Numeri che contano.
L'operazione pareva semplice e, nota:
portare la mia auto ad un sanificante autolavaggio per operazione conseguente.
Non trovando alcuna coda mi fermo e la disponibilità è subito generosa ed ampia:
una coppia di uomini si dividono l'interno auto, tra destra e sinistra, per un'aspiratura ben fatta dell'abitacolo e dei tappetini d'appoggio.
La scansione operativa acquista importanza e interesse quando inizia a comparire un terzo uomo con una canna ad azione nebulizzante per insaponare e trattare i cerchi delle ruote, vetri e carrozzeria. Ma nel giro di pochi istanti, gli altri due si defilano e lo lasciano operare da solo.
Il giro intorno al veicolo non s'è ancora concluso quando un quarto uomo si figura all'orizzonte e, con fare sicuro, mette mano al getto potente che scioglie l'inguardabile. Il cambio, tra i due, stavolta, si fa più veloce ed il terzo si defila.
Io come sempre m'incanto al cospetto di questa magìa dello sporco che si scioglie e restituisce all'auto quel colore dimenticato e terso.
La macchina, ora, è pronta ai 'grattini' nero-blu dell'autolavaggio che solleticandola ai fianchi, sul tetto e qualche colpetto sul didietro, ultimano il viaggio di purificazione e anti-età.
Questo passo della magìa, solitamente, me lo godo in prima fila e avanzo pure io per assistere
al trionfo della mia macchinina che, come una scolaretta, esce dalla scuola col muso tutto fiero e baldanzoso di chi ce l'ha fatta a passare un'ora da sola,
pronta a godersi le ultime strusciatine e strofinamenti di pelli di daino e
lucidini per i cerchioni, praticate dai tre baldi giovani accorsi ad asciugarmi la 'piccola'.
Ora, se la matematica non è un'opinione,
io avrei contato ben 7 uomini che si sono succeduti intorno alla mia macchina:
altro che REGINA!