4.3.13

Ci sono notti che...


Notti buie e affollate da scomodi pensieri,
un gelo inconsolabile, come il vuoto che crea vertigine.


Sonno interrotto e sogni  che urlano.

Nella tradizione popolare, l'inquietudine notturna prende le sembianze di giocosi folletti o altri malefici personaggi che visitano i sogni, prendendone forma e respiro.

Gli antichi Romani  descrivevano sensazioni di forte pressione sul petto, visioni macabre e spaventose provocate dalle creature notturne Incubus [o Succubus, nella versione femminile].

Fussli "Incubo"- 1781


Nel nord Europa, ad esempio, in Irlanda si aggira il il Fear Dearg - l'Uomo rosso- causa di terribili di incubi e portatore di sventure.

Nel nostro Sud c'è il folletto dai sette berretti pendenti che, tutto sommato, sarebbe pure in grado di favorire ricchezze e fortune, in caso di conquista del suo berretto, trasformandolo in pentole d'oro.

Nella cultura abruzzese è la "pantafrica"- Pandafeche, di bianco vestita, sguardo spettrale e orribile, che siede accanto al dormiente, ferendolo con la punta del mento e  provocandogli una sorta di apnea con la sensazione di soffocamento. 

In Basilicata, Campania e in Puglia equivale a Lu Monaceddhru, (U Muncacidd, Il Monaciello), un piccolo gnomo nero che tenta di soffocare nel sonno e procura ferite, graffi  e lividi, oppure, solletica i piedi; anche in questo caso, la possibilità d'impossessarsi del suo berretto, lascerebbe avverare un desiderio.

Nella mitologia sarda  troviamo "S'Arriadore", il demone del sonno (nella regione del Logudoro)- (o s'Ammuntadori, Ammuttarroi, Muntadori, Mutarolla, Personarzu): un vero e proprio incubo. 
Narra la leggenda che, nella notte si possano incontrare le anime dei morti e, tra costoro, resta sempre in agguato s'arriadore, pronto ad assalire i pastori ed altre vittime nelle ore del sonno rubando loro il respiro. Lo spirito maligno si appoggia al loro petto, opprimendolo e paralizzando ogni muscolo del corpo tenendolo come 'inchiodato' al letto; non è possibile muoversi, nè chiamare aiuto, già che s'impossessa anche dalla parola.

Oggi chiameremmo questi sintomi paralisi ipnagogighe, a volte associate ad illusioni ipnagogiche, provocate dallo sfasamento tra le fasi REM del sonno, dove generalmente il nostro corpo è paralizzato, e quella del risveglio che corrisponde anche alla ripresa del movimento del corpo: invertendo i due processi, si vive quella sgradevolissima sensazione di 'blocco'. Quanto alle visioni, beh.... quella è un'altra storia e lascio alla fantasia di ogni sognatore.


Sappiate però che la superstizione sarda de s'Ammuntadore ha perso col tempo il suo carattere pagano assumendone uno più "cristiano" comunemente associato a quello di Satana. Esistono quindi formule di scongiuro e preghiere- Brebus- per scacciare questo demone 
che riporto dal bellissimo testo "Demoni, miti e riti magici della Sardegna" di Antonangelo Liori, 
per dovere di cronaca e di memoria:


Sa rughe 'e Santu Valentinu
eretta eretta che filu
e che filu eretta
mal'apat chie m'orettat
chie m'hat a orettare
iscuru hapad e male
iscuru che in buca
origas de istuppa istuppa
origas de ispagnola
tottu che essa foras
francu s'evangelista
chie m'istat in cabitta
in cabitta 'e lettu
bonu est Santu Larentu
Santu Larentu est bonu
chi faghet su sonu
chi sona che puddu
s'ammuntadore l'agatten abbuvuddu.


Trad: La croce di San Valentino
dritta dritta come filo
come un filo dritta
maledetto chi m'invidia
chi mi invidierà
abbia ascuro e male
scuro come in bocca
le orecchie come la stoppa
orecchie come la polvere spagnola
tutto esca fuori
fuorchè l'evangelista
che stia nel mio cuscino
nel cuscino del letto
è buono San Lorenzo
San Lorenzo è buono
perchè fa il suono
che suona come il pollo
l'ammutadore lo trovino gonfio

Aggiornamento:

citazione dell'amica MATER

Ego mi corco in kustu lettu meu
anima e korpus raccumando a Deus
anima e korpus a nostra Segnora;
sette anghelos m'inghiriesi
tres in pedes tres in kapitha,
nostra Segnora respondesi:
tue drommi e reposa
non timmas pro mala kosa. 

9 commenti:

Ferruccio Gianola ha detto...

Interessante:-)

ruhevoll ha detto...

Bene bene, vedo che in Sardegna temevano, o sapevano, che l'invidia fa far sognacci.
Se subita o provata fa poca differenza, l'importante è non averci a che fare.
:)

Paolo Falconi ha detto...

E' proprio bella la Lingua Sarda ... misto latino, spagnolo e chissà che altro ... ma soprattutto ha in se una certa solennità, come in quella preghiera rituale.

Complimenti per il tuo post e per tutto quanto di ancestrale ci racconti riguardo le notti bianche, quelle affollate da preoccupazioni e timori, che poi alle prime luci dell'alba si dissolvono da se.

Ciao Saamaya

Paolo Falconi ha detto...

Ps
guardando il simbolo del mio blog ... sembrerebbe che gli incubi ci siano pure durante il giorno:-D
è per questo che ho intitolato il mio blog
in direzione ostinata e contraria ...
un impegno ad azzittire le paure interne, diurne o notturne che siano, affermando poco per volta piccole certezze per guadagnare la propria autostima e rispetto, nonostante e comunque!

Salut
alla birba

fracatz ha detto...

santa Rosa de viterbo
date forza a questo nerbo
gesù giuseppe sant'anna e maria
siate la salvezza dell'anima

Anonimo ha detto...

Ego mi corco in kustu lettu meu
anima e korpus raccumando a Deus
anima e korpus a nostra Segnora;
sette anghelos m'inghiriesi
tres in pedes tres in kapitha,
nostra Segnora respondesi:
tue drommi e reposa
non timmas pro mala kosa.
Si potrebbe continuare con altre preghiere e scongiuri....
mater

giardigno65 ha detto...

una formula magica !

NostraDannus ha detto...

Saluti apotropaici Saamaya :))

Saamaya Saam ha detto...

Non solo in Sardegna, @Ruhe

Ciao @Ferruccio.

@Fracatz, dietro dietro... l'energia è sempre quella.

Ho sempre pensato che nel tuo blog ci fosse una dedica al buon Faber; come nel titolo del mio del resto. Buoni sogni anche per te, @Paolo.

@Mater, mi permetto di aggiungere anche la tua preghiera.

@Giardigno: l'importante è crederci.

Ritorno ben augurante, @Nostrad. Ricambio.