12.12.12

«Sottospecie umane» -Untermenschen-

"Nel campo l'unica parola che campeggiava sempre era la parola 'fame'. 
Un giorno ho trovato il mio vicino di castello defunto, perché si dormiva in due sopra lo stesso piano, erano i castelli da tre piani ed eravamo in sei persone cioè: due, due, due. 
Aveva un maglione addosso, glielo ho tolto e ovviamente me lo sono messo. 
Nel contempo ho preso anche la sua razione di pane che davano al mattino, non avendolo ancora dichiarato morto, perché la fame come dico era la prima cosa."
Mattia Alberto Ansaldi - Testimonianza di un sopravvissuto



Sachsenhausen, chiamato anche 'Oranienburg', era uno dei più grandi campi di concentramento nazista nella Germania settentrionale dove furono rinchiuse più di 200.000 persone di circa 40 nazionalità (421 furono i deportati italiani, stando ai registri ufficiali), tra il 1936 e il 1945.

Di costoro, oltre la metà trovò la morte  morirono per esaurimento fisico e psichico, malnutrizione, malattia (dissenteria e di polmonite) e soprattutto per mano delle SS tramite fucilazione, esperimenti medicie intossicati dai gas di scarico dei camion, già che il campo funzionava pure come campo di addestramento dei reparti di SS destinati alla sorveglianza e gestione di altri Lager: una vera scuola di sadismo e di meticolosa criminalità organizzata.


Il campo venne definitivamente chiuso nel 1950. 

9 commenti:

Minerva ha detto...

E che vi fecero dal 1945 al 1950?

fracatz ha detto...

Sono andato da wiki e mi son tolta la curiosità

Minerva ha detto...

Dimentico sempre l'esistenza di wiki. "Con la fine della Seconda guerra mondiale, il campo fu usato dall'amministrazione militare sovietica (SMAD) come lager di internamento fino al 1950 (Lager Speciale). Tra i circa 60.000 prigionieri" - di cui, c'è scritto sopra, 12.000 morirono per malnutrizione, malattie, esaurimento fisico e psichico - "si trovavano funzionari nazionalsocialisti di grado medio e basso, militari della Wehrmacht, renitenti alla leva, oppositori politici e persone arrestate in modo arbitrario." Orrore che si somma all'orrore :-(((

Anonimo ha detto...

Ogni qual volta rileggo questa storia insieme all'orrore provo sempre un immenso stupore, non riesco a capacitarmi che un uomo possa fare simili....non riesco a trovare le parole, vorrei dire bestialità, ma le bestie non fanno queste cose, solo l'uomo ne è capace .Bisogna sempre avere in mente le parole di P. Levi:......
meditate che questo è stato
vi comando queste parole
scolpitele nel vostro cuore.
..........
"Ammentare" per non rifare.
mater

nheit ha detto...

lo so. un umano può fare queste cose. un umano in quei contesti può far di tutto. neanche si pone l'umano la questione . cosa di routine la banalità del male.cresce passo dopo passo. nel suo brodo. terribile la banalità del male. carezzare proteggere amare i propri figli nella calda cuccia delle proprie case e poi fuori sparare alle cervella di altri bimbi. e seviziare. io so cosa può essere la normalità del male in certi umani

gattonero ha detto...

E c'è chi ha il coraggio di chiedere di dimenticare, in nome di un falso buonismo commerciale e politico.
E' una vergogna per il mondo intero, che neanche i secoli a venire riusciranno mai a cancellare.
Ciao.

giardigno65 ha detto...

da non dimenticare ...

Saamaya Saam ha detto...

@Minerva, il fatto che per qualche anno i militari sovietici trovarono utile questa struttura per vendicarsi in egual misura contro i loro nemici, è ugualmente agghiacciante perchè non è una follia di un dittatore colmo di odio e bestialità, ma è semplicemente 'POTERE'. Così come accade oggi in Israele, del resto.
La storia insegna ma non ha scolari, diceva Gramsci.

Saamaya Saam ha detto...

@Mater, @Gattonero, @Giardigno:
diceva infatti un monito all'entrata del museo del Terrore di Berlino che ho appena visitato
"Entrate e visitate in Silenzio.
Ma non restate in Silenzio quando sarete usciti da qui!"

@Nheit, tieniti lontana e integra!
C'è una troupe 'teatrale' catlana, La Fura del Baus che porta sempe in giro per l'Europa spettacoli deidcati proprio alla nascita del Male ed alla tentazione anche verso il Bene. Non amo le definizioni manichee, di fatto e credo nel torpido dei confini, ma la consapevolezza dovebbe almeno salvare dalla bestialità e dall'oltrepassare i limiti.