Da Maga Circe a Madonna
Destra, sinistra
vuoto, pieno
caldo, freddo
bianco, nero
buono, veleno.
Amo, respingo
corro, aspetto
guardo, smarrisco
affermo, taccio
indosso, lascio
sorreggo, abbandono
piango, recito.
Tutto in me.
A onde
A moduli di presenza.
Io. E altre mille.

Rimasi seduta a lungo in quel terrazzo.
Dopo le prime chiacchiere per sciogliere il ghiaccio
lui mi disse
"Mi sembri la Maga Circe".
Quando si allontanò
si voltò verso di me
soffermandosi a guardarmi
"Assomigli alla Madonna".
Ha colto l'anima.
5 commenti:
So dov’è la mia anima –
nel più fondo, tenero strato della pelle,
in quello, opposto, più prossimo al corpo,
in quello dove il dolore è distinto dalla carezza
in quello che più della carezza cerca il dolore...
Vera Pavlova
anche di madonne ce ne sono tante, tutte comunque figlie di quella vecchierella di S. Anna di cui oggi devotamente celebriamo la ricorrenza
Giardigno, cos'é? un inno sado-maso?
Fractaz, non ti facevo così devoto. Ad ogni modo è anche il mio secondo nome.
Io mi sento poco Madonna ma m'è piaciuto, in quella definizione contrastante che quell'uomo abbia colto, a modo suo, una molteplicità di identità. Sono in confidenza rara con la schizofrenia.
E’ importante anche osservare che la magia nel mito greco è patrimonio esclusivo della donna. Si assiste dunque a una divisione abbastanza netta dei ruoli: l’uomo è indovino e profeta, mentre la donna maga. :-)
Tutto scorre ;in natura niente si crea e niente si distrugge,tutto si trasforma perciò non si può mai bere la stessa acqua ma, come dice un saggio proverbio del mio paese:
non nias mai de 'hust'abba non bivo.
mater
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