La mia dissertazione onirica partiva dai numeri
7 7 7
scritti e decorati sulle porte di alcune
case nepalesi a ricordare, dicono, la grande festa per le donne che raggiungono la veneranda età di
70 anni,
7 mesi e
7 giorni. Certo, in un paese come il Nepal ove l’aspettativa di vita delle donne, inferiore a quella degli uomini (53,5 anni per le donne contro i 55,9 per gli uomini), si tratta di un evento degno di solennità.
Avrei voluto condividere con voi qualcosa di più circostanziato su queste feste ma, ahimè, non ho trovato ancora nulla ed anzi, vi pregherei di mandarmi eventuali bibliografie e link in merito.
Ma il 'viaggio' ha seguito altri lidi, ricordi e circostanze e così il numero
7 ricompare nella storia delle donen nepalesi, ma legato al ciclo della riproduzione ed all'insieme delle credenze e superstizione che, senza troppa sorpresa, si ritrovano nella storia
(o preistoria?) di tante culture, anche attuali.
E' la storia infinita delle donne impure: in
"quei giorni lì", durante il periodo

mestruale, in molte culture e religioni dai tratti maschilisti, le donne vengono allontanate dalla comunità, confinate in luoghi lontani e bui, evitando il contatto diretto e seguendo varie superstizioni che condizionano anche l'alimentazione della donna (
non possono consumare latte, yogurt o burro) ed il loro gesti quotidiani
(lavarsi, toccare oggetti,..) e non posso coprirsi con altro se non una piccola coperta.
Nei distretti occidentali del Nepal, le donne induiste sono costrette a passare sette giorni al mese, durante
"quei giorni lì" (ma anche in seguito al parto, per 11 giorni), in una capanna separata, di solito una vecchia
stalla, lontana dalla casa dove il resto della famiglia risiede: queste capanne sono i
Chhaupadi che sopravvivono, nell'ignoranza di alcuni villaggi e nella superstizione, nonostante la
Corte Suprema del Nepal abbia dichiarato
illegale questa pratica,
nel 2006.
Secondo il
Women Development Office di Achham si stima che circa 20 donne ogni anno, nei mesi più freddi muoiano per il freddo, per
problemi respiratori, per le scarse condizioni igieniche e per morsi di serpenti nelle capanne Chhaupadi.
E il divieto di avere contatti con alcun membro della comunità nè della famiglie, non garantisce loro dal divenire
vittime di aggressioni e abusi sessuali.
Una condizione simile l'ho osservata anche presso i
villaggi del Mali dove la stessa sorte coglie le
donne Dogon, costrette a risiedere nel
Yapunu guina, durante il periodo mestruale, sempre per il timore della loro impurità.
Ovivamente prediligerei le culture di marca matriarcale che, al contrario considerano la donna sacra e portatrice di poteri mistici, durante il periodo mestruale, proprio per lo scandire del tempo delle mestruazioni, in sintonia con le fasi lunari .
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| Donne africane in marcia per il NOBEL per la PACE |
Ma mi accontento di sapere questo:
ed è già cultura della DIFFERENZA e del valore.
Ma mi sento di mettere in guardia gli uomini, non tanto dalle impurità del gineceo, quanto dal periodo che precede il ciclo, quando l'ira funesta e ingovernabile delle donne si scatena, anche senza motivo sul mondo e nella casa.
In 'quei giorni lì, andate a pescare'.
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