21.11.11

Non si è morti fin quando si desidera sedurre ed essere sedotti. -Baudelaire-







Rinuncia al tuo potere di attrarmi
ed io rinuncerò alla mia volontà di seguirti.

William Shakespeare


http://farm5.staticflickr.com/4125/5035693894_181037d030.jpg
Afrodite accovacciata (detail)

14.11.11

Non ho diritto ad essere triste

Freddo, nero, arido,
vuoto, aspro, indigesto,
odioso, arduo, penoso,
irto, erto, spinoso,
ruvido, maleodorante, caotico,
ingombrante,
doloroso,
cronico,
irritante,
dispendioso,
pungente,
faticoso,
urticante,
malato, severo, impietoso.

La danza delle ore - Previati -  1899
Luce,
danza,
mano,
virgola,
fratello,
balsamo,
nuvola,
...

La nebbia sta.

Eppure. Io.

Saam


"Finché questo c’è ancora - pensai- e io posso godere questo sole, questo cielo senza nuvole, non ho il diritto di essere triste.
(...) io so che in qualunque circostanza c’è un conforto per ogni dolore.
E credo fermamente che ogni afflizione può essere molto lenita dalla natura."
Anna Frank – Il Diario Di Anna Frank

11.11.11

"Chi ha un perché per vivere, può sopportare tutti i come" F. Nietzsche

Raccontami il vento 
che è quello che sa più storie.




Un punto piccoletto,
superbioso e iracondo,
" Dopo di me - gridava -
verrà la fine del mondo! "

Le parole protestarono:
" Ma che grilli ha pel capo?
Si crede un Punto-e basta,
e non è che un Punto-e-a-capo".

Tutto solo a mezza pagina
lo piantarono in asso,
e il mondo continuò
una riga più in basso.

[IL DITTATORE. G. RODARI]

7.11.11

S'i' fosse foco, arderei il mondo

All'Uomo della Capanna.


Il TEMAZCAL è un un rito sciamanico millenario tipico che i Tolteca, i popoli indigeni preispanici della Mesoamerica (Messico, Guatemala e Belize) utilizzavano per purificare il corpo in seguito a sforzi quali battaglie o altre sfide, ma anche  come metodo per il benessere della mente e dello spirito; in lingua nahuatl significa "casa del vapore" o della purificazione (Temaz=Vapore e Calli=Casa).

Si tratta infatti di un bagno a cupola di forma circolare,   a vapore di acqua ed erbe aromatiche; generalmente costruito con rocce vulcaniche (ma può anche essere costruito con foglie, pelli o teli in fibra naturale), o mattoni di fango, all'interno del quale viene provocato il vapore   con acqua versata su pietre porose scaldate da un fuoco situato al centro della struttura.

"Il rituale veniva celebrato in molte occasioni: per assistere le donne durante il parto, per accompagnare i più anziani durante il passaggio dell’ anima nell’ aldilà, per prendere decisioni importanti per la vita della comunità, per preparare i guerrieri ad affrontare la paura della battaglia, per aiutare i malati e, in quanto luogo di preghiera, per mantenere le tradizioni e curare e riportare unione nelle relazioni."

Questa terapia millenaria è eseguita da un Temazcalero che dispone la preparazione del sudario e, durante il rito, dirige con un ventaglio, il vapore verso i presenti.



Bienvenida Piedra

Bienvenida Agua.

 

5.11.11

Gli invisibili maestri di strada

Sull'intero territorio nazionale si stima un numero compreso tra i 65.000 e i 120.000 poveri "estremi"; nella sola città di Milano, la città del business, sarebbero 5.000 senza dimora, più un grande numero di stranieri e rom domiciliati nelle aree dismesse.

Il numero è in continuo aumento, legato alle condizioni precarie del lavoro degli ultimi anni.
Tra le diverse iniziative di volontariato sociale, legate per lo più ai bisogni primari quali cibo, raccolta d'abiti, ospitalità, cure mediche, mi ha colpito l'apparente vena frivola offerta dal Centro Benesserecapelli (diffusi in Lombardia e in Veneto), in collaborazione con i City Angels di Milano: a partire dallo scorso 3 ottobre 2011, il primo lunedì di ogni mese viene offerto gratuitamente, a circa cinquanta senzatetto, un taglio di barba e capelli presso la sede dei City Angels in Galleria Tonale, in Stazione Centrale, a Milano.
L'obiettivo primario, finora, è quello di servire coloro che sono in cerca di un lavoro, per preservare una buona immagine ai colloqui.



