Se ne andò, l'uomo, accompagnato dalla sola moglie e accettò, suo malgrado, la sorte.
Passò il tempo e, accanto alla nuova capanna si avvicinò uno sciame di api che chiese ospitalità all'uomo. Benchè la moglie non fosse d'accordo ad accogliere gli insidiosi insetti, l'esiliato, accettò di tenerle accanto a sé.
Quando fu la volta del gufo, accadde la stessa cosa: benchè la moglie non fosse d'accordo ad ospitare l'uccello della notte, l'esiliato, accettò e lo accolse nel nuovo villaggio che, piano piano, andava animandosi.
Venne anche un serpente che, negli stessi modi, venne invitato tra i nuovi amici.
E, per ultime, si avvicinarono migliaia di termiti che, ugualmente, domandarono di potersi fermare nelle terre brulle e, nonostante la moglie non fosse proprio d'accordo, l'uomo le accolse e trovò un ricovero pure a loro.
Il villaggio prendeva nuova vita e le giornate si facevano meno grevi o monotone. Ma la notizia giunse alle orecchie del Re che restò insoddisfatto dal fatto che la sua punizione avesse generato insolita soddisfazione nel nemico.
Fu il Consigliere del Re a lanciare l'idea della sfida letale e promosse le quattro prove definitive: il nemico del Re avrebbe dovuto portare a termine 4 disfide impossibili e se avesse ottenuto anche un solo insuccesso, sarebbe stato condannato a morte.
1) il Re aveva dimenticato un prezioso abito presso un villaggio lontanissimo e la prova consisteva nel recuperare il drappo regale prima che sorgesse il sole. L'impresa non poteva contare sulla velocità e mezzi dell'uomo, ma intervenne il gufo che, volando nella notte, recuperò la veste e salvò l'uomo consentendogli di riportarla al Re entro il termine dato.
2) Il Consigliere prese 7 sacchi colmi di miglio e li sparse a terra, nella sabbia. Il Re diede l'ordine di raccogliere entro una giornata ogni frutto del cereale e ricomporre i sacchi svuotati. Accorsero le termiti che si sostituirono alle mani ed alla vista dell'uomo e riuscirono nell'impresa imposta, salvandogli, per la seconda volta la vita.
3) La terza difficile prova prevedeva di trasformare in un dolce la polpa fibrosa e farinosa del Tikah, il frutto verde abbondante nel villaggio sérère e intervennero le api a condire con il loro dolcissimo miele il frutto consegnandolo al Re nella sua versione zuccherosa e squisita.
4) Nel frattempo si celebrarono le nozze della Principessa, la figlia del Re e mentre si festeggiava in ogni angolo del villaggio, la sposa incontrò il serpente che la morsicò iniettandole il suo veleno micidiale.
Le condizioni della giovane donna si aggravavano minuto dopo minuto e il Re, disperato, non trovando nessun consiglio utile, provò a rivolgersi all'unico uomo che ancora non aveva consultato: il suo nemico.
Questi rivelò l'esistenza di un unico antidoto, presente nel cervello del Consigliere del Re che, difatti, venne sacrificato e fu salvata la vita della giovane Principessa.
| Village Sérère |
A seguito del superamento di queste quattro prove, il Re volle rivedere la sua decisione d'esilio e cambiando opinione, decise di riavvicinare il suo ex-nemico, la moglie e la sua tribù di animali-collaboratori, vivendo di nuovo vicini e uniti.
(Favola dal Senegal, trad. da Saam da tradizione orale)
Un ringraziamento particolare a Bernard.
5 commenti:
commovente
persino le termiti
Commovente: perfino tu, Fractaz!
:-P
Racconto intenso, e sano. Grazie, sista :-)
Non ci sono parole per commentare quello che è insito nel racconto.
Grazie per averlo postato Saamaya, la pacifica esistenza di specie diverse (intendo etnie) che quà vengono descritte come colonie animali.
Notte buona Vento e buona settimana.
La saggezza di un popolo. Purtroppo troppi popoli stanno perdendo la loro.
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