4.6.12

AMORE e'..

"La vostra vocazione non e' facile da vivere, specialmente oggi, ma quella dell'amore e' una realta' meravigliosa, e' l'unica forza che puo' veramente trasformare il mondo".
Benedetto XVI alle famiglie _ Milano 2012

Ho come l'impressione che si sia persa un'altra  buona occasione
per rilanciare un'immagine,
 già duramente indebolita da scandali, vetustà
e velluti che hanno poche coordinate da condividere con l'Attualità.
Non mancavano certo le sollecitazioni e gli argomenti
da decenni sul tavolo della liceità
come ad elemosinare un diritto ad esistere:
gay, coppie di fatto, separati, comunità, esperienze di fallimento che si accatastano
e che hanno generato figli
increduli e basiti.
La crisi che rimodula e rimodella ogni confine, anche morale,
oltre che abitativo, di consumi e di abitudini sociali.

Già mi riesce particolarmente difficile confidare in chiunque non parli per esperienza fatta e finita di taluni argomenti ma tant'è: non è racchiusa in questo modello, la mia etica, per cui posso solo esprimere un giudizio esterno. Anche se mi piacerebbe che le scelte di questo signore e dei suoi seguaci, non intaccassero i miei diritti di libera cittadina, in uno stato che vorrei ateo, o quanto meno laico.


Un grande evento internazionale sul tema della Famiglia  e Lavoro ed uno si aspetta chissà quale novità illuminata,....


NO!


Viene ribadito ribadito che la sola famiglia riconosciuta è quella fondata sul matrimonio tra l’uomo e la donna capace di dar origine ad un processo generativo e procreativo.

Fa un richiamo, il Papa ad "...un amore fedele e totale che diventa fecondo nella procreazione, generosa e responsabile, dei figli, nella cura premurosa per essi e nell'educazione attenta e sapiente".

Santa pazienza?!?!
Ma gli sembra possibile poter determinare tutti i passaggi delle nostre lunghe e complesse vite?
Dove sono le eccezioni? Le varietà? Coloro che non arrivano a questo modello perfetto e statico?


Ecco che Joseph Ratzinger apre le braccia a costoro, i divorziati, ad esempio,  rassicurandoli   "... che il Papa e la Chiesa vi sostengono nella vostra fatica",  pur permanendo in condizioni irregolari per la Chiesa: essi dovranno affrontare la dolorosa rinuncia al sacramento del Corpo di Cristo ma si consoleranno con la vicinanza dei diocesani della Comunità.


Questo il massimo dell'apertura della nuova Chiesa!

L'inno all'Amore, per me,
è essere veramente dalla parte di chi vorrebbe espandere il proprio desiderio di unione:
sotto qualsiasi velleità ed aspirazione erotica, purchè lecita
(ma su questo tema la chiesa ha molto da farsi perdonare e assai poco da insegnare);
per qualsiasi progetto di crescita, con metodi naturali o con aiuti dalla medicina, sia per il controllo, sia per aumentare le possibilità di fertilità;
Amore è essere solidali ai singoli, che compongono la coppia, senza snaturare l'individualità e riconoscendo rispetto alle idee ed ai corpi
tutelando dalle violenze, anzichè oscurarle
aver cura delle mogli, delle madri, delle donne che non trovano lavoro
e di quelle che badano ad anziani genitori e suoceri, senza ricevere un grazie;
amore è illuminare la strada dei figli
educandoli alla vita senza tabù, nè timori
nè falsi dei o paradisi.


 

La religione stia dietro gli altari
a consolare anime perse
e a dare conforto a chi lo chiede.

La famiglia, non è un 'regno' per porporati!

18 commenti:

stefitiz ha detto...

sembra perfino impossibile non riscontrare aperture mentali verso la realtà oggettivo che ci circonda, mah...

Lorenzo ha detto...

La prossima apertura della Chiesa sulla famiglia sarà che i preti potranno sposarsi. Ma solo tra di loro.

Puestadelsol ha detto...

Questo è il vero AMORE incondizionato...condivido il tuo post ed elogio il tuo INNO ALL'AMORE..

Inneres Auge ha detto...

Per B16 la famiglia tradizionale è quella del mulino bianco.

Baol ha detto...

Secondo me è proprio più forte di loro, non ce la fanno nemmeno a pensarlo...

Anonimo ha detto...

Sentendo il papa mi viene da dire: ma senti chi parla di famiglia e di amore! Uno che ha rinunciato per "vocazione" a reprimere gli istinti più naturali e ,sempre per "vocazione"a non procreare.(se non di nascosto ma"peccadu cuccugiau mesu perdonau").E penso anche che la parola pontefice vuol dire esattamente "uno che fa ponti";
chi fa ponti vuole creare legami, vuole unire, vuole accogliere; non mi sembra che lo faccia santa romana chiesa.E dire che milioni di persone la pensano come loro
mater

Saamaya ha detto...

@Mater, avere un pensiero autonomo costa troppa fatica e responsabilità.

@Lorenzo: mi sembra di aver sentito queste parole in qualche altra occasione...?!

@Inneres, il tuo avatar non piacerà, a B16!

@Puestadelsol benvenuta tra i FIGLI del VENTO.

@Baol, Stefiz,... che ci possiamo fare?

Minerva ha detto...

Leggerti è sempre un profondo piacere.

"Che ci possiamo fare?", scrivi nell'ultimo commento.
Continuare, continuare a danzare finché ci sarà musica. Ovvero essere noi stessi, e imporre la legittimità di un altro modello - il nostro - 'tenendo la posizione'. Prima o poi cambiaranno, o comunque noi si riuscirà almeno a vivere.

giardigno65 ha detto...

sono quelli che se ne intendono meno di famiglie !

darlene66 ha detto...

