7.4.12

«Nec sine te, nec tecum vivere possum» Ovidio


Poiché l'insegnante di scuola elementare è troppo timida per tenere la lezione di educazione sessuale, la trasforma in un compito a casa per gli alunni.
Pierino interroga il padre, che borbotta qualcosa a proposito di una cicogna. La nonna gli dice che lui proviene da un campo di cavoli, 
mentre la bisnonna arrossisce e risponde che i bambini vengono dal grande oceano dell'esistenza.
Il giorno seguente la maestra chiede a Pierino di illustrare i risultati del suo compito a casa. 
Pierino risponde: 
«Ho paura che ci sia qualcosa che non va nella mia famiglia. 
Apparentemente, sembra che nessuno abbia fatto l'amore... da tre generazioni!».

 

La nonna osserva il nipote mangiare la minestra con il cucchiaio sbagliato,
impugnare il coltello dall'estremità sbagliata,
mangiare la carne con le mani,
versare il té sul piattino e soffiarci sopra.
«Non hai imparato nulla osservando tua madre e tuo padre mentre mangiano?» chiede la nonna.
«Certo» risponde il ragazzo, masticando a bocca aperta 
«ho imparato a non sposarmi mai




7 commenti:

Inneres Auge ha detto...

mi sa che ha imparato bene!!

Saamaya ha detto...

;-)

nheit ha detto...

difficile essere adulti. uno da adolescente dice " non sarò mai come loro "e poi si ritrova già grande. con gli stessi dubbi e paure di dire.l'educazione sessuale comincia in famiglia. appena si nasce.dall'aria che si respira . dalla sincerità e dall'affetto. dalla comunicazione delicata e continua .la scuola può riprendere le storie di famiglia e rendere consapevoli delle emozioni dei sentimenti delle realtà che si vivono in quella età- e come è difficile fare tutto questo e il pericolo costante è la frattura il silenzio il nascondersi. non si guarisce più.però una strada di unione tra generazioni ecco è il sorriso nelle cose .come qui

gattonero ha detto...

In passato spiegare il sesso ai bambini era un problema: oggi un ragazzino poco-poco sveglio, a un padre che chieda cosa sa dell'argomento, risponderebbe: "Ti è piaciuto fare il porcellone, adesso mi tieni!", sennò racconto a tutti come fu.
E da qui nacque la storia dei bamboccioni: da un ricatto.
Ciao.

ruhevoll ha detto...

Ricordo che nella mia scuola incaricarono un prete di farci educazione sessuale, ed era una scuola pubblica!!!

Anonimo ha detto...

Io ricordo quando il mio primogenito, , tornò un giorno a casa adiratissimo; aveva,allora, otto anni , ce l'aveva con me perchè gli avevo detto una grossissima bugia.Il fatto era questo:mi aveva chiesto come aveva fatto a uscire dalla mia pancia e io gli avevo detto formalmente la verità: mi hanno fatto un taglio e ti hanno tolto fuori i medici, lui era rimasto soddisfatto fino a quando un compagnetto un po' più sapiente gli aveva detto che i bambini "naschini in culu"(sic),dunque ero bugiarda.Allora ripresi il discorso e fui esuriente( anche perchè era abilissimo "a che tirare su merme da-e sa praga"),così esauriente che rimase ore a saltare tutto contento perchè lui,a differenza dei più, "non fit naschiu in mesu de sa merda e de su pisciu".Sono le sue testuali parole perchè con me i miei figli parlano in sardo stretto.Mi scuso per la lunga tirata ma mi piace sempre ricordare questo episodio per dimostrare, se mai ce ne fosse bisogno,quanto sia difficile il "mestiere " di genitori.
mater

Saamaya ha detto...

@Nheit, è la perdita della spontaneità che poi genera imbarazzo e vergogna. Ci nascondiamo dietro le nostre ombre.

@Gattonero: per fortuna, i bimbi ci superano. Ma non è sempre un bene.

@Ruhe: adesso capisco tutto!!!
ahahaha

@Mater, al tuo posto, sarei sprofondata, un po' dal ridere, un po' per l'azzardo. Un premio al primogenito.