"Mi sentivo povero,
e andavo di porta in porta
con la mia fame."

Noi blogghiamo… e tu?

2.11.11

Noi viviamo per gli abiti, con gli abiti e negli abiti

Non dovrebbe nemmeno stupirci particolarmente giacchè, anche a queste latitudini esistono mode e comportamenti che non ti spieghi e che non hanno ragioni per manifestarsi e replicarsi.
L'argomento 'MODA' non è proprio il mio forte e ho sempre diffidato degli stili che ti rendono simile a chiunque;
non so cosa sia una marca cui sono primitivamente contraria, senza sapere, per ciò, di essere una "No-Global".
Non esiste: impiegare energie, tempo e denaro, in condizioni di presunta capacità d'intendere e volere, per ricercare l'ultimo capo griffato.
E' un insulto all'intelligenza e alla condizione di fame, nel mondo.

E se poi, dentro l'abito bello, colorato e firmato, con grande attenzione ai dettagli, c'è un prestante modello delle strade di Brazza a Bakongo, nella Repubblica del Congo,
 
che sfila nelle strade fangose e bidonvilles, fra lamiere, sedie di plastica e strade affollate, di uno dei paesi più poveri del mondo, beh, diventa ancor più stridente lo scarto.

«Si potrebbe dire che la Sape è un mondo a parte. O meglio, un mondo all'interno di un altro mondo all'interno della città, anzi di molte città, considerando che si tratta di un fenomeno specificamente locale, che coinvolge i quartieri di Bacongo a Brazzaville e Matonge a Kinshasa, e allo stesso tempo internazionale con ramificazioni a Parigi, Bruxelles e in alcune zone di Londra»
Paul Goodwin su 'Gentlemen of Bacongo'-Daniele Tamagni -2008

Sono i SAPEURS: molti vivono comunque in case modeste ma rinuncerebbero a mangiare pur di dedicarsi all’eleganza più sfrenata firmata Versace, Prada e Gucci. Come un'ossessione e un capriccio, ma SAPE -Société des Ambianceurs et des Personnes Élégantes (Società delle persone eleganti che fanno atmosfera)- è diventata una fede con i suoi adepti ed una filosofia
L’ispiratore di questa sottocultura dell'alta moda fu Andre Grenard Matsoua che, dopo aver trascorso qualche anno in Francia con blazer a 3 bottoni e pantaloni bianchi,  tornò in patria negli anni '20, vestito di tutto punto.  Ma fu Papa Wemba, il musicista zairese che, negli anni 70, per opporsi al dittatore Mobutu che proibiva l’uso di giacca e cravatta come “simbolo degli oppressori europei” indossava deliberatamente  abiti sontuosi, acquistati nelle più esclusive boutique d'Europa.
Il suo stile travolgente diede vita ad una vera e propria rivoluzione dei costumi destinata a propagarsi come un’epidemia nel cuore dell’Africa.
«Il fenomeno ha acquistato i contorni di una vera e propria ossessione per la griffe»,
sosteneva l’etnologo francese Jean Rouch.

To be cool in Congo is to be a ”sapeur.”
Ogni sapeur degno di questo nome deve possedere due cose fondamentali: 
un completo perfetto 
e un repertorio esclusivo di pose.
E deve attenersi alle regole della Sapeologia.

Ma la SAPE dovette interrompere la propria attività negli anni dal 1997 al 2002, gli anni della Guerra Civile. Infatti i Sapeurs si definiscono Non-Violenti e, nei loro motti compare
“Let’s drop the weapons, let us work and dress elegantly.”

Al ritmo della musica di Papa Wemba, sfilano su abiti maschili sagomati con giacche lunghe sui fianchi e attillate alle spalle: un’eleganza che rinnova negli accostamenti insoliti dei colori il dandismo parigino con un tocco technicolor.

Una grande voglia di riscatto sociale che passa attraverso l’abito.