidenza il ruolo delle donne come
costruttrici di pace e di democrazia. È stato riconosciuto un senso nuovo e più ampio alla parola pace:
non solo assenza di guerra ma anche lotta per i diritti, cura della famiglia e della comunità, la salvaguardia dell’ambiente, la prevenzione della salute, la gestione dell’economia con le piccole imprese e il microcredito.
Un premio a 3 donne ma nel cui modo di agire si riconoscono tutte le africane,
sostiene Hélène Yinda, intellettuale del Camerun
«È un giorno di grande felicità.
È la vittoria della solidarietà tra le africane,
il riconoscimento che quello che le donne fanno ogni giorno le rende artigiane di pace»
da La lunga marcia delle africane divenute «artigiane della pace»
Mi unisco alle felicitazioni ed anche ai ringraziamenti per tutti coloro che mi hanno seguito in questa Campagna.
L'Africa continua a camminare verso il futuro e, come amo ricordare, è ancora in grado di correre in aiuto all'Occidente, se solo si volesse.
Sarà organizzata una grande festa il 10 dicembre,
in occasione della giornata mondiale dei diritti umani e giorno in cui verrà consegnato il Nobel per la Pace alle tre donne vincitrici,
dove sarranno invitati tutti coloro che hanno sostenuto la Campagna
a scendere nelle piazze e nelle strade in Italia e nel mondo per festeggiare questo riconoscimento.
NOBEL PACE: DA MADRE TERESA A SUU KYI, 15 PREMI IN ROSA
- 1905: Bertha von Suttner (Austria).
- 1931: Jane Addams (Usa).
- 1946: Emily Greene Balch (Usa).
- 1976: Mairead Corrigan e Betty Williams (Gb).
- 1979: Madre Teresa di Calcutta (India).
- 1982: Alva Myrdal (Svezia).
- 1991: Aung San Suu Kyi (Myanmar).
- 1992: Rigoberta Menchu (Guatemala).
- 1997: Jody Williams (Usa).
- 2003: Shirin Ebadi (Iran).
- 2004: Wangari Maathai (Kenya).
- 2011: Ellen Johnson Sirleaf and Leymah Gbowee (Liberia), Tawakkul Karman (Yemen).