Siamo nelle mani di chi, scusate?!?
Mi riferisco alla proposta di legge che porta la firma di Ciccioli, Guzzanti, Marinello, Barbieri, Jannone, Picchi, Garagnani e Polledri "Disposizioni in materia di assistenza psichiatrica".

Mentre la moderna psichiatria opera per la contaminazione di pratiche di empowerment che riconoscano i diritti alla cittadinanza degli ammalati, anche psichiatrici, che esalti la competenza, oltre alla responsabilità del singolo, al di fuori delle etichetti di malattia e in lotta contro lo stigma, loro, questi illuminati deputati, ritengono che una riforma della Legge 180 del 1978, debba passare attraverso questi innovativi principi:
Oltre agli ASO, e agli interventi sanitari obbligatori (TSO) già presenti nella precedente Legge, si parla di trattamento sanitario necessario dove sarebbe interessante comprendere a chi sarebbe 'necessario' tale intervento.
E' previsto il ricovero senza consenso con obbligo all'assunzione di terapia (alla faccia della compliance!)
e introduce il trattamento necessario extraospedaliero prolungato è finalizzato a vincolare il paziente al rispetto di alcuni principi terapeutici.
Lo Psichiatra sarà tenuto ad effettuare visite al domicilio entro 5 giorni da una segnalazione di familiari o conviventi di esordio di una psicopatologia. Non so, ma mi ricorda tanto il clima dei regimi dittatoriali che si basano sulla delazione del vicino di casa e che lascio un arbitrio incontrollato in mano a possibili incompetenti.
[Quasi quello che accade su OkNotizie dove alcuni utenti che s'identificano con la Norma e la Verità, segnalano gli articoli inseriti da altri utenti, con la generica obiezione di "scarsa qualità" Chi controlla i controllori?!]
Il paziente assume un'unica identità: quella dell'ammalato e non ha nemmeno diritto ad avere le informazioni sul proprio stato di salute, venendo limitata la sua libertà di azione.
"In sostanza un medico del SSN, anche qualunque, può internare chiunque sulla base di presunte valutazioni diagnostiche (accertamenti) e tali valutazioni sono “prevalenti sul diritto alla libertà”. Nessun incubo orwelliano potrebbe essere espresso in forma migliore. Valutazioni mediche indifferenziate hanno il potere di interdire un cittadino. Questa è sì la follia."
Caro amico di blog, ti chiedo di firmare questa petizione e di fermare questo obbrobrio etico, culturale, civile, su questo link: Manicomio No Grazie!
2 commenti:
Sto seguendo anche io la questione, ed è agghiacciante. Si torna indietro rispetto alle conquiste e competenze terapeutiche sviluppate sinora per - di fatto - portare all'interdizione della persona in oggetto (il che apre anche a un rischio di strumentalizzazione politica e sociale verso chi è 'scomodo'), e renderla destinataria di un atto di violenza inaudito. C'è da avere paura.
Firmo subito.
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