14.1.12

Un vestito, io, nemmeno ce l'ho

Li porta la fame
la speranza
il coraggio della gioventù
o la disperazione del padre
che sogna, per la sua creatura, il meglio, dal nulla.
Come sabbia del deserto avanzano
senza un argine
e senza bussola
Vendendo l'avvenire ai promettenti mercanti delle onde
ad un prezzo  che un giorno dovrà pur scontarsi
nel portafoglio di questo mondo
avido
incredulo ed addormentato
che non sente le grida
lontane
nel mare
che inghiotte
nero
 
e affonda senza rumori
nè palcoscenici di finto
e mal razionato dolore .

Nel cimitero liquido
affogano anche le premesse
di tanti amori e progetti
di programmi politici ed economici che s'incagliano
negli scogli di una perduta fratellanza.

Salvo poi....

SERIE A!




9 commenti:

gattonero ha detto...

Il mare: nostra culla e nostra tomba.

ruhevoll ha detto...

Il più bello dei mari è quello che (ancora) non navigammo. (Hikmet)

Un abbraccio amica mia!

fracatz ha detto...

son disgrazie, che rientrano nelle statistiche annuali

Silvano Bottaro aka novalis ha detto...

"...il mare d'inverno / è un concetto che il pensiero non considera / è poco moderno / è qualcosa che nessuno mai desidera"

Ciao Giovanna :)

Anonimo ha detto...

I sardi,alcuni sardi, dicevano: "furat chie veni da-e su mare".
Non credo avessero ragione;Il mare è liquido amniotico che ti nutre, ti protegge, ti fa crescere, ti mette in contatto con gli altri,ti aiuta a non essere isolato perchè "nessun uomo è un'isola".
mater

Saamaya ha detto...

Bellissima la citazione da Hikmet, @Ruhe. Grazie.

Il mare coccola, consola, ma, prende e ruba.

Nessun uomo è solo monade: a volte, i confini ce li creiamo noi, Mater. Un caro abbraccio.

Ciao, tutti @@@@ !

duhangst ha detto...

Che brutta disgrazia.

Minerva ha detto...

http://photos-d.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc1/hs262.snc1/8925_1101195219164_1505210495_30248467_6867821_n.jpg

Questa immagine, mi uccide, credo tu la conosca: a Lampedusa un pescatore raccoglie da mesi i vestiti che rimangono impigliati nelle sue reti e ne ha fatto un monumento alla vergogna.
Ciao, sorella mia.

Saamaya ha detto...

Sorella, tu m'hai capito in profondità.