“Naabe Rajab ha compiuto numerosi crimini
punibili in base alla nostra legge”
ovvero ha rilasciato un'intervista a un giornalista e per questo, verrà incarcerato!
Continuano gli scontri nell'isola del Bahrein (مملكة البحرين ), minuscolo regno del Golfo Persico.
Qualche settimana fa il popolo del Bahrein ha boicottato in massa il Gran Premio, lasciando gli spalti praticamente vuoti, mentre la polizia sparava ai manifestanti: 5mila persone sono scese in piazza per protestare contro il governo cercando di sfruttare l'attenzione mediatica veicolata dal Gran Premio.
Anche lo scorso Marzo, la protesta era stata soffocata nel sangue, con l’appoggio delle truppe dell’Arabia Saudita e del Kuwait ed era partita la 'caccia' al dissidente e all'infedele alla monarchia della famiglia al-Khalifa.
«Per un anno il popolo del Bahrein ha lottato contro il regime oppressivo del re.
Sono stati assassinati per le strade,
travolti dai veicoli, picchiati, torturati,
colpiti da lanci di gas lacrimogeni
anche nelle loro case,
sequestrati dalla polizia».Questo il messaggio contestuale all'atttacco di ANONYMUS, direttamente sul sito web del Gran Premio del Bahrein

Ho trovato nel web questa particolarissima GUIDA turistica INSOLITA e NON AUTORIZZATA messa a punto da Bahrain Watch che potrete trovare qua:
Scaricatela. Per conoscere.
6 commenti:
Lo sport potrebbe aiutare boicottando e invece...
Se ne parlò appunto durante il gran premio, per forza di cose, e poi è caduto il silenzio. Ma laggiù c'è il petrolio...
tra gli emirati il bahrein era considerato il più democratico, il più tollerante, tanto da raccogliere il turismo arabo in cerca di diversivi e shopping occidentale.
ha ragione alberto...lì ci sono interessi...gli stess che hanno messo a tacere l'interdizione delle donne saudite alle olimpiadi 2012 e ciò che ne è seguito
Il petrolio,potente divinità che se ne frega della libertè egalitè fraternitè.
Una mia conoscente cattolica apostolica romana dice:
"Sa gente,kommo, adorada a nostra segnora de su petrolicu prus de nostra segnora vera pro kussu es kiDeus nos kastikada".
Forse ha ragione,comunque venga chiamato chi ci castiga.
mater
non c'è niente da sperare dal mondo dei motori (a benzina)
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