Ciao Saama...
Non volevo parlare di prepuzio su OK-NO.Ho paura che abbia avuto un crollo per la sua malattia.Un blocco,nelle sue condizioni,può arrivare senza avvisaglie,specie dopo tanti anni di dialisi.Spero tanto di avere torto e di saperlo seduto sul suo divano....che ride alle nostre spalle.Scusa se mi sono permessa di scrivere nel tuo blog.Tornerò a visitarlo.Darlene.

Mirino ha detto...

Sono d'accordo.
Conosco certi che non chiedono nulla. Non aspettano essere trattati come se fossero 'normali' poiché sanno che non lo sono. Ma sono così contenti, 'bene nella loro pelle'. La maggioranza fra loro non sono d'accordo che si legalizza il matrimonio per coppie gay, ecc. Quelli che lo vogliono sono quelli che non sono mai soddisfatti poiché vogliono essere considerati come 'normali'. Ma essenzialmente non è possibile.
Credo che quelli i cui genitori l'abbiano accettati così senza riserve, quelli che erano amati ed accettati così come sono, non hanno mai bisogno di essere 'normalizzare'. Invece gli altri non sentiranno mai accettati qualunque la società ne fa per provare risolvere il loro problema. (Scusi prego gli errori..)

Mirino ha detto...

È possibile che il mio ultimo commento sia considerati accanto all'argomento o 'politicamente incorretto' secondo la maniera in cui si vuole vedere le cose oggi. Ma ritengo tuttavia che sia un soggetto importante ed interessante. Del resto conosco alcuni omosessuali che sono completamente d'accordo con questa opinione.

Saamaya Saam ha detto...

@Mirino, grazie per la tua opinione.
Non c'azzecca nulla con il mio pensiero ma ci tengo al confronto con persone intelligenti, lo sai.

Diamo per scontato che esistano molti modi di vivere, credere e amare: io trovo che ognuno meriti rispetto e spazio, senza limitazioni o pregiudizi di sorta.

Mirino ha detto...

Sono affatto d'accordo con te per i modi di vivere, credere ed amare.
Conosco gli omosessuali che sono anche d'accordo con me. Erano amati ed accettati dai genitori (ed amici) come tali senza problemi dal momento in cui la loro tendenza è stata manifesta. Sono quindi 'bene nella loro pelle'. Non hanno alcun bisogno di essere 'vezzeggiati dallo Stato'. Non gli occorre la benedizione del Papa, né la possibilità di sposarsi ufficialmente con 'l'approvazione del pubblico'. Assumono con intelligenza la loro condizione così senza essere appoggiati dallo Stato. Non vogliono essere sostenuti da nessuno. Non ne hanno mai bisogno.
Sanno che non sono normali ma sono felici così, con una forza di carattere che
li permette di vivere una vita bella e riuscita. Sono quelli che non hanno mai bisogno di manifestarsi con gli altri per provare ottenere ciò che è essenzialmente impossibile ottenere. Una chimera.
Sono anche quelli e quelle che sanno che i bambini meritano prima il meglio, e il meglio è ciò che è normale e naturale.

Saamaya Saam ha detto...

Io considero normalità anche l'omosessualità, Mirino: solo un modo particolare di fare l'amore, ma, in genere, è un dato che non domando agli altri e di cui non m'interesso.
Mi piace pensare alle persone che si rendono consapevoli di sè, senza lagnarsi, lamentarsi e che non debbano vivere all'ombra e succubi del giudizio altrui; ma le tutele di legge vanno comunque garantite ad ogni cittadino, senza discriminazione. E dunque, se uno volesse consolidare il proprio rapporto affettivo, anche per tutelare i diritti del partner a sostenerlo in disgraziate condizioni di malattia; ad ereditare; a rappresentare le volontà del proprio amato, in caso d'impossibilità,.... perchè ciò non è ancora possibile in Italia?

Mirino ha detto...

Sono 'normali' beninteso in sé. Non c'è dubbio. Ma nessuno può pretendere che la normalità sia ripresentata dall'omosessualità. Poiché se fosse il caso la normalità secondo la natura che determina la vita in perpetuo della razza umana, non potrebbe più logicamente essere considerata la normalità.

Neanch'io sono 'normale', (perché sono abbastanza sordo) ma non ho bisogno di manifestare con altri sordi (Gay sordi) per ottenere uno statuto o l'approvazione e la compassione dello Stato e del pubblico. Assumo la mia anormalità. Del resto credo che sia un avvantaggio.. Forse alcuni omosessuali credono che la loro condizione è anche un avvantaggio alla fine. Perché non?
Come ho già sottolineato, conosco alcuni omosessuali. Conosco quindi qualche segreto di loro. Quelli che conosco non hanno alcun problema, alcun complesso. Sono intelligenti et molto simpatici. Hanno una grande sensibilità e un talento.

Tuttavia nei paesi democratici quelli che hanno bisogno di manifestare con gli altri, qualunque il motivo, che sia professionale od altro, non sembrano capaci ad assumere i loro problemi da soli, il che potrebbe anche volere dire la loro vita.

Sono anche d'accordo che occorre capire quelli che hanno tali problemi d'identità. Hanno bisogno di amore e della compassione sinceri. Lo si capisce bene. Ma non appena che il male sia fatto, quando ai genitori mancano l'intelligenza, la tolleranza e l'amore, forse purtroppo la forma (o lo stampo) è fatta/o per il futuro.

Saamaya Saam ha detto...

@Mirino, consolati, non sono 'normale' neppure io. Per fortuna.

Siamo tutti Figli del Vento.

Mirino ha detto...

Sì, per fortuna, così il mondo è bello..