«L'importante è che abbiamo dimostrato che l'impossibile può diventare possibile.
Dieci, quindici, venti anni addietro era impensabile che il manicomio potesse essere distrutto. D'altronde, potrà accadere che i manicomi torneranno ad essere chiusi e più chiusi ancora di prima,
io non lo so! Ma, in tutti i modi, abbiamo dimostrato che si può
assistere il folle in altra maniera, e questa testimonianza è
fondamentale. Non credo che essere riusciti a condurre una azione come
la nostra sia una vittoria definitiva. L'importante è un'altra cosa, è
sapere ciò che si può fare. E' quello che ho già detto mille volte: noi,
nella nostra debolezza, in questa minoranza che siamo, non possiamo
vincere. E' il potere che vince sempre; noi possiamo al massimo convincere. Nel momento in cui convinciamo, noi vinciamo, cioè determiniamo una situazione di trasformazione difficile da recuperare.»
Franco Basaglia, in Conferenze brasiliane, 1979
Era il periodo di poco successivo all'introduzione della Legge 180,
"Accertamenti e trattamenti sanitari volontari e obbligatori", che ha rivoluzionato il mondo della psichiatria e l'intera società.
Ma le rivoluzioni sono lente ed i cambiamenti s'insediano per fasi, lasciando anche questioni irrisolte e vetustà.
Volendo
comunque mantenere il medesimo spirito, i principi fondanti e lo
slancio innovativo, l'eredità odierna della Legge Basaglia potrebbe
iscriversi nella nuova proposta di “una legge che voglia garantire
equità e appropriatezza di trattamenti a
tutti i cittadini italiani”, in continuità “con lo spirito e i principi
che hanno animato la L.180
", ma che sappia “declinare al meglio il cosa,
dove, come, quando e perché”, garantendo il coinvolgimento di utenti e
familiari nei percorsi di cura e “un’attenzione continua il processi di
qualità nelle prestazioni”:
Una favola orientale racconta di un uomo cui strisciò in bocca, mentre
dormiva, un serpente.
Il serpente gli scivolò nello stomaco e vi si
stabilì e di là impose all'uomo la sua volontà, così da privarlo della
libertà. L'uomo era alla mercé del serpente: non apparteneva più a se
stesso.
Finché un mattino l'uomo sentì che il serpente se n'era andato e
lui era di nuovo libero.
Ma allora si accorse di non saper cosa fare
della sua libertà:
"nel lungo periodo del dominio assoluto del serpente
egli si era talmente abituato a sottomettere la sua propria volontà
alla volontà di questo,
i suoi propri desideri ai desideri di questo,
i
suoi propri impulsi agli impulsi di questo che aveva perso la capacità
di desiderare,
di tendere a qualcosa, di agire autonomamente.
In luogo
della libertà aveva trovato il vuoto,
perché la sua nuova essenza
acquistata nella cattività se ne era andata insieme col serpente,
e a
lui non restava che riconquistare a poco a poco il precedente contenuto
umano della sua vita".
“E’ ora di riempire di contenuti quella rivoluzione”.
Il
Movimento in questo modo si fa promotore e partecipe di quel processo
di integrazione, tra Istituzioni e Cittadini, che nel campo della
salute, e della salute mentale in particolare, vedi gli utenti, i
familiari, gli operatori e i cittadini lavorare assieme, rendersi
protagonisti, essere tutti assieme soggetti attivi e propositivi, forti
del valore condiviso delle esperienze di tutti, non più relegati
all’attesa e alla speranza, ma capaci di dare all’attesa e alla speranza
forza e concretezza.